artigli

Pubblicato il 24 novembre 2009 in prosa, riflessioni da hermansji

All’interno di mani stanche d’invecchiare, ho trovato della leggerezza o forse solo un cammino poco accidentato e l’inquietudine di un sole oscuro. Col rumore fastidioso di tutta la fine nello stesso intervallo, la caduta della speranza ma nell’ora che ci divora. Non so scrivere di niente, perché non so nemmeno scrivere di quanto avvolge il tutto. Pensieri che sbattono le ali e migrano altrove, attraverso le distanze. La maldicenza che ha sulla bocca quella gente, tenere le mani chiuse ma irrimediabilmente come pugni. E se poi le apro, osservo le dita che son divenute artigli del mio pensiero, artigli che nutrono di rabbia questa inutile complicazione che fa da interferenza al battito del cuore.
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quello che non troverai

Pubblicato il 19 settembre 2009 in prosa da hermansji

Quello che non troverai scritto sul mio profilo, io sto col rumore della pioggia per questo mi tengo da parte l’acqua che violenta vien giù. Ho l’anima di nessun luogo come nessuna speranza, lo sguardo condito col freddo delle città quando non t’è rimasto niente su cui poter contare.

Quello che non troverai scritto sul mio profilo, quell’altra pallottola non mi ha mai ucciso, la ferità s’è rimarginata una notte senza niente da dire, tutto qui. E come un bambino ho disegnato con l’eosina sorrisi sulle cicatrici.

Quello che non troverai scritto sul mio profilo, quando racconterai ti ascolterò solo che le risposte verranno a trovarmi nell’istante in cui ti penserò ma non ci sarai già più. Perché il treno era di fretta anche se nessuno alla stazione l’attendeva oltre te.

Quello che non troverai scritto sul mio profilo, sarei abbastanza semplice da far sorridere eppure capita che le persone si convincano di chissà cosa. Mi restano, in qualche modo legate e non me lo so spiegare se siano le scuse per l’odio del mondo, restituite come il polline dal vento ed in qualche modo tornano a me.

Quello che non troverai scritto sul mio profilo, tante cose appartengono solo a me ma se proverai a comporre i frammenti, ricorda che è solo un tuo mosaico e non il mio. Viene a prendermi una idea e non molla la presa finché non le concedo di scrivermi storie dentro l’anima, qualche volta fa male.
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buonanotte

Pubblicato il 12 settembre 2009 in prosa da hermansji

E scivolare piano, quasi sfiorando le strade, perché non vorrei svegliare l’oscurità. Piano avanza coi passi di una dolce bambina, sorride nella sua giornotte, sorride e non è certo colpa sua se questi nostri sogni restano appesi, per troppo, tra le sue lenzuola. Ma tu vieni qui, avvicinati perché voglio sussurrarti dolcemente, soltanto per te. Lascia che lo sguardo osservi questo mondo, s’addormenta lentamente, c’è ancora fuoco e distruzione, c’è ancora il male ma non è tutto qui. La speranza è ancora tra noi, così dolce che provo a sussurrartela come meglio posso: – ????, ????, ?a?? µ?? µ?????. ????, ????, ???µ?s?? ?????. ? µa????a e??’ ???t? se pa???e? a??a???, f???? ?a s?? d?se? p???? t??fe??! -
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buonanotte

Pubblicato il 24 agosto 2009 in prosa da hermansji

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Questa è la buonanotte per te, prima che venga a bussare, persa per persa, la fretta di un’altra nostalgia. C’è una piccola stella in questa oscurità che lenta avvolge i pensieri, s’è pure messa a bussare contro la porta e m’ero scordato perché la tenevo serrata. Quando le ho aperto sono stato avvolto dalle correnti di altre necessità, ed anche se, alla fine del giorno, crolliamo tra le braccia d’un sonno che non seduce più di tanto, resta accesa una ferita di speranza al fondo di noi. Così, senza aver mai trovato il manuale che spieghi il perché della vita, ci prepariamo a stare meglio in piedi il prossimo domani, e questa notte servirà solo ad insegnarci come planare anche nella realtà. Buonanotte.
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la quinta ora e la sirena dell’autodistruzione

Pubblicato il 1 luglio 2009 in blog, prosa, riflessioni da hermansji

Vengo alle mani con le parole e non è solo per le ragioni della rabbia o perché stringe troppo la maschera della rassegnazione. Questa è la venuta della quinta ora con le ali impure di ogni mio peccato. Non posso stare a guardare così espungo da me tutti gli altri me ed odio ogni cosa che m’appartiene. Io sono e me ne frego di qualunque risultato abbia mai raggiunto. Comunque sono difettoso, penso a tutto quello che non sono riuscito a fare, io sono ed incessantemente devo essere. Questa è la mia quinta ora, la sirena dell’autodistruzione. Giunge qui solo per coccolare me e tu speranza, che stai sempre ad osservare, risplendi per me. Dammi il calore del tuo amore, lo voglio adesso… dallo a me che non sono niente e non ho valore. Fammi escandescenza capace di divorare qualunque agonia della notte ma non farlo per dare qualcosa proprio a me. Fallo perché possa, con le parole, curare e rimarginare le bruciature in quelle anime profonde che non hanno mai meritato l’inferno di questo mondo. Dammi un filo di vita solo per questo, quando avrò raggiunto almeno lo scopo inghiottimi in te.

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eterna / madre / notte

Pubblicato il 15 febbraio 2009 in prosa da hermansji

Eterna madre, ciclo della mia vita, riposa con me poiché non ho occhi per ascoltare solo mani per dimenticare le troppe parole da bruciare lontano dal sole. Attorno il mondo collide dentro i miei occhi senza altra scelta, lingua madre che m’accompagni muori con me giorno per giorno. A chi appartengo? Solo ai rintocchi pigri delle ore del giorno, solo alle case abbandonate dal tempo, solo alle donne fertili col ventre lunare. Eterna madre, emisfero della mia coscienza, riposa con me poiché ho imparato troppe cose e nessuna impedirà al demone, che abita l’antro del cuore, d’odiare l’anima furente del mondo. Attorno le vite si disperdono come polline senza una scelta, lingua madre che m’accompagni muori con me notte dopo notte. A chi appartengo? Solo all’innocenza tradita dal riscatto dell’età, solo alla quiete di chiese dimenticate, solo alle madri piene di speranza.
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invidia

Pubblicato il 21 settembre 2008 in prosa da hermansji

Troppo buono per star bene sopra uno di quei tuoi peccati o troppo malvagio per riassorbirti nelle onde intense della notte come prendersi sul serio una volta e poi tutto il resto lasciamo stare. Questa è la tua preghiera cantala piano che la mia anima è infetta e non vorrei s’accorgesse di me. Un posto per evaporare sopra una bianca pietra, un posto per dissanguare come una croce o troppo poco per comprarmi un denaro di pianto come un buon vestito. Continua a leggere »


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