grazie del vento contro

Pubblicato il 25 agosto 2010 in prosa, riflessioni da hermansji

Grazie del vento contro, delle ripetizioni di errori e di stimoli. Grazie fratello miseria, grazie sorella nostalgia. Grazie delle pericolose variabili che cercano di strangolare quel senso d’incertezza che ha il sapore del tempo ancora da raggiungere sulla strada. Piacere, tu sei preda ed eterna conquista del mio bisogno di peccato. Vieni semplicemente come sei, attraversa questa sottile calma perché si sta per scatenare il temporale e non m’ importa se perderò tutte le foglie, resterò albero curvo, coi rami neri e spezzati ma sarò ancora libero, semplicemente io. Sguscia dalla ragnatela la tregua appiattita dal giganteggiare della tirannide degli altri. Il mondo continua a collidere anche se dall’altra parte rispetto al noi, forse questa indifferenza ci permette di svegliarci e trovare dentro ai pezzi del giorno il sentiero per andare avanti… avanti e ancora avanti, senza sapere nemmeno dove sia finito l’avanti. La leggerezza degli inganni, la vita che ha le sue fottute spine ma resta un fiore del cui odore non si può fare a meno. Grazie, la quiete non è mai stata la risposta alle nostre comuni domande.
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LD50 #6

Pubblicato il 17 luglio 2010 in prosa, riflessioni da hermansji

E questo ciclo di veleno che sembra non finire mai? Io che uso la mia voce per penetrare la tua mente, voglio farti godere dall’interno perché tu offra finalmente il tuo corpo a saziare la fame che ho. Avanzo dentro i tuoi pensieri, avanzo farfallascorpione ed odio, odio con tutto l’affetto che ho. Cancellerò il mondo col mio veleno, non esisterà più la sua arroganza e la sua ipocrisia, non vedrai la sua luce malata in nessuna delle notti in cui la mia anima si sveglierà per restituire vita alla tua. Vieni, vieni per me… fammi sentire le frequenze del tuo godere.
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la carne ha fame #1

Pubblicato il 27 giugno 2010 in collaborazioni, prosa da hermansji

Collaborazione “sperimentale” con Elisa Gianola.

Lei da corpo alle mie parole.

Buona lettura.

(Fotografia: Elisa Gianola – Tutti i diritti riservati)

C’è un crocicchio furente di pensieri dentro la mente, come se ribollisse all’improvviso l’anima del mondo ma attraverso i miei occhi. Le dita si trasformano, lente mutano nella piega di quegli oscuri fiori di carne, con le spine sufficienti a penetrare e lasciare lividi sulla pelle della realtà.

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ad immagine di chissà quale Cristo,

Pubblicato il 26 giugno 2010 in prosa, riflessioni da hermansji

Ad immagine di chissà quale Cristo, andando a menadito per percorsi che sfuggono nel dilatare il senso del tempo, tutto ha poi quella sua andatura così urlante mentre si scalda dell’altro caffè. Pigra la fiamma prende a bruciare, attorno ancora pieghe e sintomi, tu che sai oziare anche adagio, tu che hai appesantito l’amore legandolo duro fino a farlo soffrire, io che ho preferito farlo godere senza fretta. Quanti occhi rubati mentre smarrivo l’importanza del ricordare quante volte, quante sante volte altro peccato ha suturato la ferita d’un peccato a cui ho rinunciato. E tu che mi parli ma io non ho nessuna voglia di comunicare, avrei solo dell’altra voglia quella di prenderti per i capelli e consumarti le labbra colle mie fino a sentire il dolore anche solo di aver questo bisogno di te. A fare danni tra le attese e le pretese delle lenzuola, come a pronunciare le preghiere, quello forse sono bravo anche da me o forse devo accettare la tua complicità e farti prendere fiato ogni tanto. Restare qui a vedere il giorno a far da puttana per il mondo, coll’immagine sbiadita di questi dettagli troppo umani che sono andati a frantumarsi in un monte di pegni, il legame sbagliato, l’aborto che non ci siamo mai detti. Aspetta forse con questo caffè, forse ho trovato quel senso buono del tempo… solo che proprio non mi ricordo e, poi, che ci fanno i tuoi occhi ad osservarmi qui?
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godere

Pubblicato il 22 giugno 2010 in prosa, riflessioni da hermansji

E chiedi di godere ma non c’è niente, qui ho solo il fuoco e se ti avvolgessi di me… per quanto riusciresti a trattenere il tuo allunaggio? Vieni tra le mie dita, scivoli fino alle giunture d’ un mondo che in questo preciso punto della notte non esiste più. Vieni tra le mie dita e bruciati, ti ho condotto fino al punto che nemmeno tu ricordi più se è solo questo piacere a tenerti ancora viva o se la morte non è mai esistita. E chiedi ancora di godere avvolta dal fuoco di me… non riesci più a trattenere il tuo respiro e vieni dentro l’odore di questo allunaggio. Ma non c’è niente… niente di più.
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aspetti, attendi

Pubblicato il 21 giugno 2010 in prosa, riflessioni da hermansji

E aspetti, attendi che il mondo appassisca e scompaia accarezzando le rose che ti avevo regalato. Hai ancora il nostro odore sulla pelle ed i lividi raccontano di quante volte ho bevuto dalle labbra ancora di te. Ho succhiato, rossa e calda, la cura che avevi per questo dolore versando sulla tua schiena liquore d’amarene e arance. Una parte di te vorrebbe anche che smettessi di cercati, ma la bestia chiusa dentro la sua gabbia d’ossidiana ha una fame da governare, non è mai semplice questo pensiero di te. Attraverso i tuoi occhi il mondo scompare, finalmente scompare…
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un posto del mondo

Pubblicato il 21 giugno 2010 in prosa, riflessioni da hermansji

In quale posto del mondo ti sei messo a cercare la verità anche se non la vuoi ascoltare? E’ viola, non sarà come il cielo, nemmeno come il sangue che ti fa sentire d’avere il mare dentro, non sarà il cuore perché ti eri pure dimenticato di averlo indossato. Sentirsi sbagliato, viola oggi è solo questo … la domanda che attende la sua risposta ma non vuoi introdurla nelle stanze della mente. E allora? Quanti rapporti sbagliati, quanti abbracci di cui senti improvvisamente la mancanza? Quante parole che non torneranno più, quante volte ti è sembrato che le ombre attorno ti sorridessero un po’ conducendo a te la luce rubata al sole? Hai allungato il braccio per ricevere la tua dose di verità sbagliata direttamente dentro le vene indurite come radici. E la voce, quella dentro la mente, quella che pronuncia il suo mostro… ripete il suo mostro mentre le dita di tua madre cercano di non farti ascoltare, ti avvolgono ancora per non farti vedere tutto quell’odio che si rifletteva nella tua rabbia improvvisa, i tuoi occhi larghi e carichi d’odio. Lo stesso odio che ti ha maculato gli occhi e non ti fa più vedere come vorresti, lo stesso odio che ti ha avvelenato l’anima ed è ora quello che tu sei… senza via d’uscita. La casa divisa a metà, un’intera vita divisa a metà, i pavimenti della mente abitati solo da scorpioni. In quale posto del mondo ti sei messo a cercare la verità che ti fa così male?
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e sei la pelle che vorrei

Pubblicato il 13 giugno 2010 in prosa da hermansji

E sei la pelle che vorrei. Il sapore da leccare di te come se volessi strapparti a forza da questa normalità. Sei, quella tenerezza che ho dovuto scavare per trovarla. Sei accogliente e ti stai bagnando mentre ti lecco i pensieri via, li lecco per condurti dove voglio io. Così sei, sei una donna tutto qui. Eppure è a te che dedico questa marcia di carne, questo pensiero pulsante per accordare il tuo piacere al mio volere. E sei, ora anche questo sei, il raggio d’una ruota che ho dentro la testa, descrivimi la circonferenza del mondo… dimmelo tu cosa c’è oltre il noi, dove è il mondo mentre mi accarezzi le guance e mi chiedi di non smettere? Quanta rabbia che ho già visto, quanto odio ho schivato perché la bestia non si svegliasse… quanta fame di te ma tu non sai quello che ora sei. Ho succhiato la tua pelle e rossi lividi mi sorridono come tanti boccioli di te. Sei, questo sei il calore improvviso che mi accoglie mentre ti penetro e mi abituo a te.
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il fuoco del mondo

Pubblicato il 10 maggio 2010 in poesia da hermansji

E tu che sogni, appisolata
alle sponde della memoria
ma non scorre via…
più veloce di questa lentezza,
la nostra superficie che si sfiora
come se di colpo
tutto il resto non fosse
così importante.
Camminarci dentro
alle nostre ombre,
che scivolano attorno,
di danze che sono
la lingua del tempo
il fuoco del mondo.
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Prendere o andar via?

Pubblicato il 30 marzo 2010 in prosa da hermansji

Prendere o andar via? Ma i pensieri tu non puoi afferrarli e neppure mandarli via. Ed in questo abbraccio lentamente scivolare con te nell’abisso del mare, senza ossigeno e senza paura di dover respirare. Tieni chiusi gli occhi e t’osservo sognare, magari c’è un tesoro abbandonato infondo ai tuoi vorrei, magari ho messo da parte anche la mappa ma non so come leggerla. Avvicino le labbra alle tue, le osservo prima di baciarle e cominciamo a risalire, verso quella luce così forte da penetrare il nostro abisso. Riemergiamo, col mondo attorno che non sa niente di noi ed il cuore che corre, corre e gioca a farsi inseguire. Ma tu non vuoi andare via, vuoi restare colla voce di tutte queste maree, raggiungere quell’onda per afferrarla, starci sopra finché il nostro tempo durerà. Così mi sorridi, mentre mi prendi la mano, e mi trascini giù per tornare a sognare al riparo di questi pensieri.
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