alla fine non scendo

Pubblicato il 20 luglio 2010 in prosa, riflessioni da hermansji

Che poi sarà anche leggero il pensiero ma ti trasporta chissà dove… ora scendo, ora scendo. Solo che alla fine non scendo più e continuo a pensare a te. A cosa assomiglia allora questo pensiero? Sembra così piccolo che un vento qualsiasi lo porterebbe via, strappandolo anche alle dita lunghe del ricordo… altre, pure inzuppato fino alle ossa di pioggia, continuerebbe a starsene lassù, colla faccia tosta d’osservare anche il sole negli occhi.
.:.


Autore: hermansji.:. - Resta aggiornato, iscriviti gratis
al Feed Rss di feed hermansji.:., di feed ABCDiritto e di feed DallaTuaParte.

ciclo di ritorno per dei pensieri

Pubblicato il 4 gennaio 2010 in prosa, riflessioni da hermansji

Mi spiace, ho solo questo pensiero. Anche se lo metto da parte, succede che poi lo riprendo tra le dita. Comincio a levigarlo, aggiungo qualche cosa, come fosse un piccolo giardino. Tolgo le spine, sistemo dall’erba infestante e accarezzo qualche fiore augurandomi che sopravviva al vento ma non è mai così semplice. Altre volte batto il ferro e porto a compimento il cancello, perché se tengo a qualcosa lo proteggerò. Così passa inevitabilmente il tempo, metto da parte e poi, quando non c’è nemmeno un motivo, torno ad averne cura. Per fatti miei, m’ostino a renderlo in qualche modo presentabile o meno imperfetto, ma perché? Infondo è solo un pensiero, non ha nessun valore e qualche volta fa così rumore che vorrei soffocarlo sotto i cuscini di altri pensieri. Ma più ci facciamo del male, più finisco per ricordare come tutto questo, anche il frastuono, siano parte di me.
.:.


Autore: hermansji.:. - Resta aggiornato, iscriviti gratis
al Feed Rss di feed hermansji.:., di feed ABCDiritto e di feed DallaTuaParte.

e ricordo male

Pubblicato il 21 ottobre 2009 in poesia da hermansji

e ricordo male
forse perché ho preso l’abitudine
a mettere in soggezione i pensieri
ma poi che avevo mai da dire
o su cosa dovevo riflettere?

la confusione che lancia sassi
nel lago dei miei non so
e dormo il sonno che è già finito
mi sveglio che la giornata
non s’è caricata a sufficienza

poi combatto le storture
ma finisce che non mi ritrovo
dentro un mare di silenzio
come se avessero tolto d’improvviso
ogni vibrazione anche alle paure
.:.


Autore: hermansji.:. - Resta aggiornato, iscriviti gratis
al Feed Rss di feed hermansji.:., di feed ABCDiritto e di feed DallaTuaParte.

giuseppa romeo, in arte giuni russo

Pubblicato il 14 settembre 2009 in blog da hermansji

la sua voce è ancora con noi, qui il sito ufficiale .


.:.


Autore: hermansji.:. - Resta aggiornato, iscriviti gratis
al Feed Rss di feed hermansji.:., di feed ABCDiritto e di feed DallaTuaParte.

matilda – parte seconda

Pubblicato il 12 giugno 2009 in abruzzo, prosa, www.hermansji.it da hermansji

Matilda di hermansji – parte seconda

- SECONDO -

SCENA PRIMA

(Mattina calda e divorata dal sole. Fernando, preso da una forte malinconia, esplora le soffitte.)

Fernando: Il solaio era come l’isola del tesoro. Bastavano pochi indizi per dare una qualche coordinata sulla mappa della fantasia. C’era tutto. Anche la polvere, quando eravamo piccoli, sembrava magica.

Ricordo che io e Matilda venivamo quassù a nasconderci chissà poi da cosa. Passavamo le ore ad inzaccherarci di vecchi odori. E trovare sempre una scusa buona per aprire gli scaffali arrugginiti… o convertire in strumenti di bordo antiquati utensili che magari avrebbero preferito restare a dormire.

Alle volte ci capitava di scovare qualche giocattolo di legno intrappolato dalle tele. Perlopiù dei cavalli intagliati in modo impreciso. La vernice sollevata lasciava intravedere profonde rughe o zone dove il legno si era tarlato.

Ora questo posto è governato solo dalla luce, dagli scorpioni e da qualche uccello. Nonostante tutto è vita che scorre intorno a me. Gli uccelli, come gli scorpioni, hanno timore della mia presenza. Sono l’ombra di qualche loro paura e, anche se fragile come un fantasma, sconto le colpe di altri. Continua a leggere »


Autore: hermansji.:. - Resta aggiornato, iscriviti gratis
al Feed Rss di feed hermansji.:., di feed ABCDiritto e di feed DallaTuaParte.

matilda – parte prima

Pubblicato il 9 giugno 2009 in abruzzo, prosa, www.hermansji.it da hermansji

Matilda di hermansji – parte prima

- PRIMO -

SCENA PRIMA

(Comincia la nostra storia. Un campo incolto. Il sole sta per concedersi alle voglie della Notte.)

Fernando:

(sdraiato tra gli sterpi)

Il Sole riempie queste giornate come un sintomo. Sento il battito della sua vita percorrere tutte le cose di cui si cibano i miei occhi. Ah se potessi cambiare pelle come una serpe o rilasciare un po’ del veleno che mi ingrassa i pensieri!!

(pausa)

La terra che mi è intorno, dopo tutti questi anni, conserva ancora le onde dure del lavoro degli uomini. Se fosse un mare, gli alberi qui sarebbero le mie navi. Questi legni son capaci di resistere alle tempeste degli appetiti umani. Già ora reggono i miei pensieri perché non si bagnino con l’acqua segreta del mio oceano di lacrime.

Il Vento è su di me. Saluta gli arbusti ed essi ricambiano l’affetto ondeggiando al tocco delle sue mani, come un pianista all’opera sulle sue variazioni. Vorrei essere una nota per liberarmi del corpo ed espandere la mia fisicità all’infinito attraverso l’aria. Cambiare registro senza nessuna concessione.

Sole!!!! il tuo livore mi consuma e rattrista ancor di più, voca me cum benedictiis.

(pausa)

Il Cielo è una coppa di brulè capovolta ed il liquido resta sospeso. Arriva la notte ed i pensieri ubriachi le fanno un grande inchino. L’uomo del tempo apre i contenitori della sua sabbia restituendo libertà a qualche sogno.

Continua a leggere »


Autore: hermansji.:. - Resta aggiornato, iscriviti gratis
al Feed Rss di feed hermansji.:., di feed ABCDiritto e di feed DallaTuaParte.

chiamando la pioggia

Pubblicato il 9 febbraio 2009 in poesia da hermansji

così vicino eppure…
smarrito nel ricordo del tuo sguardo
che taglia come uno stiletto
il passato non è ancora sepolto
solo invecchiato anno dopo anno

sono tornato fugace alla mia casa
la abitano tracce di te
sto chiamando la pioggia
sto chiamando la pioggia per te

mi sento violino senza una corda
e continuo a suonare d’amore
anche se non ho tutte le note con me
continuo a suonare d’amore

così vicino eppure impercettibile
ho dato il tuo nome alla pioggia
ed aspetto che pianga per te
sto chiamando la pioggia
sto chiamando la pioggia per te

mi sento violino senza una corda
e continuo a suonare d’amore
anche se ho perso tutte le note
continuo a suonare d’amore


Autore: hermansji.:. - Resta aggiornato, iscriviti gratis
al Feed Rss di feed hermansji.:., di feed ABCDiritto e di feed DallaTuaParte.