I discepoli,
osservandolo camminare sul mare,
turbati dissero:
“ma è un fantasma”
e per la paura presero ad urlare.
(Vangelo di Matteo 14,26)
Allora ascoltami, perché in questo lungo silenzio metterò una dose sufficiente di me. Vieni più vicino. Guarda il mondo vivere e pulsare come sempre. Osserva la sua dolcezza e quella nascosta violenza che rende tutto così tragico. Ascoltami, ma senza l’abitudine delle parole. Ascoltami e sentirai questo respiro proprio come il tuo. E poi un crescente dolore, sordo a tutte le premure che ti comprime il petto. Cammina a caso per queste vie, con la sensazione addosso di perderti da un momento all’altro. Respira, respira il mondo attorno ed ascolta. Ti cammina accanto della gioia improvvisa, gente felice che tranquilla mostra le proprie emozioni senza vergognarsene. Senti? Calore inatteso, incomprensibile armonia, tutto nasconde solo il rumore della distruzione, l’andante del mondo, così come è. Non comprendi? Vedi non c’è niente da dire, nessuna cosa che possa essere trasportata dalle parole. Oh non è pudore il mio, nemmeno un trucco per confonderti, è solo una trasparenza. Tutto t’attraversa e niente t’appartiene veramente, dalle il nome che vuoi… ma questa ossidiana è me. C’è voluto tutto questo tempo, mi ha scavato il cuore lentamente ed ora è parte del me. Vuoi restarmi accanto? Vuoi fare una scelta consapevole? Posso darti solo questo, tutto questo frastuono che è in me. No, non c’è un porto di quiete nel mio attracco ma solo il richiamo d’un mare che non ispira fiducia. Quando s’alzeranno le onde all’improvviso tu che farai? Rinnegherai ogni momento trascorso, come un sacrificio inaccettabile. Quando avrai la paura come consigliera, a te cosa resterà? Forse solo le preghiere, ma ci credi poi davvero? Anche gli angeli cadono, sprofondano in un mare di pensieri e nella tempesta è soltanto Dio a camminare sulle acque…
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Autore: hermansji.:. - Resta aggiornato, iscriviti gratis
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