All’interno di mani stanche d’invecchiare, ho trovato della leggerezza o forse solo un cammino poco accidentato e l’inquietudine di un sole oscuro. Col rumore fastidioso di tutta la fine nello stesso intervallo, la caduta della speranza ma nell’ora che ci divora. Non so scrivere di niente, perché non so nemmeno scrivere di quanto avvolge il tutto. Pensieri che sbattono le ali e migrano altrove, attraverso le distanze. La maldicenza che ha sulla bocca quella gente, tenere le mani chiuse ma irrimediabilmente come pugni. E se poi le apro, osservo le dita che son divenute artigli del mio pensiero, artigli che nutrono di rabbia questa inutile complicazione che fa da interferenza al battito del cuore.
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Autore: hermansji.:. - Resta aggiornato, iscriviti gratis
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