altrove?

Pubblicato il 19 agosto 2010 in prosa, riflessioni da hermansji

Devo averlo scritto piccolo, troppo piccolo il mio ultimo pensiero d’amore per te, perché oggi ho l’impressione di avere anche il fiatone. Sarò davvero sveglio? Osservo il mondo ma non mi sento pronto a fare incetta di dettagli. Vorrei, vorrei soltanto restare sotto le coperte con te. Il mondo attraverso gli occhi. Sarò sveglio davvero? Magari solo perché ad immagine e somiglianza di qualche nevrotica divinità? Forse hanno ragione gli altri, possedere il pensiero ci fa stare eretti per dominare anche senza niente da dire… erette scimmieuomo nel vuoto che sorge improvviso e livido di splendore. Smarrisco anche questa stupida riflessione e torno da te, torno a pensare colla voglia di prenderti per fare l’amore e leccarti di dosso ogni pudore. E se fosse tutto qui l’altrove? Se fosse il ritmo del nostro respirare, i tuoi capelli che raccolgo colle mani. Se fosse solo uno stare sopra quel tessuto di parole che restano all’angolo… come se avessimo intrapreso un viaggio senza neppure muoverci. In onda io e te attraverso un flusso di pensieri dove vorrei condurti mia. Ho le dita che raccontano sulla tua pelle, raccontano e descrivono le vie dove restavamo abbracciati mentre Roma ci respirava attorno. Guardami negli occhi mentre ti bacio, guardami perché tutto il resto è solo un punto estremo di questo universo. Il mondo per queste ore non esisterà più. Ecco, questo altrove è per me una nuova nascita in un bozzolo dove siamo semplicemente io e te. Forse è solo che ascolto una canzone che a te piace, una canzone che si chiama “Altrove”. Ti penso così e scrivo piccolo, troppo piccolo altri pensieri d’amore per te.
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saranno anche solo parole

Pubblicato il 25 luglio 2010 in prosa, riflessioni da hermansji


E le parole saranno anche solo parole, assomigliano però a quel letto di pensieri dove prendere sonno o restare svegli come resto io… a pensarti abbracciata a me. Magari anche a riflettere se c’è un prima e un dopo delle parole? Forse saranno le paranoie, forse sarà che ho voglia di sentire il sapore della tua pelle. E ho in mente un fotogramma dietro l’altro di quando la tua bocca si aprirà mentre chiudi gli occhi, mentre attendi di sentire le mie labbra sulle tue a cercare, cercare te. E tu? Dormi, dormi e, quando vorrai svegliarti, vieni da me a scegliere il colore che vuoi dare alle vesti di questi miei pensieri…
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insonnia

Pubblicato il 2 luglio 2010 in poesia da hermansji


(Fotografia: Aurora – Tutti i diritti riservati)

Come se fosse tutto già scritto, immergere lo sguardo nelle onde del giorno che non mi ricordo più se lo avevo già accettato in dono… oppure no. Cos’altro avrò dimenticato prima di finire in questo ingorgo di pensieri che mi lasciano galleggiare senza un perché ? La stanchezza che ha tatuato la sua volontà su questa pelle pronta anche a migrare dentro il risveglio se solo trovasse un posto comodo per iniziare un altro viaggio. E no, la mente che non vuole saperne, la scelta è restare qui e continuare ad osservare attorno senza dire niente. E no, oggi no.
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soglia di pensieri

Pubblicato il 21 giugno 2010 in prosa, riflessioni da hermansji

Soglia di pensieri da attraversare a filo di parole così logore che non possono rivestire quel che resta di questo giorno. Si apre anche la notte in cerca di carezze, abbottoniamo le ferite, mostriamo lo sguardo che potrebbe bastare per tenerci vivi ed imprigionati a lei fino al prossimo domani. E sarà come succhiarle via tutto l’amore che c’è, finché ci concederà di restarle abbracciati e di spingerle dentro quella fame e voglia di spegnere le fiamme di vita che ci avvolgono. Ci donerà tutto il suo calore, finché ci verrà a mancare la forza e il cuore per desiderarla ancora.
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LD50 #2

Pubblicato il 14 giugno 2010 in prosa, riflessioni da hermansji

Sei nell’aria? Qui dove si è tinto di nero l’orizzonte solo perché gli ho urlato dagli occhi tutta la mia rabbia, perché l’ho mitragliato di pensieri fino ad avvelenarlo di me. Sei nell’aria? Qui dove sembra che ci abbiano soffiato dentro tutte le sette bocche del silenzio… qui che divinità sei? Ora che ci guardiamo negli occhi e la rabbia ci ha svelato le bestie che siamo? Che creatura sei? Io sono il mostro farfalla scorpione che non volevi più vedere, più tenere sulle ginocchia. Sei nell’aria? In questo orizzonte nero, tu sei solo una delle sette bocche del silenzio. Sei nell’aria?
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pensieri su pellicola

Pubblicato il 1 giugno 2010 in blog, recensioni, riflessioni da hermansji

Io e Rey abbiamo messo in piedi il progetto “Pensieri su Pellicola“, con la voglia di raccontare assieme e di unire le nostre passioni, scrittura e fotografia, in una direzione comune.

Spero vorrete farci compagnia.

Ci trovate qui: http://pensierisupellicola.tumblr.com

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disegni #2

Pubblicato il 19 maggio 2010 in blog, pensieri di carta, riflessioni da hermansji

Descrizione: Qualche volta io e le parole facciamo a botte, così racconto storie ma disegnando. E’ una cosa molto rara, ma capita. hermansji.ittiracconto.com

Description: Sometimes I hate the words, so I tell story but through drawings. It ‘s very rare but happens. hermansji.ittiracconto.com

Titolo: Lupo (Wolf) di hermansji.:.
lupo (wolf) hermansji.:. by hermansji.

Titolo: Volto (Face) di hermansji.:.
volto ( face ) - hermansji by hermansji.

Titolo: Tramonto (Sunset) hermansji.:.
tramonto ( sunset ) - hermansji by hermansji.

Titolo: Monique di hermansji.:.
monique - hermansji by hermansji.

Titolo: Monique di hermansji.:.
monique - hermansji by hermansji.

Titolo: San Gabriele di hermansji.:.
san gabriele - hermansji by hermansji.

Titolo: Iskah di hermansji.:.
iskah - hermansji by hermansji.

Titolo: Nudo di donna di hermansji.:.
nudo di donna - hermansji by hermansji.

Titolo: Invecchiare di hermansji.:.
invecchiare - hermansji .:. by hermansji.

Altri disegni su Flickr:
http://www.flickr.com/photos/39170118@N02/sets/72157623851554076/


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ogni piega

Pubblicato il 6 maggio 2010 in prosa da hermansji

- primo -

E questa pazzia ha solo poca attesa, un disegno adulto ma così infantile, come il gesto colla forza di questo mio pensiero. Smuovo e mescolo ogni piega dentro di te per sollevare e condurre a me le tempeste che io voglio governare… lecco fino in fondo la tua anima, un’onda di brivido sulla tua schiena, un’onda dietro l’altra. Ma è solo grassa, grossa voglia come il sapore del vino quando vengo a rubarlo dalle tue labbra, solo che poi non mi stacco e comincio lentamente a risucchiare anche il tuo respiro, a ripiegare la tua anima nel labirinto d’un origami e non lasciarci più uscire. Così ascolto con fame di mille altre fami, ascolto le tue pulsazioni e le vengo a cercare come se avessero un nome per ciascuna e tu prendi la forma che voglio, perché sei nella trappola di queste catene invisibili, ti legano all’oscurità dei miei occhi. Ascolto il tuo respiro, ascolto il tuo indecente morire come se fosse solo una danza ed in ogni secondo vi lascio abitare gli incendi ma del più antico dei giorni. Cosa poi te ne farai di questa veste d’oscurità? Ho rivestito di calore il tuo godere ma per andare a passeggio sotto al fresco di questa notte, a passeggio per dove? Cosa te ne farai del piacere con cui ho ricucito quelle ferite che ti porti dentro? Le carezze che ti hanno fatto perdere la testa, le labbra che hanno scortecciato lentamente la durezza con cui proteggevi la tua femminilità. Andrà tutto via, al risveglio andrà tutto via, resteranno solo per poco quei segni sulla pelle a confermarti che non è stato un sogno. A me, invece, capiterà di pensarci ancora, di tornare a sentire il dolore delle cicatrici nascoste dalla pelle, come se fosse insostenibile il richiamo d’un vecchio amore che non ho mai messo da parte, comincerò a pensare che ho troppe cose sbagliate dentro, che non è giusto condividerle con nessuno. Questa è la vita e devo farmela pure bastare, come se sorseggiassi il mio ultimo bicchiere di vino.
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- secondo -

Così prendi a tamburellare colle dita il tempo che ti sfugge, le decisioni che vanno e tornano di fretta colla faccia dei rimpianti o di quelle grosse bugie sulla relatività di tutte le cose, così prendi a tamburellare colle dita anche se ti sembra solo di impazzire. Dici che un nome è importante avercelo incollato addosso perché viene più facile ricordarsi del punto preciso, quel nucleo familiare da cui si proviene, quell’affetto che giustifica tanti discorsi e tante altre cose da lasciare molli a dormire al fondo di qualche cassetto, forse un nome da anche il senso al fiato corto che hai quando ti sembra di aver ricevuto indietro qualcosa… qualcosa per te. Un nome è quella parola che provi a pronunciare, quando concentri i pensieri per rivestire il ricordo di quanti hai amato, forse nemmeno se ne erano accorti ma a te capita di tornare a pensarci, come se, quel groviglio di emozioni, avesse lasciato il segno tra le pagine del tuo diario, c’è il segno e basta poco perché quelle pagine si aprano proprio lì, così resti ad osservare il filo che avvolge il volo del tempo, strada ne hai fatta, strada ancora ci sarà, solo ti sei stancata. E poi vieni a cercare, calda e vogliosa come una gatta, a far finta di averci la luna al fondo degli occhi, a far finta che non ti importi di ricevere briciole di attenzione, ti fai bastare anche quel freddo piacere di uomini che non sanno amare, le dita che ti prendono per lasciarti scivolare dentro la coda d’una notte che non ha sonno sufficiente per dormire. Ma sai quante inutili bugie, che non è così semplice e se lasci accadere è solo perché in realtà vorresti solo provarci, ricevere in cambio del bene disinfettato e un po’ più forte, lo vorresti solo per te. Ma al risveglio resti sempre più sola, dentro al letto che non ha più neanche la forma di quel calore che si agitava dentro le lenzuola. Provi a non aprire gli occhi, a crederci che è solo un sogno e non è quello il giorno, non è quello il senso del mattino, ma il mondo ha lo stesso incedere di sempre e tu dovrai farci i conti ancora una volta. Allora un nome cos’è? Solo una banalità da pronunciare e niente di più, dentro non c’è quello che sei, non ci troveranno il sangue che annega come una nave ormai senza più meta. Un nome è solo una sequenza di lettere che ha perso la magia del suono che la lingua le ha donato, non c’è niente di più che la solitudine che ti cammina colla fretta del mattino.
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- terzo -

E i frantumi dei vetri come fiori a riflettere le ferite del mondo fuori, ma non è stato il retro gusto della frenata che m’ha svegliato o il sussurrare della doppia mandata messa ad interrompere il sangue infetto di cose che mordono, lacerano dentro alle inflessioni verbali di questa oscurità. No, è stata soltanto la ribattuta sull’asola della vita che mi hai messo addosso, tu divinità spenta e senza neanche più una goccia di sangue, prendi anche la rincorsa per condurci nella scia d’un volo fatto di bugie, ma così piccole da tornare bambino colla voglia ancora di innamorarmi dell’incedere improvviso anche del temporale. Così averci un’intera fioritura di pensieri e non sapere davvero cosa farne o in quale terriccio metterli a riposare, riposare almeno fino al crocicchio del domani, osservare ma senza capire il sorriso che ha l’alba quando ci viene incontro coll’indolenza di chi sa come andrà a finire.Poi sentirla suonare ancora come un vecchio pianoforte impazzito di note, sedersi e cominciare ad accarezzare colle dita la tastiera dell’anima per non lasciarla naufragare, come se volessi ancora attingere e bere quel suo vino ma fino infondo. Averci carboncino e sanguigna per disegnare, sporcarmi le dita e mettere in moto la follia di fotografare dettagli perché i miei occhi, giorno per giorno, son sempre più ciechi, potrei anche perdermi tutto l’incanto di questa vita che ha le sue ombre ma mica nascoste così bene.
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ho perso, ho vinto

Pubblicato il 24 aprile 2010 in prosa, riflessioni da hermansji

Ho perso, ho vinto, come dentro ad ogni scatola dove ho riposto il complicato meccanismo chiamato sete di verità. Prova allora a chiedermi il senso di questa maturazione, la luce alla fine di ogni scelta che non si è uniformata ad un’altra scelta. Qui, prendi a piene mani, prendi e cuci questo sorriso che non vuole stare dove sta. Forse sarà la quiete prima dell’ansia di averci una battuta ma senza stile, una frase ma senza le guide dove incastrare i pensieri perché vengano divorati dall’ingranaggio delle paure. I giorni li ho chiusi come i libri, i giorni li ho traditi perché era così semplice senza dover riconoscere il tuo sguardo.
Ho perso, ho vinto, come dentro ad ogni scatola dove ho circoscritto tutto il resto, colle pretese di verità ma ancora piccole.
Prova allora a chiedermi il senso di questa mancanza di cose per cui ridere, la luce alla fine di questo corridoio è ancora spenta. Tu rimani o vai via? Ah già non era questa la domanda giusta… Prendi un altro colpo e orienta l’antenna, perché è andato in corto ma soltanto il tempo che rallenta questa esplosione. Dici che hai retto, che hai preso ed era solo per te, che conviene anche desistere, che ogni tua bugia ha dentro un’altra mezza verità ma mai di no. Oggi, disarcionato da questo risveglio, non m’importa più, ho messo nel caffè qualche zolla di tempo, troppo liquore di more e quel ruvido accarezzare la fiamma per farla divampare fino a fondere tutta la rabbia. Osservare sopra i tetti il cielo, collo sguardo grigio e umido come d’una stupida impressione, come il broncio che tengo alle domande che vorrei ma non riesco a fare, perché le risposte son sempre infiocchettate colle stesse circostanze. Dici che hai la pelle dura, che hai le chiavi per aprire l’altra metà di questo giorno, che il ciclo di dolore per te è già cessato ma mai di no. Allora sono io, ho dimenticato di leggere le avvertenze prima di riaprire questi occhi ormai ciechi, così da non riuscire nemmeno a sorridere e dimenticare quanti incastri ho già fallito, prima di far combaciare l’apparente quiete del giorno.
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disegni #1

Pubblicato il 14 aprile 2010 in blog, pensieri di carta, riflessioni da hermansji

Descrizione: Qualche volta io e le parole facciamo a botte, così racconto storie ma disegnando. E’ una cosa molto rara, ma capita. hermansji.ittiracconto.com

Description: Sometimes I hate the words, so I tell story but through drawings. It ‘s very rare but happens. hermansji.ittiracconto.com

Titolo: Ricordi (Memories) di hermansji.:.
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Titolo: Danza (Danze) di hermansji.:.
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Titolo: Piacere (pleasure) di hermansji.:.
piacere (pleasure) - hermansji.:. by hermansji.

Titolo: Gatta (cat) di hermansji.:.
gatta (cat) - hermansji.:. by hermansji.

Altri disegni su Flickr:
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