di questa attesa di te

Pubblicato il 31 luglio 2010 in prosa, riflessioni da hermansji

Porto aperto di pensieri colle vele in attesa che venga il vento, ma verrà davvero? Sarà la mente che si è messa troppo a pensare, a decorticare queste sensazioni attorno al baricentro d’una voglia di te che m’accompagna, voglia di scoprire se i miei occhi riusciranno ad immergersi nei tuoi quando saranno così vicini quasi da combaciare. Ed osservo anche il mondo ma distrattamente, quasi che col nodo fatto al tempo, il ritmo del mio scivolare addosso al pensarti abbia poi preso l’andatura ineducata d’ogni fotogramma della voglia carnale d’averti già qui… all’interno di questa attesa di te.
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piattini di invidia

Pubblicato il 6 giugno 2010 in prosa da hermansji

Che è un giorno ma dentro ci vedo tanta notte, non è semplice aprire queste mani ed immaginare come riescano ad incendiare la tua pelle, a farti sorridere, a farti compagnia, a farti godere, a sorreggerti e farti anche del male.
Così qui, nel rovescio lento dei miei pensieri, nella cattiva abitudine a riflettere quante parti di me esistono allo stesso tempo? Forse perché tutto è così relativo da assomigliare a qualunque segno che questo vento lascia sulla pelle, ma le idee non sono ancore e, pur colla rabbia di volersi sedimentare, non riusciranno ad impedire una qualunque evoluzione.
Ho messo rami di voglie dentro al lenire del giorno e s’aprono come fiori blu, ora che ho cancellato la tua arroganza, ora che ho disinfettato questa infezione, ora… capisco che non mi è importato davvero. Cominciano a spogliarsi i dettagli che hanno preso ad attraversare questo giardino, al suono della ribeca giungono anche i ricordi, mischiati al veleno dicono di volermi bene… ma voglio smettere di dipendere dall’amore che non avrò e voglio scavare con le unghie per trovarlo dentro di me.
Ammetterlo è così difficile, ma in fondo io mi amo, anche se mi costa attraversare le onde e tenere di fronte il corsivo d’una intera vita. Io mi amo.
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buongiorno

Pubblicato il 1 aprile 2010 in prosa da hermansji

E le battaglie delle cose da fare, di quelle ancora da sussurrare mentre vengo a prenderti e risveglio la tua mente ma sotto pelle. Tu che non riesci ad uscire dal tuo pensiero infiammato ma hai anche voglia di far l’amore così sposti un po’ le labbra ma no, non scappi del tutto. Resti in attesa del mio tentarti, del mio frugare e volerti. Resti a metà tra il sonno malato, a zonzo nelle preoccupazioni, e la voglia di me che ti bagna. Segui col respiro le mie labbra che mettono in rivolta la tua femminilità, osservi divertita la mia lingua che disegna il richiamo d’onde ormonali nella tua pelle e no, non riesci più a resistere così. Poi ridi, ti vergogni di quello che mi hai appena sussurrato. M’accusi vogliosa di trasformarti in un altro tipo donna… ed io ti guardo ma non rispondo, non ti svelerò che, dentro la mia mente, sei tutte le donne che desidero possedere di te. Così, mentre diventi rossa, nascosta nelle frequenze del tuo respiro, ti fai prendere senza più pudore e senza più fingere. Ah, già… buongiorno.
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Prendere o andar via?

Pubblicato il 30 marzo 2010 in prosa da hermansji

Prendere o andar via? Ma i pensieri tu non puoi afferrarli e neppure mandarli via. Ed in questo abbraccio lentamente scivolare con te nell’abisso del mare, senza ossigeno e senza paura di dover respirare. Tieni chiusi gli occhi e t’osservo sognare, magari c’è un tesoro abbandonato infondo ai tuoi vorrei, magari ho messo da parte anche la mappa ma non so come leggerla. Avvicino le labbra alle tue, le osservo prima di baciarle e cominciamo a risalire, verso quella luce così forte da penetrare il nostro abisso. Riemergiamo, col mondo attorno che non sa niente di noi ed il cuore che corre, corre e gioca a farsi inseguire. Ma tu non vuoi andare via, vuoi restare colla voce di tutte queste maree, raggiungere quell’onda per afferrarla, starci sopra finché il nostro tempo durerà. Così mi sorridi, mentre mi prendi la mano, e mi trascini giù per tornare a sognare al riparo di questi pensieri.
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lettere

Pubblicato il 27 marzo 2010 in prosa, riflessioni da hermansji

Quelle lettere che avevo messo in ordine, per scrivertele sulla pelle e raccontarti da vicino quanto ti vorrei, quelle parole sono ancora nella mia mente anche se ne ho paura. Esistono davvero le distanze e i silenzi? Magari sono solo le volte che vogliamo stare coi palmi delle mani premuti contro le nostre orecchie pur di non sentire il rumore delle onde di pensieri che ci galleggiano dentro. Ah, tutte queste lettere, così semplicemente s’infrangono contro di me e potessi andare via ma con te, con te potessi abitare lo spazio vuoto che hai nell’anima e smettere di riscriverle pensando d’averne anche gelosia. Ma non verrai, non risponderai al mio chiamarti perché l’amore non ha più voluto mettere radici in questa vita ed è stupido pensare che possa adesso attraversare le distanze ed i silenzi. Quante volte, in un solo impeto, non gli ho creduto e ho rinnegato amore troppe volte, urlandogli contro che le sue erano solo stupide frasi da scrivere tanto per mettere un fiocco sopra al dolore delle parole. Eppure tutte queste lettere germogliano da sole, vorrebbero che te le raccontassi da vicino. Attraverso un bacio eccessivo, vorrebbero essere spinte contro le tue labbra affinché tu riesca a percepirne anche il sapore, fino a nutrirti di questa emozione.
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porta con te

Pubblicato il 15 marzo 2010 in prosa da hermansji

Porta con te la tua distanza, la tua vita da accartocciare, le pagine delle tue agende riempite di parole che forse raccontano di un’altra te. Porta con te quel dolore che vuoi nascondere ma c’è, tutte le volte che hai chiuso le porte dell’anima per non farti accarezzare. Vieni da me, la parola è inutile, adesso che scivola… sotto pelle dentro oceani di sangue. E la mia voce ti racconta con frequenze che tu non conosci il calore del respiro. Vieni, vieni ancora più vicino fino a sciogliere il tuo cuore lentamente, fino a cadere al fondo di questo piacere che costruisco per te. Vieni, vieni fino a sentire il sapore di questo desiderio di te che mi scava dentro. La parola è solo una pulsazione, è solo il nodo del mio respiro che stringe il tuo… vieni. Forse non c’è un modo perché queste sensazioni non facciano anche del male, l’amore erutta dentro come incandescente lava e si alimenta quando non voglio più pensarci. Vieni, vieni sulla superficie di queste onde, vieni circolare come questo mio accarezzarti mentre ti conduco via da questi grovigli di pensieri sbagliati. Vieni, vieni come la lancetta d’un quadrante che segna il tempo da cristallizzare. La parola è solo una delle linee di questo pentagramma, è solo la goccia di respiro che lecco dalle tue labbra… vieni.
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cantami

Pubblicato il 8 febbraio 2010 in prosa da hermansji

Cantami del tempo che non ritrovo, della struttura imperfetta e duale delle mie parole annegate da qualche parte nel me. Cantami delle onde rotte da questo difettoso navigare, alla ricerca della linea che delimiti il confine di queste emozioni e nostalgie. Cantami della goccia di piacere che hai visto scivolare, attraverso un sorriso, e della debolezza del cuore, che finge sicurezza mentre ha paura di non saper resistere al vento urlante di passione. Cantami di quello che andrebbe raccontato, ma a voce così bassa da non spaventare le orecchie dei miei pensieri. Cantami dell’amore quello preso a troppe dosi, dell’amore trascinato dentro le pareti dell’anima e spogliato per impararlo a memoria. Cantami del suono della sua voce, ora che ho perso la cognizione del tempo, ora che mi smarrisco dentro lo stillare dell’inquietudine. Cantami ora di lei.
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finalmente

Pubblicato il 1 febbraio 2004 in poesia, recensioni da hermansji

Finalmente hai smesso d’essere il mio santo vulneratore, sei uscito dai giorni del mio calendario. Finalmente hai smesso d’essere il mio passo stanco, sei uscito dai miei sentieri. E come avrei fatto ieri? Senza domande è solo un giorno tra i tanti come il caffè. Il resto senza prospettive cestinato con quanto è maledettamente semplice. Ho imparato troppe cose su di me, come una nave feroce contro i muri d’onde e neanche una scialuppa per le emergenze. Quanti traguardi e non mi sembra mai niente, come se tutto fosse una colpa anche averci l’ombra mentre davanti sorride il sole. Stronzo sorride. Così fammi pensare un posto vuoto si è conficcato dentro me.
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