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Archivio per etichetta: 'sole'

hermansji

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il sorriso del sole

Non è una contrattura quella che si espande attraverso me, forse è proprio una frattura di cose che non hanno mai avuto un significato. Cade il pensiero e rotola, va da qualche parte mentre c’è solo il sorriso del sole che invade tutta la stanza. Io ho gli occhi dolenti eppure cerco di osservare, ma cosa ci sarà mai da guardare? Se il mondo sbircia addosso, perché ci ostiniamo a volerlo salvare e sbirciamo anche, mentre ci mangiamo le unghie imbambolati, presi dall’osservare ma per trovarci cosa? Cosa c’è? Quando ti viene come un muto disagio, come se ti mancasse tutto e non ti manca niente. Con le mani che sembrano mezze parole che non sei più in grado di pronunciare, colle braccia che sembrano rami d’un albero. Albero che c’ha quella ferita che ti si addice e ci va a riposare un vecchio gufo. Allora sei cavo così, perché non ti hanno tolto il cuore s’è fatto polvere evolvendo secondo logiche tutte umane. Così smettila di credere che l’umanità sia un valore, che dietro alle nuvole bianche o grigie restino comunque dei sentimenti capaci di urlare più forte del resto. Finiresti solamente ad osservarti invecchiato, proprio come il gufo che si ricorda di te ma quando vuol sentirsi protetto per chiudere gli occhi ed abbracciare una notte senza paure. Ma non riesco a smettere, non ci riesco mai. No, non è una contrattura, nemmeno una frattura, forse assomiglia a certe ferite che ti fanno del bene, mentre ti ascolti vivo colla voglia d’un pensiero positivo. Una bella abitudine, una frase d’amore pronunciata piano con troppa commozione a far vibrare leggere le parole, forse assomiglia a questo sole che ha il sorriso e non smette di rovistare nel perfetto disordine delle cose da fare.
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sotto un cielo tenue

Dove non possiamo chiedere non ci ascoltano le risposte. Sebbene della vita sia tutto così breve, a volte ho la sensazione che il cielo sia tenue come i tuoi occhi o che la corolla d’un fiore riesca ad ingoiare il dolore del sole. Prova ad immaginare il mondo come lo vedo, quell’eterno smarrimento e quelle urla che non smettono, la notte che sbanda ma non muore anche se provano a soffocarla. Cercare di parlare con la voce del silenzio che arriva in punta di piedi. Ascoltare l’orrore di questa rivalità di violenza. Gli occhi dei bambini terrorizzati e nascosti sotto le coperte, il sacrificio di gente onesta, il disprezzo distillato con la pietà ma l’unica consolazione è credere che prima o poi tutto cesserà. Lasciarsi andare con quel bisogno di svanire ma non avere neppure il coraggio di premere il grilletto, mentre cadono pensieri con lente gocce di sangue in un catino. Smettere di cercare le risposte perché le cose vanno così, tutto qui. Rinunciare ad avviare la ragione e disattivarne l’opzione dal setup dell’anima. Ma vorrei che il cielo fosse tenue come i tuoi occhi.
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per appenderci un sole infantile

In ascolto ma senza nessuna risposta, solo disposto ad intercettare la frequenza di ogni tua inquietudine. Dici basta per farti sentire che, seppure senza un filo di voce, io sono accanto a te? Basta solo questo? Non ho nemmeno una frase per farti sorridere, anche se troverò qualcosa per ricamarci sopra una stupidaggine e provocarti il riso. Si, questo solo sento di poterlo fare, cercare anche un piccolo chiodo, sulle pareti di questa umana debolezza, per appenderci un sole infantile. Questo solo cercherò di farlo per te.
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matilda – parte seconda

Matilda di hermansji – parte seconda

- SECONDO -

SCENA PRIMA

(Mattina calda e divorata dal sole. Fernando, preso da una forte malinconia, esplora le soffitte.)

Fernando: Il solaio era come l’isola del tesoro. Bastavano pochi indizi per dare una qualche coordinata sulla mappa della fantasia. C’era tutto. Anche la polvere, quando eravamo piccoli, sembrava magica.

Ricordo che io e Matilda venivamo quassù a nasconderci chissà poi da cosa. Passavamo le ore ad inzaccherarci di vecchi odori. E trovare sempre una scusa buona per aprire gli scaffali arrugginiti… o convertire in strumenti di bordo antiquati utensili che magari avrebbero preferito restare a dormire.

Alle volte ci capitava di scovare qualche giocattolo di legno intrappolato dalle tele. Perlopiù dei cavalli intagliati in modo impreciso. La vernice sollevata lasciava intravedere profonde rughe o zone dove il legno si era tarlato.

Ora questo posto è governato solo dalla luce, dagli scorpioni e da qualche uccello. Nonostante tutto è vita che scorre intorno a me. Gli uccelli, come gli scorpioni, hanno timore della mia presenza. Sono l’ombra di qualche loro paura e, anche se fragile come un fantasma, sconto le colpe di altri. (continua…)


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matilda – parte prima

Matilda di hermansji – parte prima

- PRIMO -

SCENA PRIMA

(Comincia la nostra storia. Un campo incolto. Il sole sta per concedersi alle voglie della Notte.)

Fernando:

(sdraiato tra gli sterpi)

Il Sole riempie queste giornate come un sintomo. Sento il battito della sua vita percorrere tutte le cose di cui si cibano i miei occhi. Ah se potessi cambiare pelle come una serpe o rilasciare un po’ del veleno che mi ingrassa i pensieri!!

(pausa)

La terra che mi è intorno, dopo tutti questi anni, conserva ancora le onde dure del lavoro degli uomini. Se fosse un mare, gli alberi qui sarebbero le mie navi. Questi legni son capaci di resistere alle tempeste degli appetiti umani. Già ora reggono i miei pensieri perché non si bagnino con l’acqua segreta del mio oceano di lacrime.

Il Vento è su di me. Saluta gli arbusti ed essi ricambiano l’affetto ondeggiando al tocco delle sue mani, come un pianista all’opera sulle sue variazioni. Vorrei essere una nota per liberarmi del corpo ed espandere la mia fisicità all’infinito attraverso l’aria. Cambiare registro senza nessuna concessione.

Sole!!!! il tuo livore mi consuma e rattrista ancor di più, voca me cum benedictiis.

(pausa)

Il Cielo è una coppa di brulè capovolta ed il liquido resta sospeso. Arriva la notte ed i pensieri ubriachi le fanno un grande inchino. L’uomo del tempo apre i contenitori della sua sabbia restituendo libertà a qualche sogno.

(continua…)


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cosa avresti fatto?

Raccogli e cataloghi tutte le briciole di me, vivo d’anima e disperdo tracce che non m’appartengono più. Tu annoti con una graziosa calligrafia le mie colpe, prendi il tuo messale per paura della contaminazione così disinfetti tutto con la preghiera. Stanchezza che ti prende d’improvviso e non riesci a chiudere gli occhi, il tempo che ti graffia la schiena ricorda che sei sempre in ritardo. La vita brucia senza troppi roghi ma chi l’avrebbe mai detto che in quest’inferno, al posto del cielo, han messo una grande ventola nera per aspirare via lo smog. Tutto quello che ti racconta l’oscurità è solo la scusa del sole che si è stancato di morire per noi, al suo posto cosa avresti fatto?
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eterna / madre / notte

Eterna madre, ciclo della mia vita, riposa con me poiché non ho occhi per ascoltare solo mani per dimenticare le troppe parole da bruciare lontano dal sole. Attorno il mondo collide dentro i miei occhi senza altra scelta, lingua madre che m’accompagni muori con me giorno per giorno. A chi appartengo? Solo ai rintocchi pigri delle ore del giorno, solo alle case abbandonate dal tempo, solo alle donne fertili col ventre lunare. Eterna madre, emisfero della mia coscienza, riposa con me poiché ho imparato troppe cose e nessuna impedirà al demone, che abita l’antro del cuore, d’odiare l’anima furente del mondo. Attorno le vite si disperdono come polline senza una scelta, lingua madre che m’accompagni muori con me notte dopo notte. A chi appartengo? Solo all’innocenza tradita dal riscatto dell’età, solo alla quiete di chiese dimenticate, solo alle madri piene di speranza.
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Luxille

5A45524F (0)

Un brivido la allontanò
e si sentì sollevare l’anima
come un vento caldo che percepito ad un tratto
svela un mistero misero di distruzione
dentro tutti gli anelli di cui si è fatto
fiore e malattia mentale.
E così cominciò a pulsare stanco cuore
con una fatica tutta sua
delitto dell’ultima sua pena.
E cosi cominciò a consumarsi
alla deriva di un mare incandescente
ultimo atto o prologo dell’ennesimo avere…
senza nessuna forza per resistere
senza nessuna forza per vulnerare ulteriormente
la mente che si era lasciata andare
la mente che si era già presa tutto
la mente che non era più nocchiero
e le correnti precipitose dentro il vuoto
ed il sangue precipitoso a scaldare violento
il cervello per domarlo e perseverarlo
allora le uscì debole ma carica di una forza
un’ultima parola
«…t’amo…»
e restò abbracciata per un tempo
che le sembrò un’eternita’
avvinta al suo universo
prima che tutti i pianeti cominciassero
a collassare gli uni dentro gli altri
prima che i sensi riprendessero quiete
e gli occhi tornassero a riempirsi
della quotidianita’

.:.

554E4F (1)

Era venuto avvolto nei panni
che prima o poi gli sarebbero andati stretti
con tutte le parole di cui si era nutrito.
Era venuto senza pensare che avrebbe
tratto a se con la sua lama morale
un’anima immortale.
Era venuto ma non si era accorto di essere già ferito
e che la fiamma che lo custodiva era amore
imperfetto come sanno essere i sentimenti umani.
Era venuto con il suo volo a metà sicuro
di annichilire ogni cosa e travolgere il sembiante
nella furia delle sue domande.
Poi si era arreso all’evidenza che quel bruciare
era la sua vita e sentì il peso della sua anima
e sentì il peso delle solitudini immorali.
Si sentì schiacciato e quasi soffocare
non era pronto a ciò che lo aspettava
ed era caduto per rigenerarsi…
quando si rialzò sentì di non appartenersi più
distese le braccia e si accorse d’avere due ali
infisse nelle sue scapole che si mossero sinuose dietro il suo capo
disegnando a modo loro l’ombra d’uno strano fiore ai suoi piedi
che si staccarono da terra
ed inizio a piroettare nel suo primo volo
si ritrovò a violare gli irosi segreti del cielo
e tutto gli sembro un’eterna miseria senza confini
avvolta in una perfetta bellezza
vide una cosa sotto di se
e si avvicino rapido restandosene a pochi metri dall’acqua
sotto di sè c’era quello che non si sarebbe aspettato
la sua nuova immagine trasportata delicata dalle correnti
lo stava ad osservare e soppesare con lo sguardo
di una creatura androgina…

.:.

445545 (2)

Fonte che non scorre nel senso suo
leggero volo senza fatica
pensiero eterno con tutto il resto
pelle che è tamburo della coscienza
cuore che pulsa il ritmo dell’Amore Universale
… eppure il Sole …
lasciar cadere l’ultimo bicchiere
con il tuo favorito liquore
e veder scivolar via anche le ultime ombre
risalire la schiena della notte
verso il sorriso della stella più stanca d’aspettare
essere qualcosa e poi cambiare repentino idea
non voler più apparire
essere bambino e piangere al fresco del mattino
… eppure il Sole …
giunge a riscaldare anche il più debole umore
«non lasciarmi cadere senza neanche un suono che
possa servire a ricordare
non lasciarmi evaporare senza aver nutrito di me un affetto»
… sei …
tutto eppure niente
la mia distruzione eppure niente
… sei …
il fascino della luna
l’ombra discreta che mi accompagna
… sei …
la corrente che mi consuma
la forza che mi spaventa
… sei …
un altro me eppure no
qui eppure no

.:.

545245 (3)

Senza resistere già consunto dal fuoco
predetto ed avverato
passo scalzo nella morbida sabbia dietro un oceano danzante.
Lei è cuore che si contrae
del sangue vero e del suo vero sangue
mi rivestirà un anello nuziale
«figlio scalzo dormi
ora prendi il sonno su di te
per non volare più»

mi dice la mia croce mentale
«vieni su di me
riposa in me»

ma lei è cuore che si contrae
del sangue vero e del suo vero sangue
mi donerà un fedele sorriso
«figlio senza nome
concediti il tempo che vuoi
per non volare più»

mi dice la mia croce mentale
ma non mi convincera’
«allontanati da me
inutile tentazione»

perché lei ora è in me
e se il suo cuore si contrae si contrae il mio cuore
e se sangue vero è il suo sangue vero sangue è il mio sangue

.:.

5155415454524F (4)

Passaggio verso un luogo che
possa contenere il peso di tutto ciò
questo mi appariva giusto chiederti
e se ho tanto freddo non è perché mi manca il calore
ma per l’intimità che cerco in noi
e se ti sembro fragile non credere
che una donna lo sia ma se lo diventa
è solo per donare calda seduzione all’uomo
che vuole le dia un passaggio per l’eternita’
verso quel sorriso che le riempie l’anima di quiete
Siediti qui vicino a me ed accosta il tuo orecchio al mio petto
sentilo ora battere caldo per te
smuove un mare inquieto dentro me
ascolta il mio cuore pulsare per te
Di essere ora la mia direzione
questo mi appare giusto chiederti
e se ho tanto freddo allora scaldami
dammi l’intimità che cerco in noi
e se ti sembro fragile stringimi a te
senti la mia anima brucia per te
si muove sotto pelle…respira per te
ascolta il mio cuore canta per te.

.:.

43494E515545 (5)

Non ci sono più pareti
non ci sono più tessuti
ed il volo non è un volo
valore relativo hanno le cose attorno
Correre o volare ?
non so più qual è la forma del nostro viaggiare
non so più separare cos’è mio da ciò che si è mescolato
la mia anima è saldata da profonde giunture alla tua
Maschio o femmina?
non so più qual è la nostra natura
non so più separare la mia sensibilità dalla tua
la mia anima è riscaldata in profondità da te
Educato a rubare la luce del sole
abusato dalla comunità sociale
senza rispetto per nessuna divinita’
ora che mi sono incarnato con te cerco la speranza
che solo l’Amore Universale può dare
ed a lui le nostre voci innalzano il loro canto.
«sii il mio nuovo sole metà nero
sii il mio tetto…il mio rifugio
sii il muro per custodire da sguardi indiscreti il vero amore
sii la forza che mi manca quando le ferite quotidiane mi sopraffaranno
sii il concertino di viole ad aspettarmi quando mi sentirò solo al mondo
sii la mia libertà quando il mio volo sarà in catene
sii la mia colpa se è proprio necessario ve ne sia una».

.:.

dedicata a Roberta, totuspoteo


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Esistono sistemi "morali" nei quali, in caso di dubbio, al soggetto è fornita una giustificazione per operare la scelta. Ed esistono sistemi "immorali" nei quali la necessità diviene l'unico argomento per rendere accettabile la scelta. Poi vi sono sistemi "individuali" dove è possibile lasciarsi guidare dalla coscienza e molto spesso essa risiede nel cuore. L'uomo appartiene contemporaneamente a tutti e tre i sistemi. Così come colui che comprende e determina le decisioni da prendere e quelle che non si verificheranno mai. Accanto alla libertà umana vi é la libertà di Dio.

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