Silenzio d’oceano mentre le correnti trascinano e rimescolano tutto. E nella mente pensieri contundenti coll’occasione buona per dare cibo al corso degli eventi, le preghiere a memoria adatte a sciogliere i nodi nelle reti dell’anima. Il retro gusto amaro delle poesie, perché io odio la poesia tanto quanto odia me, colle briciole del tempo che scarseggia porto in tasca i doni della sirena, la furia che incalza invocando l’autodistruzione. Qui, dove si compone e si scompone l’ultimo rintocco di ogni cosa già detta e di ogni vita già vissuta, in questa contraddizione mia è la mente che cancella la distanza col principio della fine, qui il silenzio non arretra ma segna, colle dita nell’aria, il suo vangelo di incomunicabilità.
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Autore: hermansji .:. | Data: 26 ottobre 2009 alle 19:41 | Categorie: prosa | Tags: memoria, mermaid, oceano, odio la poesia, pensieri contundenti, preghiere, preghiere per sciogliere i nodi, retro gusto, silenzio, sirena, ultimo rintocco, vita | Nessun commento

E non so se vedo me o se vedo te, all’interno del fondo di questo sentimento, che brucia e trascina con sé un’insopportabile leggerezza tra avere eppure cedere. Sarà trasparente questo ridicolo respiro? Forse è solo il volto dell’anima che non riesce a trascinare via con sé i resti del fantasma delle ore, quando c’è troppa luce o quando il silenzio non smette di parlare. Anche le dita si fanno culla per farci dormire dentro il tempo, tutto qui. Restare ad osservare l’estate pigra che si incammina chissà per andare dove. Una donna ancora con il suo vestito da sposa, che prega in silenzio dentro una chiesa troppo buia, davanti al dipinto di una Madre con le sue debolezze ed in braccio il mistero di un Dio, tutto qui. E non so se vedo me o se vedo te, all’interno del fondo di questa esplosione di parole, che mordono le dita e stillano con insopportabile leggerezza tra andare eppure restare. Sarà come sbattere la testa con un stupido pensiero? Forse è solo la caduta che ti resta dentro, perché l’anima non riesce a volare come i resti di quel fantasma che ha abbandonato la soffitta della mia infanzia, quando c’era troppa luce o quando il silenzio non smetteva di parlare. E tu che stai, come una donna terrorizzata tra le trame del suo matrimonio, tu che piangi dentro il buio della fede. Io che ti osservo casualmente e vorrei raccogliere almeno un buon principio, piegarlo con le dita e mettertelo al dito. Ma non ho mai creduto a niente, così meglio non raccontare, ad una sconosciuta, solo una menzogna in più per convincerla. Tutto qui… perché io non lo so più se vedo te e poi parlo di me, all’interno di un labirinto dove l’anima bussa e si rompe le dita. Dove non c’è spazio per avere preso a noleggio anche quell’insopportabile leggerezza di stare in ascolto e sciogliere i nodi delle preghiere interrotte.
Autore: hermansji .:. | Data: 30 luglio 2009 alle 22:25 | Categorie: prosa | Tags: andare, anima, brucia, buio della fede, buon proposito, chiesa, dio, dita, dove, fantasma, fondo, leggerezza, matrimonio, preghiere, raccogliere, restare, sconosciuta, sentimento, soffitta, stillano | Nessun commento

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Autore: hermansji .:. | Data: 30 giugno 2009 alle 15:17 | Categorie: pensieri di carta, poesia | Tags: preghiere, su carta da buttare, turnoff | Nessun commento

C’è un giorno che va dove vuole. Sta conficcato dentro l’arteria di un altro giorno ma fa così male che non bastano le premure e sono fastidiose anche le cure. Quel giorno però “non esiste” poiché al mondo non ci sei solo tu con le tue corbellerie. Gli altri pregano per avere risposte e sono sicuri che alla fine del mondo, dentro alla scatola di biscotti, ci sarà un premio speciale. Mi accontenterei, invece, di trovare solo qualche biscotto ma di quelli che mangiavo quando ero piccolo. Gli altri pagano per avere risposte e sono sicuri che al prezzo più alto corrisponda merce migliore. Mi accontenterei, invece, di non rimetterci tutti i denti perché sono venuto al mondo in compagnia dei miei difetti.
C’è un frammento di notte che ti resta dentro. Ti svegli senza nemmeno una voglia in corpo e quel pezzetto, mentre dormivi, ha raggiunto lentamente il cuore. Strane le sensazioni perché poi ti abitui a tutto, pure all’emorragia che t’affoga di pensieri dentro. Gli altri inghiottono la medicina sicuri che c’è tanta concorrenza di Santi quando sono a buon mercato anche i miracoli. Mi accontenterei, invece, del solito non capirci niente e di succhiare buon umore dai baci di una donna. Gli altri buttano via tutto perché il nuovo è nuovo anche solo per spazzar via il resto. Mi accontenterei, invece, di trovare i pezzi di ricambio per far ripartire la vecchia giostra.
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Autore: hermansji .:. | Data: 5 maggio 2009 alle 10:20 | Categorie: blog, prosa, riflessioni | Tags: abitudine, amore, anima, biscotti, buon umore, buttano via, corbellerie, cuore, cure, difetti, dormire, giorno, giostra, medicina, notte, preghiere, prezzi, ricambio, risposte, risveglio, Santi, sensazioni, spazzare via | Un commento
occhio che danza
chiuso fra tante spalle
ed origliare al suono
di una cantilena di strada
luce di chi ha già precluso
si spegnerà o rigenerata
lungo la scia del solitario
rimane l’eco di una vecchia poesia
si aprono cancelli
e torniamo ai morti
li pregheremo per un’ora
lasciateci il posto
nel grembo della nostra terra
che possiede gli occhi
color bella carne
lasciateci il posto
accanto alle mammelle
della morte che ci uccida
la voglia
per l’ultima volta
ci tolga la vita
quando saremo più forti
Autore: hermansji .:. | Data: 15 novembre 2006 alle 00:03 | Categorie: poesia | Tags: cancelli, cantilenza, carne, luce, morte, morti, preghiere, strada, suono, terra, vita, voglia | Nessun commento