La via del cuore non pensavo passasse da qui. A pensarci come avrei dovuto immaginarla? Forse una vecchia strada tremolante all’orizzonte quando viene sera. Illuminata da quei vecchi pali dei paesetti con le luci che ondeggiano al lieve tocco del vento. Una strada. Una a dividere proprio al centro l’abitato. Le case fatte di mattoni rossi semi ammantate dalla nebbia serale. Forse l’avrei voluta così… la via del cuore. E trovarmi solo stretto per il freddo con il bavero alzato. Camminare magari scrutato di lontano da qualche gatto ritardatario, costretto a miagolare all’uscio di casa. Guardare fiori affacciati dai balconi. Si l’avrei sognata così. La via del cuore e circa a metà dell’avanzare, una voce improvvisa mi avrebbe costretto ad indugiare, per rispondere alla sua domanda: «chi sei tu che mentre tutti dormono attraversi la via del cuore?». Allora, sfregandomi le mani, avrei raggiunto la donna apparsa dal buio di una stradina laterale. Senza pensare le avrei preso le mani con le mie per farle sentire il calore che si sprigiona da me. «Chi sei tu che mi scaldi in quest’ora di tenebra? Chi sei tu che hai risposto alla mia chiamata?». Allora l’avrei baciata. Anche se non c’era la luna giusta…. o ingenuamente stupido, l’avrei baciata per farle mancare il respiro e sentirla tossire… e dirle «sono venuto per restare». Ma ognuno ha la sua via del cuore. E c’è una sola ragione per credere ai sogni: avere coraggio. Se l’umanità non avesse sognato non avrebbe mai vissuto il futuro…
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