eccezioni

Pubblicato il 8 marzo 2010 in prosa, riflessioni da hermansji

Eccezioni, allungare linee e fare somme che poi non tornano mai, sarà che la matematica rasenta purtroppo la perfezione. Io resto imperfetto, per questo adoro voltare pagina appena ho imparato a memoria l’accenno che mi condurrà alla storia che m’aspetta subito dopo. Che poi il sole è sempre lo stesso, cambia solo il mondo con cui lo guardo e certi giorni ho preso troppo la rincorsa, per questo, all’approssimarsi del tramonto, fallisco il salto sopra i tetti per andare ad osservare la luna da vicino. E tu mi parli del tuo equilibrio, delle tue scelte e delle tue politiche efficaci, fondi il tuo simbolo ed il tuo partito, fai distinzione tra rossi e neri ma non vedi che siete tutti uguali. Mi parli della tua grande fede, di come ti basti sollevarla quella croce per sopportarne il peso ed io resto ad ascoltarti, come davanti ad un film di cui conosco già la tristezza d’ogni singola battuta. Vuoi fare da modello per tutti ma sei solo invecchiato, non avete fatto niente di più e niente di meno di quegli stessi errori che faranno quanti verranno dopo di voi, tu sei solo invecchiato ed il finale di questa Italia non cambia, puoi abbellirne lo sfondo ma in scena ci sarà il cadavere di un’illusione dissanguata dalle ideologie. In scena ci sarà solo il volto magro e senza forze della nostra umana miseria puttana, con gli occhi furbi di quanti hanno già approfittato di lei al tempo giusto.
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giardiniere delle correnti

Pubblicato il 10 marzo 1996 in poesia da hermansji

la voce comincia a sconquassare
l’anima mia, districandosi
bene, tra le angustie della
giovane carne

mentre desolate restano
le betulle e gli sguardi
delle calde amanti

assuefatto e mansueto,
il mio spirito canta
con la gola del sangue
rosso, la miseria
della mia nuda carne

mentre desolate restano
le betulle e gli sguardi
delle calde amanti

nel fraseggio melodico
della voce in sottofondo
che atterrisce ogni mio
muscolo

(padre/madre di
questa fertile prudenza,
che vuole cancellare
il fuoco delle loro menzogne)

sono il giardiniere
di perigliose correnti
contro lo zelo
delle divinità

mentre sorda la
voce precipita
dentro me a creare
onde rotte agli argini
come un sasso traboccante
di sensualità

un leggero tanto s’apre
spazio tra le mie lungaggini,
mentre chiedo scusa
alla voce celtica,
che mi accompagna... ancora
nel cuore
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