Oggi mi sarei buttato ai pesci. Perché? Mi sento semplicemente stupido e vestito di un groviglio di sbagli. Mi sento anche squallido, come se fossi caduto dentro qualche cosa di inaspettato visto che sono buono ad inciampare dentro i miei passi. Mi sento parte integrante del colmo, sbagliato ed anche non sbagliato. Niente, mi sento di colpo più niente del niente. E mi torna in mente una poesia di Orten a Vera ma è come se nel pieno caldo romano fosse anche piovuto, se fosse piovuto il caldo da un cielo innocente fatto di righe ingiallite di una vecchia lettera d’amore. Una lettera che appartiene ad un tempo che non può essere questo. Non può esserlo dato che tutta questa tecnologia serve a condividere solo un mare di cazzate e le persone si sono ridotte a dita rinneganti quello che hanno già scritto, di fretta, sulle tastiere. Ed allora tutto mi è scomodo. Non mi voglio mischiare a questo mare di cazzate. Con tutti i miei sbagli voglio essere io, io ed ancora io e voglio dirti che ci sono, che ho parole vere perché non stanno scritte ma sono pronunciate dalla mia voce alle tue orecchie. Perché sono stato sputato fuori da righe ingiallite di una vecchia lettera d’amore, di quando era romantico anche aspettare giorni per ricevere una risposta… è stupido tutto? Si è tutto stupido ma me ne frego, me ne infischio. Mi serve anche l’ingenuità dato che sono un ingenuo sognatore ancorato all’evidenza di una vita che ha il volto della morte. Ed allora dove vorresti andare? Mi serve anche l’ingenuità del tempo che impiega un albero a crescere, come le parole di una vecchia lettera d’amore attesa per giorni e giorni… non sono del mare di tutte queste cazzate. Quanto ci impiega questo albero a crescere? Quanto ci impiega a farsi strada nella terra e starsene eretto contro tutto, pure contro di noi? Allora sono le persone che fanno la differenza, anche in questo mare di cazzate, ed io non voglio annegare nel niente di parole e parole digitali. Io voglio rivendicare il mio io e morirci dentro se questo sarà necessario. Voglio fare arrivare ogni frammento di me a te… come una vecchia lettera d’amore ingiallita dal tempo che ti basterà leggerla per cominciare a piangere. Voglio parlarti di me perché è stupido. Ma voglio farlo, trasmetterti i miei pensieri come sono innocenti e non, perché sono vivi come le pulsazioni della vita.
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Autore: hermansji.:. - Resta aggiornato, iscriviti gratis
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