il fuoco del mondo

Pubblicato il 10 maggio 2010 in poesia da hermansji

E tu che sogni, appisolata
alle sponde della memoria
ma non scorre via…
più veloce di questa lentezza,
la nostra superficie che si sfiora
come se di colpo
tutto il resto non fosse
così importante.
Camminarci dentro
alle nostre ombre,
che scivolano attorno,
di danze che sono
la lingua del tempo
il fuoco del mondo.
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dormire

Pubblicato il 1 aprile 2009 in prosa da hermansji

Dormire, dolcemente dormire senza moderare la velocità alla voglia di scivolare tra onde notturne prive di appiglio. Dormire sotto la poca ombra d’un libro di fiabe che nessuno sveglierà. Dormire quando il giorno non avrà voglia di pensarci su. Dormire, finalmente dormire perché ci sarà un motivo per tenere gli occhi chiusi e il mondo fuori. Dormire, solo dormire il tempo necessario per arrivare ai titoli di coda del sogno più coinvolgente. Dormire, sudati e stanchi dormire quando s’è fatta una gran confusione, durante la guerra tra le lenzuola, e non mi ricordo più se hai pareggiato tu. Dormire, dormire dormire e dormire.
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la via del cuore

Pubblicato il 24 gennaio 2007 in prosa da hermansji

La via del cuore non pensavo passasse da qui. A pensarci come avrei dovuto immaginarla? Forse una vecchia strada tremolante all’orizzonte quando viene sera. Illuminata da quei vecchi pali dei paesetti con le luci che ondeggiano al lieve tocco del vento. Una strada. Una a dividere proprio al centro l’abitato. Le case fatte di mattoni rossi semi ammantate dalla nebbia serale. Forse l’avrei voluta così… la via del cuore. E trovarmi solo stretto per il freddo con il bavero alzato. Camminare magari scrutato di lontano da qualche gatto ritardatario, costretto a miagolare all’uscio di casa. Guardare fiori affacciati dai balconi. Si l’avrei sognata così. La via del cuore e circa a metà dell’avanzare, una voce improvvisa mi avrebbe costretto ad indugiare, per rispondere alla sua domanda: «chi sei tu che mentre tutti dormono attraversi la via del cuore?». Allora, sfregandomi le mani, avrei raggiunto la donna apparsa dal buio di una stradina laterale. Senza pensare le avrei preso le mani con le mie per farle sentire il calore che si sprigiona da me. «Chi sei tu che mi scaldi in quest’ora di tenebra? Chi sei tu che hai risposto alla mia chiamata?». Allora l’avrei baciata. Anche se non c’era la luna giusta…. o ingenuamente stupido, l’avrei baciata per farle mancare il respiro e sentirla tossire… e dirle «sono venuto per restare». Ma ognuno ha la sua via del cuore. E c’è una sola ragione per credere ai sogni: avere coraggio. Se l’umanità non avesse sognato non avrebbe mai vissuto il futuro…
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barrette

Pubblicato il 18 dicembre 1996 in poesia da hermansji

fertile prudenza
di donare sogni
e perdersi nella notte
non mi rivedrò
se puoi donarmi il tuo respiro
sarò contento
per quell’eternità
troppe volte immaginata
torna la blessure
e raccolgo i tuoi capelli
ma non hai un volto
neppure un’anima
non sai danzare
piccola ed immensa
fille
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