Come si muore in amore perché è la città che ti sogna addosso colla sua falsa ipocrisia. Le persiane aperte e fuori luogo, dietro la fuga dei tuoi passi, le ombre del tuo migrare. La donna sognante, il mare troppo liquido e la voglia di possederla tutta per te. Le strade allungate d’inganni, la religione a colpi di croce, tu che cammini sempre più veloce. La sirena t’ha morso d’amore sulla guancia, tu che bruci di sogni e la stai cercando. Il mondo che t’urla la sua ubriaca perdita di valori, gli occhi rossi di pianto ed il cuore feroce di giardini infiammati di rosso. Le promesse nelle tasche ed muscoli tesi verso la tua ostinazione. Nient’altro da condividere, nemmeno il cielo cosparso di stupida innocenza. Solo il respiro e la notte fuori, qualche frase accartocciata nella mente ed un amore fuori tempo massimo.
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Autore: hermansji .:. | Data: 16 agosto 2009 alle 10:41 | Categorie: prosa | Tags: accortacciare, come si muore, croce, cuore, donna sognante, fuga, giardini, ipocrisia, migrare, occhi rossi, ombre, ostinazione, persiane, pianto, stupida innocenza, tempo massimo | Nessun commento
Penetrale eppure soffocare
anche d’un motivo banale,
come per aver vissuto in case di cartone,
nella mente dei giardini,
attraverso gli occhi dei profumi,
oppure in ogni aspetto del corpo,
dentro l’abbraccio del piacere
e nella morte improvvisa del cuore.
Benvenuta nelle fratture,
con la voce che spinge
e non riesce a bussare.
E quando piange
tu come fai ad ignorarla?
A tenere le dita contro la porta
per non farla entrare?
Tu come fai a non sentirla
quell’emozione, piegata dalla disperazione,
cercare le tracce della via d’uscita
contro cui spingi per non farla entrare?
Autore: hermansji .:. | Data: 16 luglio 2009 alle 07:42 | Categorie: poesia | Tags: abbraccio, case di cartone, contro la porta, corpo, dita, giardini, ignorarla, mente, motivo banale, non riesce a bussare, penetrale, piacere, soffocare, spingi per non farla entrare, tracce, tu come fai, via di uscita | Nessun commento