Forma e incostanza, il tuo corpo che ha chiuso una preghiera ed io che la cerco. Le mie labbra che inseguono te mentre fingi d’andar via sorridendo con gli occhi, il tempo che suona pigro e la notte che ha troppa voglia ma non di dormire. Sarà stupida la città, perduta e immatura come sempre, sarà fragile l’umanità ma io e te c’è ne freghiamo, così restiamo ad osservarci come gatti che han dentro il filo d’un gioco che appartiene ad un altro gioco e ad un altro ancora. Disegno desideri con le dita tra i tuoi capelli e cade la tua carne, cade di febbre avvolta mentre scivolo a cercarti nelle pulsazioni di te, tu che sei ogni donna che vorrei. Forma e incostanza dell’amore che sboccia e si fa ferita, inquietudine, cauta domanda e incandescente risposta. Il nostro corpo che cambia ed evolve attraverso la nostra piccola umanità. Appunto noi, perché non è semplice riassumere tutto questo esserci, questa marea che ci trascina con sé.
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Autore: hermansji.:. - Resta aggiornato, iscriviti gratis
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