Sarà che il freddo poi non è andato per la sua strada ed Edith, col sorriso buono abbottonato stretto, è rimasta ad osservarlo mentre scorreva nelle vene il gusto di altro vino caldo, i capelli ricci e rossi come se l’autunno ci avesse dormito dentro. La mente confusa più del sempre, osserva il peggio di sé, lo vede attraverso il sanguinare del vino, qualcosa li accomuna, han perso entrambi il senso delle proprie radici. Così stanno occhi negli occhi, tingono il bicchiere di sangue ma non riescono a provare del calore, solo freddo come se mancasse lo spunto per delle risposte sincere. La danza lenta d’una improvvisa inquietudine e la voce della solitudine interiore, così il dolore che si impadronisce della mente di Edith fino a farle sentire di non avere nessun altra necessità che sanguinare e lasciar morire l’unica parte viva della sua anima. Brinda da sola come se fosse un momento importante, così pensa a chi conosce la sua verità, a chi non era pronto per ascoltarla, a chi sta cercando finalmente il senso della sua strada e della sua genitorialità, alla voglia di far l’amore e poi a come andrà a finire quel suo strano brindisi, alle parole che nessuno scriverà, ai disegni buttati via come la sua vita maledetta. Alza il bicchiere e dedica il suo pensiero, come se l’aria fosse davvero in grado di fare arrivare i suoi pensieri alle persone ma il vino cade dal bicchiere e bagna tutto come dell’inutile sangue.
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Autore: hermansji.:. - Resta aggiornato, iscriviti gratis
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