
Dove non possiamo chiedere non ci ascoltano le risposte. Sebbene della vita sia tutto così breve, a volte ho la sensazione che il cielo sia tenue come i tuoi occhi o che la corolla d’un fiore riesca ad ingoiare il dolore del sole. Prova ad immaginare il mondo come lo vedo, quell’eterno smarrimento e quelle urla che non smettono, la notte che sbanda ma non muore anche se provano a soffocarla. Cercare di parlare con la voce del silenzio che arriva in punta di piedi. Ascoltare l’orrore di questa rivalità di violenza. Gli occhi dei bambini terrorizzati e nascosti sotto le coperte, il sacrificio di gente onesta, il disprezzo distillato con la pietà ma l’unica consolazione è credere che prima o poi tutto cesserà. Lasciarsi andare con quel bisogno di svanire ma non avere neppure il coraggio di premere il grilletto, mentre cadono pensieri con lente gocce di sangue in un catino. Smettere di cercare le risposte perché le cose vanno così, tutto qui. Rinunciare ad avviare la ragione e disattivarne l’opzione dal setup dell’anima. Ma vorrei che il cielo fosse tenue come i tuoi occhi.
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Autore: hermansji .:. | Data: 28 novembre 2009 alle 19:12 | Categorie: prosa, riflessioni | Tags: anima, cielo tenue, corolla, dolore, domande, fiore, i tuoi occhi, mondo, orrore, ragione, rivalità, setup, sole, violenza | Nessun commento

«Fantasmi?»
«Tu ci credi?»
«A chi passa il tempo ad osservarci e non dire niente?»
«Li vedo tutti i giorni quando mi muovo in queste terre.»
«Nessuno mi porterà via…via da qui.»
«Cerchi un fantasma per questo?»
«Non lo so. Non so che dire. Forse un uomo che spunti fuori dal buio mi afferri e mi trascini via con sé.»
«In un altro buio?»
«Fa differenza questo o quello?»
«Matilda quando parli così mi fai paura. E quella ferita che ti sei fatta sulla mano sinistra ha ripreso a sanguinare. Accidenti.»
«No! Lascia stare»
«Fatti togliere la fasciatura. Voglio vedere come sta la mano. Forse è infetta!!»
«No! Sta bene… davvero.»
«Perchè ti sei ferita?»
«Non lo so ero disperata. Volevo liberarmi del dolore che avevo nell’anima. Desideravo portarlo in superficie. Fare in modo che uscisse fuori da me.»
«Ed ora?»
«Ora? Mi fa sentire viva. Questa ferita non mi fa sentire un fantasma.»
«Oddio. Vieni a guardare dalla finestra. Cosa accade a questa terra? Di giorno è come ricoperta dalla neve e di notte lingue di fuoco l’attraversano. Stringimi. Ho tanta paura di quello che verrà.»
«Dovremmo andar via…»
«Ma dove?»
«Non lo so… Geltrude non lo so.»
«Certe volte sogno di avere un fiore sconosciuto tra le dita, di camminare sulle nostre terre floride tra i contadini allegri per il raccolto. Poi mi sveglio e sento ancora il profumo di quel fiore.»
«E’ un sogno bellissimo. Vorrei viverlo ora…»
«Stringimi forte!»
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Autore: hermansji .:. | Data: 6 gennaio 2007 alle 13:35 | Categorie: prosa | Tags: buio, fantasmi, ferita, fiore, fuoco, geltrude, Hermans Joseph Iezzoni, infetta, matilda, paura, profumo, prosa, superficie, symphalia, terra | Nessun commento
eppure coglierà la verità
scende docile il suo fiore
ma le rocce fanno paura
nessuna ingenuità sul loro volto
- cantami un’aria
fallo mentre mi muovo lento
e cerco di averti ancora con me
poi scorri sul pianoforte
porta via con te tutto -
sostituisciti con le nuvole
sogna di essere libero
sfuggi alla corruzione universale
e non pensare che vi sia qualcosa di reale
questo dolore non è vero
- prova a prendermi
sono con te… ma i timpani danno i brividi
guarda che notte e tutto vi scintilla
non è come la verità?
concedimi questa illusione -
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Autore: hermansji .:. | Data: 11 gennaio 2005 alle 12:12 | Categorie: poesia | Tags: con me, dolore, fiore, illusione, ingenuità, lento, pianoforte, verità, volto | Nessun commento