
Eccezioni, allungare linee e fare somme che poi non tornano mai, sarà che la matematica rasenta purtroppo la perfezione. Io resto imperfetto, per questo adoro voltare pagina appena ho imparato a memoria l’accenno che mi condurrà alla storia che m’aspetta subito dopo. Che poi il sole è sempre lo stesso, cambia solo il mondo con cui lo guardo e certi giorni ho preso troppo la rincorsa, per questo, all’approssimarsi del tramonto, fallisco il salto sopra i tetti per andare ad osservare la luna da vicino. E tu mi parli del tuo equilibrio, delle tue scelte e delle tue politiche efficaci, fondi il tuo simbolo ed il tuo partito, fai distinzione tra rossi e neri ma non vedi che siete tutti uguali. Mi parli della tua grande fede, di come ti basti sollevarla quella croce per sopportarne il peso ed io resto ad ascoltarti, come davanti ad un film di cui conosco già la tristezza d’ogni singola battuta. Vuoi fare da modello per tutti ma sei solo invecchiato, non avete fatto niente di più e niente di meno di quegli stessi errori che faranno quanti verranno dopo di voi, tu sei solo invecchiato ed il finale di questa Italia non cambia, puoi abbellirne lo sfondo ma in scena ci sarà il cadavere di un’illusione dissanguata dalle ideologie. In scena ci sarà solo il volto magro e senza forze della nostra umana miseria puttana, con gli occhi furbi di quanti hanno già approfittato di lei al tempo giusto.
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Autore: hermansji .:. | Data: 8 marzo 2010 alle 13:29 | Categorie: prosa, riflessioni | Tags: cadavere, correnti, eccezioni, Film, illusione, ITALIA, memoria, peso, politica, religione, similitudini, tristezza, uguaglianze | Nessun commento
Silenzio d’oceano mentre le correnti trascinano e rimescolano tutto. E nella mente pensieri contundenti coll’occasione buona per dare cibo al corso degli eventi, le preghiere a memoria adatte a sciogliere i nodi nelle reti dell’anima. Il retro gusto amaro delle poesie, perché io odio la poesia tanto quanto odia me, colle briciole del tempo che scarseggia porto in tasca i doni della sirena, la furia che incalza invocando l’autodistruzione. Qui, dove si compone e si scompone l’ultimo rintocco di ogni cosa già detta e di ogni vita già vissuta, in questa contraddizione mia è la mente che cancella la distanza col principio della fine, qui il silenzio non arretra ma segna, colle dita nell’aria, il suo vangelo di incomunicabilità.
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Autore: hermansji .:. | Data: 26 ottobre 2009 alle 19:41 | Categorie: prosa | Tags: memoria, mermaid, oceano, odio la poesia, pensieri contundenti, preghiere, preghiere per sciogliere i nodi, retro gusto, silenzio, sirena, ultimo rintocco, vita | Nessun commento
Certe volte ho paura di un mondo a parte come se ogni giorno piovessero dal cielo stelle cadenti. E se osservo le mie mani vorrei che smettessero, almeno per un attimo, di parlarmi coi gesti di come è dolce accarezzare la pelle dei sogni. Ma corre, c’è sempre qualcosa che viaggia veloce sulla nostra corsia. Dove andrà mai? Forse abita in una piccola strada in quel mondo a parte. Giunto nei pressi di casa si incammina su una larga scala di pietra. (continua…)
Autore: hermansji .:. | Data: 14 settembre 2008 alle 14:55 | Categorie: prosa | Tags: casa, cicatrice, gradino, Hermans Joseph Iezzoni, memoria, piccola strada, prosa, stella cadente, un mondo a parte | 7 Commenti