Il mondo al rovescio, le luci che vanno via e la quiete che non ha smesso di battere come un tamburo contro i ricordi. Le dita che provano a fare play ma la musica dell’anima questa notte non parte, saranno state le troppe regole da ricordare o le parole gettate alla rinfusa, in mezzo ai progetti di sempre, ma no non parte. Col veleno di preghiere ho fatto dolci così amorevoli che quasi mi pento d’averli divorati senza aspettare che s’alzasse un sole a splendermi contro, contro quel malessere che mi inietto nella cervice dell’anima. Alle volte la chiamano apatia, altre amigdala ma di verità sorride come un fiore solo per distendere tutte le sue pieghe. Così mostra il fuoco che la divora ed il senso di una incomprensione che ci attraversa. O no, non fa ridere neppure quando vede il mondo al rovescio, piegata a testa in giù dal peso di ogni necessità. Eppure osserva, ma con degli occhi che non trasmettono nulla, perché tutta quella voglia di comprensione, tutta quella attitudine a speculare è finita, una notte, a camminare senza una meta e, ad oggi, non ha fatto ritorno. L’epicentro di un magma che riscalda ma ha i suoi segreti, la storia che si avvolge e si riallaccia ad un’altra come un vecchio film di cui hanno perso più di un fotogramma e così qualcuno li ha riempiti con altri presi a caso dal materiale di scarto.
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Autore: hermansji.:. - Resta aggiornato, iscriviti gratis
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