miele e la caduta

Pubblicato il 13 marzo 2010 in prosa da hermansji

Strane le parole, certo lo aveva imparato anche se testarda continuava a ripetersi che non è forte chi distrugge ma chi riesce a conservare i cocci fino a farsi bastare il fuoco sufficiente per giungere al termine della più nera notte. Strane le dita sporche di terracotta, modellavano senza un vero perché, carezzavano e ci trovavano dentro le forme aggraziate d’una danzatrice pronta a rialzarsi dalla sua caduta. E lei ripensava allo scivolone preso, capelli strappati, calci, morsi e sputi gentilmente donati dalle sue compagne. Pulsava, sotto quella montagna di riccioli biondi, il pozzo oscuro d’una rabbia, così Miele pensava anche alla gabbia metallica della carrozzina che non le consentiva di muovere il corpo verso tutte le direzioni che la mente voleva invece raggiungere. Se non era riuscita a sottrarsi alla violenza del pestaggio era anche colpa sua, colpa di quelle sue gambe inutili, non erano mai state buone per tenerla sui suoi piedi, sì cazzo… come tutte le altre. Eppure, nonostante la nera eclissi di pensieri ed emozioni contundenti, le dita modellavano dolci la silhouette in procinto di rialzarsi. Il suo cuore voleva prendere la chitarra per urlare elettrico l’amore che nascondeva dentro le coperte di quel dolore. Sentiva sotto pelle il sapore di tutte quelle direzioni, abitavano dentro la sua testa ed avrebbe voluto percorrerle all’infinito, senza cedere alla stanchezza del corpo. Solo che, dopo quello che le era successo, Miele era anche tornata ad accarezzare, pur se con timore, gli spartiti. Voleva trovare la forza per affrontare la sua musica ma, buttando gli occhi sulle fasciature, ricostruiva la forma esatta delle sue ferite e non si sentiva forte abbastanza. Così mentre modellava, si incazzava inanellando pensieri e singhiozzava, erano arrivati… avevano compreso che stava lottando da sola. Miele li abbracciava, si aggrappava ai suoi animali come una bambina. Erano lì per farle coraggio mentre lottava per sollevarsi dal fondo di quella profonda caduta.
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radiografie all’anima ebook

Pubblicato il 26 dicembre 2009 in libro da hermansji

Piccolo aggiornamento, da oggi è anche disponibile l’ebook di “Radiografie all’anima“. Per scaricarlo usate questa pagina:
http://www.lulu.com/

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trentatré rintocchi alla luna

Pubblicato il 12 dicembre 2009 in blog da hermansji

Trentatré rintocchi alla luna col morso dei desideri fino al midollo, con la stessa voce degli attimi ma presi all’improvviso. Passi svelti tra le rovine del giorno impuro, bagnata la fronte col battesimo di stelle, respirare ancora qui… senza che si sia attenuato tutto quel rumore che mi aveva condotto a queste briciole di ore. Trentatré pulsazioni che non valgono niente se non per me, che non indicano nient’altro se non a me. Soltanto trentatré voci dissonanti nella mia mente, cantano dolci una vecchia canzone nell’annegare di tutto questo sangue contro il muro del silenzio, contro la vita che s’è voltata dall’altra parte troppe volte. Cantano qualcosa nell’aria ma è la voce della culla, un’antica perturbazione del cuore che m’accompagna. Quanto è grande il nostro cuore? Ci sono stipate tante cose dentro, pronte le valigie come se dovessimo fare quel lungo viaggio che attendiamo. Quanto posto c’è nel nostro cuore? Conserviamo pure le cose che dovremmo dimenticare, passa solo il tempo, il tempo passa e alla mente tornano frammenti del nostro passato. Quanto invecchia il nostro cuore? Forse meno di quanto vorrebbero farci credere.
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approfitta dello sconto

Pubblicato il 12 novembre 2009 in libro da hermansji

In vista del Natale e dei relativi regali, IBS ha deciso un 20% ed un 10% di sconto su circa 500.000 volumi del catalogo 2009 tra questi c’è anche “Radiografie all’anima“, il mio libro. Perché non approfittare dello sconto? ;) L’iniziativa è valida fino al 10 dicembre 2009. Trovate l’offerta sul mio libro QUI!
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finalmente

Pubblicato il 24 settembre 2009 in libro da hermansji

E’ finalmente pronta la pagina che raccoglie le informazioni sul libro “Radiografie all’anima” e sulle recensioni. La terrò aggiornata man mano che si aggiungono altre novità. Grazie a tutti!! Trovate la pagina QUI.
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Qualche minuto in RAI

Pubblicato il 28 maggio 2009 in abruzzo, blog da hermansji

Ecco la mia partecipazione alla Tribuna Elettorale sul TGR di RAI3 andata in onda questa mattina alle ore 9:17 e che verrà replicata alle ore 22:00 su Radio1. La ripresa non è di buona qualità perché fatta da una videocamera puntata contro il televisore… :)


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bozza pronta!!

Pubblicato il 15 marzo 2009 in libro da hermansji

Piccolo aggiornamento sullo stato del libro “radiografie all’anima”: ho ultimato i ritocchi alla bozza e dalla prossima settimana inizierà la fase “stampa” della pre-edizione di cui vi avevo parlato QUI!!
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i’m the night in a day of full light

Pubblicato il 3 marzo 2009 in poesia da hermansji

I cannot turn away this soul
It’s a point of view or a point of no return?
I’m a strange beast,
half scorpion half butterfly,
the night in a day of full light.

Can you understand?
Than come out, wherever you are…
You could be the other part
of my half scorpion half butterfly,
the light in a day of full night.
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pigrizia

Pubblicato il 3 marzo 2009 in prosa da hermansji

E oggi la pigrizia è venuta a bussare ma piano con le dita fredde mentre il tè si prendeva tutto il suo tempo. Fuori l’asfalto bagnato e le ombre a giocare senza grosse domande nelle tasche. Mi sono anche distratto rimettendoci la teiera giusto perché non mi decidevo se risponderle o no. E la pigrizia ha continuato a bussare che il giorno si era già messo in moto da sé ma ciò nonostante non le ho aperto. Eppure ci pensavo e mi perdevo dentro le pantofole delle frasi che non si prendevano sul serio. Forse è tutto scivolato in un gioco con le maschere senza sorriso, oppure è solo il moto di una marea che lascerà frammenti di idee sul corpo della sabbia. La pigrizia non ha più nemmeno la voce per chiamarmi solo uno sguardo così profondo da fare male. Bussa attraverso le cose disordinate e le carte da lavoro. Bussa e non le voglio rispondere per questo comincio mille progetti ed in ognuno trovo frammenti interrotti di altro.

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sul drappo nero

Pubblicato il 3 marzo 2009 in prosa da hermansji

E tu saresti? Dico a te, mi senti? Parlo a te che hai fame di pensieri. Tu che scrivi biglietti d’addio e li metti in bella mostra. Torni tempo dopo giusto quando pensavano un po’ a sé ma ti sentivi sola, trafitta da una angoscia che non vuoi mai accettare. E tu saresti? Il canale del parto di una notte tutta sola, bruci di desideri e non riesci a capire quello che forse il corpo, o era la mente, a volere e a dover possedere. Così ti lasci il lavoro dietro casa e sul divano, vestita di neanche una luce, ti raggomitoli come una miriade di donne che non vuoi sentire vivere con te. Ridono, piangono, sanguinano, amano, combattono le donne da uomini e gli uomini da donne, poi quando si sentono protette si masturbano, si eccitano e si lasciano condurre in fantasie torbide ma religiose si confessano, si pentono e s’assolvono senza un perché. Tu che ti fai stupidamente sottile, sprofondi casta o meno dea soltanto dentro, hai deciso chi saresti? Prendi il telefono e chiami le tue amiche, racconti loro una cazzata qualsiasi ma non tutta la verità che si attorciglia alle tue caviglie e lecca lentamente le tue cosce. Non lo fai per cattiveria è solo che non vuoi accettare quello che davvero vuoi, ascolti i consigli ma non ti piacciono e finisci per litigare anche col cellulare che lanci chissà dove. Doccia veloce e sotto le coperte non ti fanno dormire quelle te che vivono le loro vite in un corpo solo. Così ripensi ai discorsi allunati e piangendo dal cuore ti chiedi da sola… tu tra loro chi saresti? E in tanto che ci pensi togli il cellophane alle stelle e le appendi sul drappo nero della pulsante inquietudine vitale. Poi ti svegli con la sensazione di aver camminato dentro la tua mente chilometri di pensieri. E’ come stare seduta su una panchina dopo che è piovuto. Ti lavi con eterna lentezza osservando dallo specchio il tuo corpo che sottocute ha sensazioni strane. In cucina mangi un cornetto avanzato alla fame del giorno prima e ti tuffi nei vestiti per arrivare a lavoro. Ma il traffico non ti è stato a sentire così impieghi un’ora in più. Immancabilmente in ritardo tieni per te il solito sorriso dei colleghi, hai bisogno di un caffè o forse no… e ti aumenta il nervoso così sfinita cedi, bevi d’un sorso la scura bevanda troppo zuccherata. Proprio non ci riesci? Senza farti notare scrivi “addio” con una matita sull’etichetta del distributore. No forse no, prendi tutto come se fosse una guerra solo tua e l’addio equivale ad una piccola mina lanciata a bella posta per vedere, o dimostrare, quanto male sai fare anche tu. Poi, a metà giornata, sorseggi un altro caffè ma sei pentita e, prendendoti troppo sul serio, cancelli quell’addio scrivendo “a presto” sull’etichetta del grigio distributore. Insolitamente di buon umore canticchi qualcosa che assomiglia ad una canzone mentre torni alla tua postazione di lavoro. Osservi i fascicoli sulla scrivania troppo alti e ti domandi, per l’ennesima volta, che senso abbia passare la vita a riempire fogli che nessuno leggerà? E tu? Tu saresti? Chi scrive o chi non legge?

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