Ho finalmente aperto gli occhi, tanto tu non parli e non è più rovente il giorno coi suoi odori. Mi muovo per casa, attraverso stanze come il cambio di stagioni, osservo e provo ad immaginarti sempre diversa, un secondo dietro l’altro. Sarà per questo che se fossi realmente qui mi mancheresti al rinnovarsi degli istanti. Sarà pure che ho troppo poco spazio nel cuore come l’essere stupidamente umano, ma alla vita, che stravolge e distrugge tutto, non ho mai creduto. Ho così contrapposto, di volta in volta, arroganti alternative anche per mettere suture sulle incongruenze del divino. Se è vero che abbiamo un angelo custode, il mio didimo sorride nonostante le lunghe ali nere. Se è vero che c’è qualcuno che mi suggerisce pensieri innocenti, il mio didimo ha un cuore più grande del mio, nonostante in comune ci sia lo sguardo pieno di oceani urlanti. La vita, in cui ho smesso di credere, mi osserva senza dire niente e mi cresce qualcosa dentro, accade quando son già caduto. Prima del rintocco finale, m’assale un mondo di cose dentro, m’attraversa una frequenza che non so descrivere, e spesso serve a farmi rialzare. Lentamente torna la voglia di affrontare anche le più difficili brutture. Così a me, che hanno insegnato solo le verità del dolore, tu manchi, però se fossi così vicina avrei comunque la sensazione della tua assenza e non saprei il perché.
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Autore: hermansji.:. - Resta aggiornato, iscriviti gratis
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