Scusa ma… ti voglio odiare. Sì, perché non si spegne, la mia mente non si spegne più. L’hai presa energicamente a calci e pugni, ma non è stato sufficiente. Ha solo smesso di sanguinare come il resto del corpo. Forse ti ho anche pregato mentre mi spezzavi, ho pregato te come un qualunque freddo dio. Ti ho chiesto di arrivare almeno fino in fondo, di abbassare l’interruttore dei miei pensieri. Ma tu sei un altro falso dio, parlavi d’amore con la facilità degli uomini. Avevi in tasca la verità, quando l’hai mostrata era troppo tardi. E qui, dentro, in qualche parte esile del me manca un interruttore per annullare la scorta eccessiva di emozioni contundenti. Io sono cosa? Sono “la cosa” che quando hai finito getti da sola come vetro in frantumi. Mi lasci a raccogliere da me… i miei frammenti e disinfettare quel che resta. Tu sei il falso dio a cui ho sacrificato ogni mia necessità ed aspettativa. A te ho regalato la mia anima e ti ho concesso di amputarla a giorni alterni. Mi sussurravi come fosse il solo amore che conoscevi e speravo che il sacrificio di tutto questo sangue ci avrebbe condotto alla salvezza. Ma sapevo che non era vero. Le bugie più le nutri più ingrassano, osservano e raccontano solo quello che vuoi sentire. Niente era vero. Ed ora, che col passo del dolore vieni ancora a cercarmi, non voglio che tu percepisca il mio respiro. Tengo chiuse le palpebre, provo a resistere e non versare nemmeno una lacrima perché so che ti eccita vedermi così. Mi sono chiusa a chiave in questa casa, ho bloccato anche finestre e tapparelle. Non ti lascerò consumare quello che resta, non potrai sussurrarmi il tuo falso amore.
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Autore: hermansji.:. - Resta aggiornato, iscriviti gratis
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