questo bacio può uccidere

Pubblicato il 18 ottobre 2009 in prosa, riflessioni da hermansji

E questo bacio può uccidere perché dentro ho messo il senso di quel groviglio fatto di niente che chiamano “me”. Ma forse uccide lentamente come le piume degli angeli, uccide la fede a colpi di quiete un volo dietro l’altro. L’universo invaso d’oscurità che sopravvive all’aggressione del sole, l’universo invaso di vita primordiale forse non ha necessità di guerra e sangue. Noi, al primo vagito del mattino e senza risposte, aspettiamo altra fine giusto per brindare alla cenere senza risposte. Agli sgoccioli della ragione facciamo una foto ricordo con la luna di sfondo e la bandiera dell’Italia, giusto un filo, macchiata della sporcizia di tutte le politiche artificiali. Domani la connessione al mondo sarà annullata e il rumore di fondo del silenzio godrà le pulsazioni di quel che rimane attorno, come il più grave incidente stradale e i corpi che sembreranno poter tornare vivi ma non doveva andare così. Niente ci verrà restituito dagli abissi delle illusioni, nemmeno le risposte che varranno poco e ogni domanda ne conterrà sempre un’altra. Così anche se mescolato al meglio e fatto d’amore questo mio bacio può uccidere perché dentro ho messo il senso incompiuto di una ricerca che è comune a tutti gli uomini. Ma forse uccide velocemente come l’egoismo di voler stare bene, senza ascoltare fino in fondo il rumore di fondo dei pensieri degli altri. L’universo resta corroso dalle energie del sole che muore in lentezza, l’universo popolato di vita, senza necessità di possedere qualche speranza, s’addormenta e non hanno più importanza le nostre stupide identità. Al primo vagito del mattino facciamo finta di niente e ricominciamo a riempirci di buoni propositi, perché dalla strada hanno tolto e lavato via il volto della morte. Finita l’ultima ragione resterà la nostra foto con la luna di sfondo e la bandiera dell’Europa, giusto un filo, macchiata della sua vigliacca ipocrisia. Domani spegneremo le stelle, ci sarà l’intervallo per l’amore fino a farsi male, senza renderci conto che la fine aveva già bussato alle porte del mondo, come la più grave catastrofe e la terra resterà inseminata di corpi che potevano ancora vivere ma non doveva andare così. Niente ci verrà restituito dagli abissi delle illusioni, le risposte varranno poco ed ogni domanda ne conterrà sempre un’altra.
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come si muore

Pubblicato il 16 agosto 2009 in prosa da hermansji

Come si muore in amore perché è la città che ti sogna addosso colla sua falsa ipocrisia. Le persiane aperte e fuori luogo, dietro la fuga dei tuoi passi, le ombre del tuo migrare. La donna sognante, il mare troppo liquido e la voglia di possederla tutta per te. Le strade allungate d’inganni, la religione a colpi di croce, tu che cammini sempre più veloce. La sirena t’ha morso d’amore sulla guancia, tu che bruci di sogni e la stai cercando. Il mondo che t’urla la sua ubriaca perdita di valori, gli occhi rossi di pianto ed il cuore feroce di giardini infiammati di rosso. Le promesse nelle tasche ed muscoli tesi verso la tua ostinazione. Nient’altro da condividere, nemmeno il cielo cosparso di stupida innocenza. Solo il respiro e la notte fuori, qualche frase accartocciata nella mente ed un amore fuori tempo massimo.
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Pubblicato il 14 marzo 2007 in riflessioni da hermansji

Non chiedetemi di parlarvi di cose intelligenti. Mi occupo di cose piccole. Così riflettevo a modo mio… myaboutbox.showdialog(); A modo mio certo. Riflettevo sull’amore..

Quale cognizione elimina la differenza tra corpo e spirito? Nel momento in cui accade, rectius, quando sentiamo la chiamata dell’essere, noi, che siamo avversi all’ipocrisia, esprimiamo l’amore attraverso la sincerità. Perchè noi non soffriamo di deliri di grandezza.

La nostra libido si trasferisce sull’altra ma non in modo vischioso. Non privando l’altra. No. Arricchendola perché il piacere donato diviene il piacere dell’altra. Ed in questo amiamo per lasciare l’altra, rectius, per permettere all’altra di occupare il suo posto, di avere il suo ruolo di “essere amato”, dentro i confini dell’amore… attorno alle pareti del cuore.

Libertà e verità coincidono nel piacere dell’altra. Fiorisce ed allora si trasferisce in noi. Il piacere donato diviene il nostro piacere. Attraverso lo sguardo di lei. Ora tenero e semplice, col suo respiro non ancora quieto, allora è la nostra chiamata ed il nostro stanco abbraccio.
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