Confusione, tra baci e parole, come tamburellare la pelle per tirar fuori anche l’ultima nota di piacere, ma l’orchestra non ha finito c’è ancora in mente un esploso di dettagli. Che domande stupide, anelli di perturbazioni tra il sapere e il non voler ricordare, le labbra strette come una fessura per impedire all’anima di aprire gli occhi. Tanto a che serve guardare? La degenerazione maculare ha già rubato il senso dell’osservare, non c’è un valore preciso nell’attraversare il mondo, non fosse altro che in questo giorno m’abitano solo le ombre lunghe di ogni altro giorno. Mi prende la voglia di averci del tempo per cancellare le tracce dei dettagli che ho voluto dimenticare, il sapore del fuoco che non puoi conservare, ma in realtà è soltanto perché li ricordo tutti, tutti quanti i dettagli. Quando non ho detto no, quando non avevo paura di tornare ad osservare perché mi hanno innestato il sangue dentro le vene. Prendere la cervice dell’anima e tagliarla come un corpo estraneo da me. Urlare e consentire al demone gentile di ascoltare domande stupide, anelli di perturbazione tra il sapere e il non voler ricordare, le labbra strette ma solo perché hanno voglia di confusione, di tamburellare la pelle per tirar fuori anche l’ultima nota di piacere.
.:.
Autore: hermansji.:. - Resta aggiornato, iscriviti gratis
al Feed Rss di















