Grazie del vento contro, delle ripetizioni di errori e di stimoli. Grazie fratello miseria, grazie sorella nostalgia. Grazie delle pericolose variabili che cercano di strangolare quel senso d’incertezza che ha il sapore del tempo ancora da raggiungere sulla strada. Piacere, tu sei preda ed eterna conquista del mio bisogno di peccato. Vieni semplicemente come sei, attraversa questa sottile calma perché si sta per scatenare il temporale e non m’ importa se perderò tutte le foglie, resterò albero curvo, coi rami neri e spezzati ma sarò ancora libero, semplicemente io. Sguscia dalla ragnatela la tregua appiattita dal giganteggiare della tirannide degli altri. Il mondo continua a collidere anche se dall’altra parte rispetto al noi, forse questa indifferenza ci permette di svegliarci e trovare dentro ai pezzi del giorno il sentiero per andare avanti… avanti e ancora avanti, senza sapere nemmeno dove sia finito l’avanti. La leggerezza degli inganni, la vita che ha le sue fottute spine ma resta un fiore del cui odore non si può fare a meno. Grazie, la quiete non è mai stata la risposta alle nostre comuni domande.
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Autore: hermansji.:. - Resta aggiornato, iscriviti gratis
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