
Che poi mi chiedo “perché mi sveglio e non lascio i pensieri a scorticarsi tra loro dentro al letto?” Ed ho pure il coraggio di rispondere a questa sciocchezza, di rispondermi in modo ancora più stupido “ah già… non si può” . Guardo l’orologio e sono irrimediabilmente solo le cinque, precise e nette come il display che minaccia di far ripartire la sveglia, se non mi decido a respirare l’incedere invadente del quotidiano. E mi viene un’altra domanda, stupida allo stesso modo, “sarà freddo a sufficienza là fuori?”. Così mi sveglio con la sensazione che la febbre non sia solo un semplice malessere. Farà i bagagli e pace, ci siam detti già tutto senza nemmeno farci male a sufficienza per sentirci amati. No, la febbre è come la scusa di qualcosa che sta più in profondità, della lava che mi porto dentro. Allora, se là fuori il mondo sarà freddo a sufficienza, forse si estinguerà. Ma non è così. Non si estinguono i pensieri, non c’è un antidoto che funzioni. Preso all’improvviso il mondo, tondo ed infetto di contraddizioni, goduto e portato all’esasperazione più nera dalla follia di questa scimmia chiamata uomo, no… il mondo ha solo una fottutissima paura. Ed alla fine ci rivolta come un qualsiasi calzino. Ci illude di non essere nemmeno stronzo a sufficienza, che tutto può ancora cambiare. Finiamo per convincerci che, se anche nessuno riuscirà mai a rompere i suoi ingranaggi, sarà pur sempre possibile mettergli un bastone tra i raggi per farlo sbandare… o sostituirne i pezzi difettosi e che questo alla lunga porterà ad una consapevolezza ulteriore.Ci torna il sorriso e prendiamo, allunghiamo le mani e prendiamo quello che ci offre, perché nelle tasche del mondo c’è tanto e del troppo noi abbiamo bisogno… poi, accartoccio i pensieri e faccio un aeroplanino di carta. Mentre lo vedo andare ignaro a sfracellarsi contro una pozzanghera rifletto che c’è più di un buon motivo per cui non mi va di prendere il caffè la mattina, in parte, per i pensieri che faccio dopo.
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Autore: hermansji .:. | Data: 27 gennaio 2010 alle 19:07 | Categorie: prosa, riflessioni | Tags: caffè, febbre, mondo, orologio, pensieri, scimmia uomo, un buon motivo | Nessun commento

Dove non possiamo chiedere non ci ascoltano le risposte. Sebbene della vita sia tutto così breve, a volte ho la sensazione che il cielo sia tenue come i tuoi occhi o che la corolla d’un fiore riesca ad ingoiare il dolore del sole. Prova ad immaginare il mondo come lo vedo, quell’eterno smarrimento e quelle urla che non smettono, la notte che sbanda ma non muore anche se provano a soffocarla. Cercare di parlare con la voce del silenzio che arriva in punta di piedi. Ascoltare l’orrore di questa rivalità di violenza. Gli occhi dei bambini terrorizzati e nascosti sotto le coperte, il sacrificio di gente onesta, il disprezzo distillato con la pietà ma l’unica consolazione è credere che prima o poi tutto cesserà. Lasciarsi andare con quel bisogno di svanire ma non avere neppure il coraggio di premere il grilletto, mentre cadono pensieri con lente gocce di sangue in un catino. Smettere di cercare le risposte perché le cose vanno così, tutto qui. Rinunciare ad avviare la ragione e disattivarne l’opzione dal setup dell’anima. Ma vorrei che il cielo fosse tenue come i tuoi occhi.
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Autore: hermansji .:. | Data: 28 novembre 2009 alle 19:12 | Categorie: prosa, riflessioni | Tags: anima, cielo tenue, corolla, dolore, domande, fiore, i tuoi occhi, mondo, orrore, ragione, rivalità, setup, sole, violenza | Nessun commento

E questo bacio può uccidere perché dentro ho messo il senso di quel groviglio fatto di niente che chiamano “me”. Ma forse uccide lentamente come le piume degli angeli, uccide la fede a colpi di quiete un volo dietro l’altro. L’universo invaso d’oscurità che sopravvive all’aggressione del sole, l’universo invaso di vita primordiale forse non ha necessità di guerra e sangue. Noi, al primo vagito del mattino e senza risposte, aspettiamo altra fine giusto per brindare alla cenere senza risposte. Agli sgoccioli della ragione facciamo una foto ricordo con la luna di sfondo e la bandiera dell’Italia, giusto un filo, macchiata della sporcizia di tutte le politiche artificiali. Domani la connessione al mondo sarà annullata e il rumore di fondo del silenzio godrà le pulsazioni di quel che rimane attorno, come il più grave incidente stradale e i corpi che sembreranno poter tornare vivi ma non doveva andare così. Niente ci verrà restituito dagli abissi delle illusioni, nemmeno le risposte che varranno poco e ogni domanda ne conterrà sempre un’altra. Così anche se mescolato al meglio e fatto d’amore questo mio bacio può uccidere perché dentro ho messo il senso incompiuto di una ricerca che è comune a tutti gli uomini. Ma forse uccide velocemente come l’egoismo di voler stare bene, senza ascoltare fino in fondo il rumore di fondo dei pensieri degli altri. L’universo resta corroso dalle energie del sole che muore in lentezza, l’universo popolato di vita, senza necessità di possedere qualche speranza, s’addormenta e non hanno più importanza le nostre stupide identità. Al primo vagito del mattino facciamo finta di niente e ricominciamo a riempirci di buoni propositi, perché dalla strada hanno tolto e lavato via il volto della morte. Finita l’ultima ragione resterà la nostra foto con la luna di sfondo e la bandiera dell’Europa, giusto un filo, macchiata della sua vigliacca ipocrisia. Domani spegneremo le stelle, ci sarà l’intervallo per l’amore fino a farsi male, senza renderci conto che la fine aveva già bussato alle porte del mondo, come la più grave catastrofe e la terra resterà inseminata di corpi che potevano ancora vivere ma non doveva andare così. Niente ci verrà restituito dagli abissi delle illusioni, le risposte varranno poco ed ogni domanda ne conterrà sempre un’altra.
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Autore: hermansji .:. | Data: 18 ottobre 2009 alle 19:25 | Categorie: prosa, riflessioni | Tags: amore, bacio, catastrofe, domande, europa, foto, incidente, ipocrisia, ITALIA, luna, mondo, morte, necessità, politica, ragione, risposte, sporcizia, stelle, uccide, universo | Nessun commento
Un altro pezzo di piano, tagliato a fette con un giro di accordi ed una variazione anche se stanca. Le dita che fanno male, qualcosa da dire al silenzio che poi sorride al bordo. Eppure hanno già suonato tutto e raccontato sempre le stesse cose. Così anche quando il mondo è già finito, proprio come questo spartito, il mondo ricomincia da un semplice vagito, forse perché “quel” mondo non c’è stato mai…
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Autore: hermansji .:. | Data: 26 luglio 2009 alle 13:31 | Categorie: prosa | Tags: bordo, dita, fette, giro di accordi, male, mondo, pianoforte, qualcosa, silenzio, sorridere, spartito, variazione stanca | Nessun commento
Però che pensiero sfumato, lo hai appena indossato e poi? Come fai a dirmi che non resti nella tua nera armonia? Ora che il tempo si è cristallizzato in questo solo istante che poi morirà, ora come fai a non scivolare di più? Questa pelle così dolce da baciare o no, non è solo la tua pelle e un piccolo velo che nasconde il mondo di te in cui vorrei affogare.
Autore: hermansji .:. | Data: 25 luglio 2009 alle 23:18 | Categorie: prosa | Tags: affogare, anima, bacio, mondo, morirà, nera armonia, pensiero, scivolare, sfumato, tè, tempo | Nessun commento
Dormire, dolcemente dormire senza moderare la velocità alla voglia di scivolare tra onde notturne prive di appiglio. Dormire sotto la poca ombra d’un libro di fiabe che nessuno sveglierà. Dormire quando il giorno non avrà voglia di pensarci su. Dormire, finalmente dormire perché ci sarà un motivo per tenere gli occhi chiusi e il mondo fuori. Dormire, solo dormire il tempo necessario per arrivare ai titoli di coda del sogno più coinvolgente. Dormire, sudati e stanchi dormire quando s’è fatta una gran confusione, durante la guerra tra le lenzuola, e non mi ricordo più se hai pareggiato tu. Dormire, dormire dormire e dormire.
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Autore: hermansji .:. | Data: 1 aprile 2009 alle 21:33 | Categorie: prosa | Tags: abitudine, dormiente, dormire, mondo, pigrizia, prosa, sogni, sogno, www.hermansji.it | 4 Commenti
magica è la parola
che si insinua fra le pareti
in cerca di mille altre scuse
magica è l’armonia
che a volte fionda la tecnica
distante in rovi intricati
di blasfeme elemosine
e mi manca il tuo sorriso
mentre ora mi trastullo
a cercare i falò sul Gran Sasso
allegra compagnia di progetti
mentre scendevi verso la pianura
e li lascia e ti donavi
al mondo col tuo spirito
magia è la voce
che partiva eloquente
per muoversi in forme
gitane e sparire
magia è la luce
che colora le simbologie
di astri pronti a
dividersi per il tuo amore
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Autore: hermansji .:. | Data: 19 febbraio 1998 alle 11:27 | Categorie: poesia | Tags: blasfeme elemosine, falò, Gran Sasso, i tuoi occhi, isola magica, mille scuse, mondo, sorriso, spirito | Nessun commento