Matilda di hermansji – parte prima
- PRIMO -
SCENA PRIMA
(Comincia la nostra storia. Un campo incolto. Il sole sta per concedersi alle voglie della Notte.)
Fernando:
(sdraiato tra gli sterpi)
Il Sole riempie queste giornate come un sintomo. Sento il battito della sua vita percorrere tutte le cose di cui si cibano i miei occhi. Ah se potessi cambiare pelle come una serpe o rilasciare un po’ del veleno che mi ingrassa i pensieri!!
(pausa)
La terra che mi è intorno, dopo tutti questi anni, conserva ancora le onde dure del lavoro degli uomini. Se fosse un mare, gli alberi qui sarebbero le mie navi. Questi legni son capaci di resistere alle tempeste degli appetiti umani. Già ora reggono i miei pensieri perché non si bagnino con l’acqua segreta del mio oceano di lacrime.
Il Vento è su di me. Saluta gli arbusti ed essi ricambiano l’affetto ondeggiando al tocco delle sue mani, come un pianista all’opera sulle sue variazioni. Vorrei essere una nota per liberarmi del corpo ed espandere la mia fisicità all’infinito attraverso l’aria. Cambiare registro senza nessuna concessione.
Sole!!!! il tuo livore mi consuma e rattrista ancor di più, voca me cum benedictiis.
(pausa)
Il Cielo è una coppa di brulè capovolta ed il liquido resta sospeso. Arriva la notte ed i pensieri ubriachi le fanno un grande inchino. L’uomo del tempo apre i contenitori della sua sabbia restituendo libertà a qualche sogno.
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