e ti senti sempre più leggera

Pubblicato il 14 luglio 2010 in prosa, riflessioni da hermansji

Riflessioni sul senso delle tentazioni… o era il senso della vita?

Mi sono già scordato il buon motivo per cui ho deciso di smettere di allungare le mie dita verso di te, quella necessità di accarezzarti per fondere il mio bisogno d’affetto col tuo.

Così apprezza il fatto che ti ascolto e questo urlo senza voce sta uccidendo solamente me.

Il tuo corpo sdraiato in un bel giardino, mentre parli col cielo, il vento in realtà vuole portarti via ma tu resisti e ti senti sempre più leggera… sempre più vera, il tuo corpo trasparente senza niente da dire.

Riflessioni sul senso degli sbagli… o era il senso di sentirsi appeso ad un filo?

Mi sono ricordato, era bello sentirti respirare e godere, solo che poi tutto finisce, eppure lo ricordo dentro la mente, come se fosse davvero inciso in questa carne tutto l’affetto che fa male.

Così apprezza il fatto che ho portato via il rumore di fondo che ti teneva sveglia anche la notte, solamente per amare me.

Il tuo corpo sdraiato in un bel giardino, mentre parli col cielo, il vento in realtà vuole portarti via ma tu resisti e ti senti sempre più leggera… sempre più vera, il tuo corpo trasparente senza dire niente.
.:.


Autore: hermansji.:. - Resta aggiornato, iscriviti gratis
al Feed Rss di feed hermansji.:., di feed ABCDiritto e di feed DallaTuaParte.

la carne ha fame #1

Pubblicato il 27 giugno 2010 in collaborazioni, prosa da hermansji

Collaborazione “sperimentale” con Elisa Gianola.

Lei da corpo alle mie parole.

Buona lettura.

(Fotografia: Elisa Gianola – Tutti i diritti riservati)

C’è un crocicchio furente di pensieri dentro la mente, come se ribollisse all’improvviso l’anima del mondo ma attraverso i miei occhi. Le dita si trasformano, lente mutano nella piega di quegli oscuri fiori di carne, con le spine sufficienti a penetrare e lasciare lividi sulla pelle della realtà.

.:.


Autore: hermansji.:. - Resta aggiornato, iscriviti gratis
al Feed Rss di feed hermansji.:., di feed ABCDiritto e di feed DallaTuaParte.

disegni #2

Pubblicato il 19 maggio 2010 in blog, pensieri di carta, riflessioni da hermansji

Descrizione: Qualche volta io e le parole facciamo a botte, così racconto storie ma disegnando. E’ una cosa molto rara, ma capita. hermansji.ittiracconto.com

Description: Sometimes I hate the words, so I tell story but through drawings. It ‘s very rare but happens. hermansji.ittiracconto.com

Titolo: Lupo (Wolf) di hermansji.:.
lupo (wolf) hermansji.:. by hermansji.

Titolo: Volto (Face) di hermansji.:.
volto ( face ) - hermansji by hermansji.

Titolo: Tramonto (Sunset) hermansji.:.
tramonto ( sunset ) - hermansji by hermansji.

Titolo: Monique di hermansji.:.
monique - hermansji by hermansji.

Titolo: Monique di hermansji.:.
monique - hermansji by hermansji.

Titolo: San Gabriele di hermansji.:.
san gabriele - hermansji by hermansji.

Titolo: Iskah di hermansji.:.
iskah - hermansji by hermansji.

Titolo: Nudo di donna di hermansji.:.
nudo di donna - hermansji by hermansji.

Titolo: Invecchiare di hermansji.:.
invecchiare - hermansji .:. by hermansji.

Altri disegni su Flickr:
http://www.flickr.com/photos/39170118@N02/sets/72157623851554076/


Autore: hermansji.:. - Resta aggiornato, iscriviti gratis
al Feed Rss di feed hermansji.:., di feed ABCDiritto e di feed DallaTuaParte.

vederci riflesso il cielo

Pubblicato il 15 maggio 2010 in prosa da hermansji

L’incrocio agli spigoli di questi dettagli, come le spirali d’un treno della mente che va a zonzo alla ricerca di una linea di luce che possa giustificare tutto il tempo necessario per respirare e smettere di pensare, ma davvero. Poi portarsi i pensieri pure dentro alle tasche come i granelli di certe abitudini dure a morire, tu che sorridi e dici che non c’è niente di più oltre il tuo sorriso, solo la linea che disegnano le tue labbra e nient’altro. Canticchi la tua canzone preferita, ma il cielo mente e non ha certo il tuo sorriso. Io invece vedo te, continuo a vedere te ed avere la voglia di mettere le mie dita a scompigliare il tuo corpo e la tua mente, rubare per me tutto il calore che riesco a farti stillare fuori. Osservo, vedo che sorridi tranquilla e vorrei possederti ora ma per fondermi come della cioccolata con te, smettere d’avere questa patina di grigio addosso, osservare senza poter vedere i dettagli di questi pannelli di cielo che hanno messo su per svelare il volto del nuovo giorno, osservare te e vederci riflesso il cielo.
.:.


Autore: hermansji.:. - Resta aggiornato, iscriviti gratis
al Feed Rss di feed hermansji.:., di feed ABCDiritto e di feed DallaTuaParte.

disegni #1

Pubblicato il 14 aprile 2010 in blog, pensieri di carta, riflessioni da hermansji

Descrizione: Qualche volta io e le parole facciamo a botte, così racconto storie ma disegnando. E’ una cosa molto rara, ma capita. hermansji.ittiracconto.com

Description: Sometimes I hate the words, so I tell story but through drawings. It ‘s very rare but happens. hermansji.ittiracconto.com

Titolo: Ricordi (Memories) di hermansji.:.
ricordi (memories) - hermansji.:. by hermansji.

Titolo: Danza (Danze) di hermansji.:.
danza (dance) - hermansji.:. by hermansji.

Titolo: Piacere (pleasure) di hermansji.:.
piacere (pleasure) - hermansji.:. by hermansji.

Titolo: Gatta (cat) di hermansji.:.
gatta (cat) - hermansji.:. by hermansji.

Altri disegni su Flickr:
http://www.flickr.com/photos/39170118@N02/sets/72157623851554076/


Autore: hermansji.:. - Resta aggiornato, iscriviti gratis
al Feed Rss di feed hermansji.:., di feed ABCDiritto e di feed DallaTuaParte.

io sono nato antimodello

Pubblicato il 17 settembre 2009 in blog, prosa da hermansji

Certo che poi ci penso, come un circolo di spazi dentro i quali vi è una ricchezza e varietà di me, per cogliere i riflessi di te. Ma in ogni mia scrittura stretta tu puoi vedere che ogni uomo è equivalente ad un altro? Fagocitato dalle masse? No, io sono nato antimodello con le pulsioni intense del mio urlare di sangue e celebrare questa eretica erotica fatta d’acqua, di terra, d’aria e di eterno fuoco. Ed ogni cosa è distrutta, ogni parola è già stata pronunciata e consunta nell’inerzia del colpevole, il sognatore che possiede la luna. Certo che poi ci penso, come un circolo di spazi dentro i quali cercare il calore del tuo corpo, per cogliere in ogni tuo piacere aspetti di me. Ma in ogni mia esigenza carnale tu puoi vedere che ogni donna è equivalente ad un’altra? Fagocitata dalle masse? No, io sono nato antimodello con le pulsioni intense del mio urlare di sangue e celebrare questa eretica erotica fatta d’acqua,di terra,d’aria e di eterno fuoco. Ed ogni casa è distrutta, ogni nota è già sta composta e consunta nell’inerzia del colpevole, il sognatore che possiede la luna.
.:.


Autore: hermansji.:. - Resta aggiornato, iscriviti gratis
al Feed Rss di feed hermansji.:., di feed ABCDiritto e di feed DallaTuaParte.

respira attraverso di me

Pubblicato il 30 agosto 2009 in prosa da hermansji

Se oggi chiudo gli occhi, forse domani non li riaprirei, ho gettato la spugna consustanziale alle orme d’un viaggio senza vie d’uscita. Tu che ti spogli con lentezza, come se stessi pensando di colpo alla tua vita tra queste spine. Io che ho conservato del tempo inutile coi fili divelti dalle mie tasche, mentre del resto ho fatto catene per trattenere gli aquiloni. M’abitano dentro orme di un deserto dell’anima ed il peccato del tuo corpo serve solo a rallentare la decadenza attorno.
.:.


Autore: hermansji.:. - Resta aggiornato, iscriviti gratis
al Feed Rss di feed hermansji.:., di feed ABCDiritto e di feed DallaTuaParte.

a tenere le dita contro

Pubblicato il 16 luglio 2009 in poesia da hermansji

Penetrale eppure soffocare
anche d’un motivo banale,
come per aver vissuto in case di cartone,
nella mente dei giardini,
attraverso gli occhi dei profumi,
oppure in ogni aspetto del corpo,
dentro l’abbraccio del piacere
e nella morte improvvisa del cuore.
Benvenuta nelle fratture,
con la voce che spinge
e non riesce a bussare.
E quando piange
tu come fai ad ignorarla?
A tenere le dita contro la porta
per non farla entrare?
Tu come fai a non sentirla
quell’emozione, piegata dalla disperazione,
cercare le tracce della via d’uscita
contro cui spingi per non farla entrare?


Autore: hermansji.:. - Resta aggiornato, iscriviti gratis
al Feed Rss di feed hermansji.:., di feed ABCDiritto e di feed DallaTuaParte.

pigrizia

Pubblicato il 3 marzo 2009 in prosa da hermansji

E oggi la pigrizia è venuta a bussare ma piano con le dita fredde mentre il tè si prendeva tutto il suo tempo. Fuori l’asfalto bagnato e le ombre a giocare senza grosse domande nelle tasche. Mi sono anche distratto rimettendoci la teiera giusto perché non mi decidevo se risponderle o no. E la pigrizia ha continuato a bussare che il giorno si era già messo in moto da sé ma ciò nonostante non le ho aperto. Eppure ci pensavo e mi perdevo dentro le pantofole delle frasi che non si prendevano sul serio. Forse è tutto scivolato in un gioco con le maschere senza sorriso, oppure è solo il moto di una marea che lascerà frammenti di idee sul corpo della sabbia. La pigrizia non ha più nemmeno la voce per chiamarmi solo uno sguardo così profondo da fare male. Bussa attraverso le cose disordinate e le carte da lavoro. Bussa e non le voglio rispondere per questo comincio mille progetti ed in ognuno trovo frammenti interrotti di altro.

.:.


Autore: hermansji.:. - Resta aggiornato, iscriviti gratis
al Feed Rss di feed hermansji.:., di feed ABCDiritto e di feed DallaTuaParte.

sul drappo nero

Pubblicato il 3 marzo 2009 in prosa da hermansji

E tu saresti? Dico a te, mi senti? Parlo a te che hai fame di pensieri. Tu che scrivi biglietti d’addio e li metti in bella mostra. Torni tempo dopo giusto quando pensavano un po’ a sé ma ti sentivi sola, trafitta da una angoscia che non vuoi mai accettare. E tu saresti? Il canale del parto di una notte tutta sola, bruci di desideri e non riesci a capire quello che forse il corpo, o era la mente, a volere e a dover possedere. Così ti lasci il lavoro dietro casa e sul divano, vestita di neanche una luce, ti raggomitoli come una miriade di donne che non vuoi sentire vivere con te. Ridono, piangono, sanguinano, amano, combattono le donne da uomini e gli uomini da donne, poi quando si sentono protette si masturbano, si eccitano e si lasciano condurre in fantasie torbide ma religiose si confessano, si pentono e s’assolvono senza un perché. Tu che ti fai stupidamente sottile, sprofondi casta o meno dea soltanto dentro, hai deciso chi saresti? Prendi il telefono e chiami le tue amiche, racconti loro una cazzata qualsiasi ma non tutta la verità che si attorciglia alle tue caviglie e lecca lentamente le tue cosce. Non lo fai per cattiveria è solo che non vuoi accettare quello che davvero vuoi, ascolti i consigli ma non ti piacciono e finisci per litigare anche col cellulare che lanci chissà dove. Doccia veloce e sotto le coperte non ti fanno dormire quelle te che vivono le loro vite in un corpo solo. Così ripensi ai discorsi allunati e piangendo dal cuore ti chiedi da sola… tu tra loro chi saresti? E in tanto che ci pensi togli il cellophane alle stelle e le appendi sul drappo nero della pulsante inquietudine vitale. Poi ti svegli con la sensazione di aver camminato dentro la tua mente chilometri di pensieri. E’ come stare seduta su una panchina dopo che è piovuto. Ti lavi con eterna lentezza osservando dallo specchio il tuo corpo che sottocute ha sensazioni strane. In cucina mangi un cornetto avanzato alla fame del giorno prima e ti tuffi nei vestiti per arrivare a lavoro. Ma il traffico non ti è stato a sentire così impieghi un’ora in più. Immancabilmente in ritardo tieni per te il solito sorriso dei colleghi, hai bisogno di un caffè o forse no… e ti aumenta il nervoso così sfinita cedi, bevi d’un sorso la scura bevanda troppo zuccherata. Proprio non ci riesci? Senza farti notare scrivi “addio” con una matita sull’etichetta del distributore. No forse no, prendi tutto come se fosse una guerra solo tua e l’addio equivale ad una piccola mina lanciata a bella posta per vedere, o dimostrare, quanto male sai fare anche tu. Poi, a metà giornata, sorseggi un altro caffè ma sei pentita e, prendendoti troppo sul serio, cancelli quell’addio scrivendo “a presto” sull’etichetta del grigio distributore. Insolitamente di buon umore canticchi qualcosa che assomiglia ad una canzone mentre torni alla tua postazione di lavoro. Osservi i fascicoli sulla scrivania troppo alti e ti domandi, per l’ennesima volta, che senso abbia passare la vita a riempire fogli che nessuno leggerà? E tu? Tu saresti? Chi scrive o chi non legge?

.:.


Autore: hermansji.:. - Resta aggiornato, iscriviti gratis
al Feed Rss di feed hermansji.:., di feed ABCDiritto e di feed DallaTuaParte.