Dovunque andrai a soffocare il pianto e a trattenere la voglia d’urlare, per non sentire l’eco di tutto lo spazio da arredare che ti porti dentro, la città sarà sempre così assente. Ruvido è anche il sapore del tempo che sfugge tra le dita, simula radici e spine senza neppure aspettare che noi si riesca a farci davvero l’abitudine. Ma resta sempre assente la città saturnina, esiste solo attraverso i nostri occhi. La tua pelle, tesa dal vento, nasconde le mie dita che cercano di affondare quest’ancora nel terreno della tua anima. In questa perfetta lingua immutabile del destino, anche qui c’è tanto spazio da poterci evolvere dentro, fino a costruire per noi quello che vorremmo essere. C’è spazio per sistemare i ritagli delle vite, che tenevamo di riserva, se fosse esplosa la quotidianità sotto ai nostri piedi. Ma tu non riesci più a sopportare questa città assente, il peso dell’incomunicabilità che ti schiaccia fino quasi a non lasciarti più respirare. E nemmeno io posso più rallentare la tua sciocca fuga o fermare lo sfarinarsi di questo dolce affetto che potrebbe ancora riavvicinarci.
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Autore: hermansji.:. - Resta aggiornato, iscriviti gratis
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