bottoni

Pubblicato il 25 marzo 2010 in prosa, riflessioni da hermansji

Non mi piace parlare di me, cambio sempre discorso e non permetto di varcare la linea che protegge quell’oltre dei miei pensieri, di affacciarsi da quella piccola finestra per osservare da vicino cosa davvero c’è nel puntoduepuntipunto di me. Ma qualche volta, anche se tengo tutto nascosto sotto al disordine delle cose da fare, insomma capita che guardo così indietro da dire – oddio come avevo fatto a dimenticarlo -. Oggi mi è tornato in mente quando mia madre, che cuciva un vestito illuminata dal sole, chiedeva ad un me piccolo, ma piccolo davvero, di aiutarla a trovare altri bottoni uguali al suo. Era la cosa più divertente del mondo, no non mi annoiava frugare con lei dentro quelle grandi scatole di metallo e cercare, piano scoprire le assonanze tra le forme ed immaginare che in ognuna vi fosse, anche se piccola, una storia dimenticata. Vite vissute di riflesso, attraverso abiti indossati chissà poi da chi, per quale occasione o per nessuna in particolare. Frammenti per lo più persi chissà dove, nel filo che unisce tra loro i percorsi delle nostre umanità. Qualche volta mia madre sorrideva guardando quello che avevo tra le dita, ricordava cosa si nascondesse dietro quel particolare bottone, l’abito che aveva cucito e per il quale erano avanzati oppure un particolare cappotto, appartenuto alla nonna che non avevo mai conosciuto e dal quale era stato tolto. Spesso, nella caccia, trovavo solo un tipo per ciascuna varietà… e lo mettevo da parte in un punto preciso del lungo tavolo da sarto. A ripensarci mica saprei dire perché sceglievo sempre quell’angolo e non cambiavo mai. Stavano lì e dopo, prima di rimetterli al loro posto, sarei tornato a disturbarli per giocare ancora un po’ e inventare storie sulla loro vita precedente, tanto i bottoni non se la sarebbero mai presa con un bambino.
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SMS 48543 – dal 9 al 22 Novembre

Pubblicato il 10 novembre 2009 in appelli da hermansji


Rilancio l’appello di Terre Des Hommes Italia:

“In occasione della campagna mondiale per la prevenzione dell’abuso sui minori aiuta Terre des Hommes Italia a cancellare i segni della violenza. Invia un SMS al 48543 dal tuo cellulare privato o chiamando da rete fissa Telecom Italia fino al 22 novembre 2009.”

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matilda – parte seconda

Pubblicato il 12 giugno 2009 in abruzzo, prosa, www.hermansji.it da hermansji

Matilda di hermansji – parte seconda

- SECONDO -

SCENA PRIMA

(Mattina calda e divorata dal sole. Fernando, preso da una forte malinconia, esplora le soffitte.)

Fernando: Il solaio era come l’isola del tesoro. Bastavano pochi indizi per dare una qualche coordinata sulla mappa della fantasia. C’era tutto. Anche la polvere, quando eravamo piccoli, sembrava magica.

Ricordo che io e Matilda venivamo quassù a nasconderci chissà poi da cosa. Passavamo le ore ad inzaccherarci di vecchi odori. E trovare sempre una scusa buona per aprire gli scaffali arrugginiti… o convertire in strumenti di bordo antiquati utensili che magari avrebbero preferito restare a dormire.

Alle volte ci capitava di scovare qualche giocattolo di legno intrappolato dalle tele. Perlopiù dei cavalli intagliati in modo impreciso. La vernice sollevata lasciava intravedere profonde rughe o zone dove il legno si era tarlato.

Ora questo posto è governato solo dalla luce, dagli scorpioni e da qualche uccello. Nonostante tutto è vita che scorre intorno a me. Gli uccelli, come gli scorpioni, hanno timore della mia presenza. Sono l’ombra di qualche loro paura e, anche se fragile come un fantasma, sconto le colpe di altri. Continua a leggere »


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matilda – parte prima

Pubblicato il 9 giugno 2009 in abruzzo, prosa, www.hermansji.it da hermansji

Matilda di hermansji – parte prima

- PRIMO -

SCENA PRIMA

(Comincia la nostra storia. Un campo incolto. Il sole sta per concedersi alle voglie della Notte.)

Fernando:

(sdraiato tra gli sterpi)

Il Sole riempie queste giornate come un sintomo. Sento il battito della sua vita percorrere tutte le cose di cui si cibano i miei occhi. Ah se potessi cambiare pelle come una serpe o rilasciare un po’ del veleno che mi ingrassa i pensieri!!

(pausa)

La terra che mi è intorno, dopo tutti questi anni, conserva ancora le onde dure del lavoro degli uomini. Se fosse un mare, gli alberi qui sarebbero le mie navi. Questi legni son capaci di resistere alle tempeste degli appetiti umani. Già ora reggono i miei pensieri perché non si bagnino con l’acqua segreta del mio oceano di lacrime.

Il Vento è su di me. Saluta gli arbusti ed essi ricambiano l’affetto ondeggiando al tocco delle sue mani, come un pianista all’opera sulle sue variazioni. Vorrei essere una nota per liberarmi del corpo ed espandere la mia fisicità all’infinito attraverso l’aria. Cambiare registro senza nessuna concessione.

Sole!!!! il tuo livore mi consuma e rattrista ancor di più, voca me cum benedictiis.

(pausa)

Il Cielo è una coppa di brulè capovolta ed il liquido resta sospeso. Arriva la notte ed i pensieri ubriachi le fanno un grande inchino. L’uomo del tempo apre i contenitori della sua sabbia restituendo libertà a qualche sogno.

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casa del vento

Pubblicato il 8 novembre 2008 in prosa, riflessioni da hermansji

Casa del vento dove torno e non trovo quello che ho lasciato oppure era solo evoluto senza di me. Casa del vento dove sembra tutto così irraggiungibile ed io a tempi alterni soltanto inadeguato. Casa del vento che anche se son lontano la porto dentro con me e ci sono tutte le sue stanze, come le volte che correvo e poi mi perdevo dietro la gonna della solitudine. Casa del vento dove lei dolcissima si faceva prendere per fare bene l’amore con me anche se poi restavano solo i suoi capelli sulle mie cose. Casa del vento che qualche giorno arrivi ad odiarla mentre gli altri ti ritrovi raggomitolato a dormire. Casa del vento dove gli specchi sono rotti e mostrano cose che non m’appartengono ma che gli altri proiettano su di me. Cosa del vento dove ho scritto poesie d’amore anche per chi non verrà mai a bussare per sentirle dalla mia voce. Casa del vento dove c’è una finestra per ogni stanza e v’è una camera per nascere, una per crescere, una per la gioia, una per il dolore e tutte le altre sono vuote. Casa del vento dove nessuno mi crede eppure resto dove mi avete lasciato quando avevate paura che fosse vero. Casa del vento dove vorreste distruggermi perché avete invidia della formula che m’ha generato … allora fate del male tanto non sarete mai come me dato che il mio segreto è d’averci una casa del vento, nonostante tutto terrò aperto l’uscio a chi non avrà paura degli aquiloni… 594
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