Ad immagine di chissà quale Cristo, andando a menadito per percorsi che sfuggono nel dilatare il senso del tempo, tutto ha poi quella sua andatura così urlante mentre si scalda dell’altro caffè. Pigra la fiamma prende a bruciare, attorno ancora pieghe e sintomi, tu che sai oziare anche adagio, tu che hai appesantito l’amore legandolo duro fino a farlo soffrire, io che ho preferito farlo godere senza fretta. Quanti occhi rubati mentre smarrivo l’importanza del ricordare quante volte, quante sante volte altro peccato ha suturato la ferita d’un peccato a cui ho rinunciato. E tu che mi parli ma io non ho nessuna voglia di comunicare, avrei solo dell’altra voglia quella di prenderti per i capelli e consumarti le labbra colle mie fino a sentire il dolore anche solo di aver questo bisogno di te. A fare danni tra le attese e le pretese delle lenzuola, come a pronunciare le preghiere, quello forse sono bravo anche da me o forse devo accettare la tua complicità e farti prendere fiato ogni tanto. Restare qui a vedere il giorno a far da puttana per il mondo, coll’immagine sbiadita di questi dettagli troppo umani che sono andati a frantumarsi in un monte di pegni, il legame sbagliato, l’aborto che non ci siamo mai detti. Aspetta forse con questo caffè, forse ho trovato quel senso buono del tempo… solo che proprio non mi ricordo e, poi, che ci fanno i tuoi occhi ad osservarmi qui?
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Autore: hermansji.:. - Resta aggiornato, iscriviti gratis
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