A domanda rispondi ma quello che vuoi. Si è appena alzata la bruma e noi a passeggiare senza una meta. Così del domani, io che vedo solo per una porzione, come se ci fosse sempre un velo scuro… così del domani non so dirti proprio nulla. E tu attendi, dolce m’attendi. Smorzi il pianto come il fuoco d’una candela stanca. Allora piano, con paura, cerco le tue dita e tu le chiudi con le mie. Continuiamo ad avanzare senza altro cercare che un nuovo passo innanzi. Ho sempre odiato non sentire il sapore struggente d’un attimo, perché quel poco che sia deve appartenermi compiutamente. E tu? Ti accontenti soltanto di questa distanza che pure ci unisce… o forse già muore.
A domanda rispondi ma quello che vuoi, mentre vestiamo di bruma senza una meta. La tua pelle brucia. La sfioro piano ed incendia. Quanti peccati dovrò contare, per riposizionare le lancette del domani sul quadrante dell’oggi? E poi cosa importerà se torneremo polvere dei sogni? Niente è per sempre. Così credere in qualcosa, certi giorni è solo la cura per non sperare in niente. Ma ogni luna buona allenti la guardia. E così non credere in niente si trasforma nella bugia di chi vuole sperare in tutto. Ruba briciole per ammonticchiare pretese, con l’anima sulla pelle. Tutto si fa dettaglio anche la distanza che pure ci unisce… e forse già vive.
.:.
Autore: hermansji.:. - Resta aggiornato, iscriviti gratis
al Feed Rss di















