a zonzo rispetto alla fine di cosa poi?

Pubblicato il 30 agosto 2009 in prosa da hermansji

Ed Edith che dorme mentre non riesco a prendere sonno. Come un fiocco di pensieri, scrivo altre pagine per un libro che forse sta soltanto leggendo dentro me. Sarà il senso di equidistanza od una qualche complicità con la familiarità ma questa casa è troppo grande anche per perdersi. L’aspirina che si scioglie, giusto in tempo per cacciare via il malditesta, da qualche ora se ne va a passeggio il trentesimo giorno ma a zonzo rispetto alla fine di cosa poi? Solo del tempo che ha impiegato la paura a mettersi il trucco di scena per disegnare il tragitto nel bosco dei sentimenti, la via d’una fiaba per adulti ormai stanchi di sognare. Così senza far troppo rumore resta accesa una luce, m’accompagna mentre scrivo altre frasi d’un libro che, pagina dopo pagina, sta leggendo sempre più dentro me.
.:.


Autore: hermansji.:. - Resta aggiornato, iscriviti gratis
al Feed Rss di feed hermansji.:., di feed ABCDiritto e di feed DallaTuaParte.

autismo

Pubblicato il 25 agosto 2009 in www.hermansji.it da hermansji

Giochi di parole o restarne davvero senza, colpa dell’autismo o del mondo che sembra di colpo vuoto come il bicchiere che Edith ha dimenticato sul pianoforte. C’è dentro ancora del liquido, rosso scuro come il sangue delle ferite che a volte sembra non finire mai, l’ho assaggiato ed era insolitamente buono. Giochi di parole ma ho la mente che ne ha fin troppe e non riesco a sceglierne nemmeno una, forse perché nessuna è così importante. Ciò che mi circonda non ha più un suo significato, almeno non come prima e forse anche io ho perso il mio. Il mondo si muove, cammina attorno ed è inevitabilmente sempre lo stesso, anche le circostanze che hanno intrappolato me ed Edith. Qui, dentro questa familiarità siamo come belve feroci sebbene in gabbia. Fino a poco fa c’era il vero sole a zonzo per la casa ed andava per i fatti suoi a passi nudi, quando è andato via ho finalmente aperto gli occhi ma per appendere, al suo posto, un sole infantile disegnato su carta da buttare, lo avevo dedicato a te… poi è scesa l’oscurità, che m’ha fatto ripensare a cosa possa mai accadere quando spegnamo semplicemente la luce dagli occhi, no non tutto si interrompe. Forse il mondo, lo stesso che si muove e cammina attorno, quando mettiamo un pesante lucchetto alla mente e non sentiamo più la voglia di partecipare al flusso vitale, forse in quell’istante, fuori da noi, tutto evolve e non è più lo stesso.
.:.


Autore: hermansji.:. - Resta aggiornato, iscriviti gratis
al Feed Rss di feed hermansji.:., di feed ABCDiritto e di feed DallaTuaParte.