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Archivio per etichetta: 'confini'

hermansji

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hai messo la cornice

Fuori della notte, fuori dal buio del disprezzo che hanno gli altri quando ricordi loro che nessuno è perfetto. Fuori dal sentiero già segnato da chi d’improvviso ha smarrito la sua ironia, da chi si è perso inseguendo l’ombra del mondo.
Nessuno di preciso sa che cosa voglia dire poesia, così scrivere è come usare i pennelli per buttare giù le tue impressioni su una stoffa dove qualche volta piove, tra le trame navi vanno per le loro rotte senza rimpianti.
Alla fine, quando hai messo la cornice e delimitato i confini di quello che vuoi mostrare, ciò che hai scritto non ti appartiene più. E’ già dentro la fantasia di chi ti stava ad ascoltare, di chi seguiva le stradine del tuo raccontare.
Così come certi quadri che appartengono agli occhi di chi li ha osservati ed evolvono in nuovi personali dipinti, anche quello che scrivi cresce dentro gli altri e, se va bene, metterà dei fiori ma senza far troppo rumore.
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ed io che sono ciò che non sono

Ed io che sono ciò che non sono
indosso le mie vesti sgualcite di contraddizione
anche se mi rendono imperfetta bestia umana
quando tutto è in quiete.

Anima immortale o solamente immorale?

Nella chiesa dei miei personalissimi dubbi
ho messo ordine per far posto a nuove inquietudini.
Le parole ribollono rosse nel cuore
e, quando fanno l’amore, trascinano giù
il drappo nero dell’eterna notte.

Ed io che sono ciò che non sono,
in questo tutto cannibalizzato dal niente,
sopravvivo, mi riproduco e muoio
attraverso il respiro col peccato della rugiada.

Anima lamellare che non sa abiurare?

Ammobilio gli spazi di un’instabile cubatura d’anima
con l’occhio di un me, uomo imperfetto ed animale semplice,
appena battezzato giusto perché una briciola
di grazia non me la si poteva proprio negare.

Ed io che sono ciò che non sono
prendo, attendo, poi sbuffo e lacero
le cuciture che dovrebbero mantenere unite
le aspre dualità che mi rendono me.

Anima minata d’amore o solo inutile?

Con i suoi 25.185 capricci di parole,
sarà anche stata colpa della distrazione,
avrò sbagliato i conti in tasca
eppure m’avanzano le pretese.
.:.

ps. Sembra strano eppure oggi festeggio la 25.185esima poesia.


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Luxille

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Un brivido la allontanò
e si sentì sollevare l’anima
come un vento caldo che percepito ad un tratto
svela un mistero misero di distruzione
dentro tutti gli anelli di cui si è fatto
fiore e malattia mentale.
E così cominciò a pulsare stanco cuore
con una fatica tutta sua
delitto dell’ultima sua pena.
E cosi cominciò a consumarsi
alla deriva di un mare incandescente
ultimo atto o prologo dell’ennesimo avere…
senza nessuna forza per resistere
senza nessuna forza per vulnerare ulteriormente
la mente che si era lasciata andare
la mente che si era già presa tutto
la mente che non era più nocchiero
e le correnti precipitose dentro il vuoto
ed il sangue precipitoso a scaldare violento
il cervello per domarlo e perseverarlo
allora le uscì debole ma carica di una forza
un’ultima parola
«…t’amo…»
e restò abbracciata per un tempo
che le sembrò un’eternita’
avvinta al suo universo
prima che tutti i pianeti cominciassero
a collassare gli uni dentro gli altri
prima che i sensi riprendessero quiete
e gli occhi tornassero a riempirsi
della quotidianita’

.:.

554E4F (1)

Era venuto avvolto nei panni
che prima o poi gli sarebbero andati stretti
con tutte le parole di cui si era nutrito.
Era venuto senza pensare che avrebbe
tratto a se con la sua lama morale
un’anima immortale.
Era venuto ma non si era accorto di essere già ferito
e che la fiamma che lo custodiva era amore
imperfetto come sanno essere i sentimenti umani.
Era venuto con il suo volo a metà sicuro
di annichilire ogni cosa e travolgere il sembiante
nella furia delle sue domande.
Poi si era arreso all’evidenza che quel bruciare
era la sua vita e sentì il peso della sua anima
e sentì il peso delle solitudini immorali.
Si sentì schiacciato e quasi soffocare
non era pronto a ciò che lo aspettava
ed era caduto per rigenerarsi…
quando si rialzò sentì di non appartenersi più
distese le braccia e si accorse d’avere due ali
infisse nelle sue scapole che si mossero sinuose dietro il suo capo
disegnando a modo loro l’ombra d’uno strano fiore ai suoi piedi
che si staccarono da terra
ed inizio a piroettare nel suo primo volo
si ritrovò a violare gli irosi segreti del cielo
e tutto gli sembro un’eterna miseria senza confini
avvolta in una perfetta bellezza
vide una cosa sotto di se
e si avvicino rapido restandosene a pochi metri dall’acqua
sotto di sè c’era quello che non si sarebbe aspettato
la sua nuova immagine trasportata delicata dalle correnti
lo stava ad osservare e soppesare con lo sguardo
di una creatura androgina…

.:.

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Fonte che non scorre nel senso suo
leggero volo senza fatica
pensiero eterno con tutto il resto
pelle che è tamburo della coscienza
cuore che pulsa il ritmo dell’Amore Universale
… eppure il Sole …
lasciar cadere l’ultimo bicchiere
con il tuo favorito liquore
e veder scivolar via anche le ultime ombre
risalire la schiena della notte
verso il sorriso della stella più stanca d’aspettare
essere qualcosa e poi cambiare repentino idea
non voler più apparire
essere bambino e piangere al fresco del mattino
… eppure il Sole …
giunge a riscaldare anche il più debole umore
«non lasciarmi cadere senza neanche un suono che
possa servire a ricordare
non lasciarmi evaporare senza aver nutrito di me un affetto»
… sei …
tutto eppure niente
la mia distruzione eppure niente
… sei …
il fascino della luna
l’ombra discreta che mi accompagna
… sei …
la corrente che mi consuma
la forza che mi spaventa
… sei …
un altro me eppure no
qui eppure no

.:.

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Senza resistere già consunto dal fuoco
predetto ed avverato
passo scalzo nella morbida sabbia dietro un oceano danzante.
Lei è cuore che si contrae
del sangue vero e del suo vero sangue
mi rivestirà un anello nuziale
«figlio scalzo dormi
ora prendi il sonno su di te
per non volare più»

mi dice la mia croce mentale
«vieni su di me
riposa in me»

ma lei è cuore che si contrae
del sangue vero e del suo vero sangue
mi donerà un fedele sorriso
«figlio senza nome
concediti il tempo che vuoi
per non volare più»

mi dice la mia croce mentale
ma non mi convincera’
«allontanati da me
inutile tentazione»

perché lei ora è in me
e se il suo cuore si contrae si contrae il mio cuore
e se sangue vero è il suo sangue vero sangue è il mio sangue

.:.

5155415454524F (4)

Passaggio verso un luogo che
possa contenere il peso di tutto ciò
questo mi appariva giusto chiederti
e se ho tanto freddo non è perché mi manca il calore
ma per l’intimità che cerco in noi
e se ti sembro fragile non credere
che una donna lo sia ma se lo diventa
è solo per donare calda seduzione all’uomo
che vuole le dia un passaggio per l’eternita’
verso quel sorriso che le riempie l’anima di quiete
Siediti qui vicino a me ed accosta il tuo orecchio al mio petto
sentilo ora battere caldo per te
smuove un mare inquieto dentro me
ascolta il mio cuore pulsare per te
Di essere ora la mia direzione
questo mi appare giusto chiederti
e se ho tanto freddo allora scaldami
dammi l’intimità che cerco in noi
e se ti sembro fragile stringimi a te
senti la mia anima brucia per te
si muove sotto pelle…respira per te
ascolta il mio cuore canta per te.

.:.

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Non ci sono più pareti
non ci sono più tessuti
ed il volo non è un volo
valore relativo hanno le cose attorno
Correre o volare ?
non so più qual è la forma del nostro viaggiare
non so più separare cos’è mio da ciò che si è mescolato
la mia anima è saldata da profonde giunture alla tua
Maschio o femmina?
non so più qual è la nostra natura
non so più separare la mia sensibilità dalla tua
la mia anima è riscaldata in profondità da te
Educato a rubare la luce del sole
abusato dalla comunità sociale
senza rispetto per nessuna divinita’
ora che mi sono incarnato con te cerco la speranza
che solo l’Amore Universale può dare
ed a lui le nostre voci innalzano il loro canto.
«sii il mio nuovo sole metà nero
sii il mio tetto…il mio rifugio
sii il muro per custodire da sguardi indiscreti il vero amore
sii la forza che mi manca quando le ferite quotidiane mi sopraffaranno
sii il concertino di viole ad aspettarmi quando mi sentirò solo al mondo
sii la mia libertà quando il mio volo sarà in catene
sii la mia colpa se è proprio necessario ve ne sia una».

.:.

dedicata a Roberta, totuspoteo


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Esistono sistemi "morali" nei quali, in caso di dubbio, al soggetto è fornita una giustificazione per operare la scelta. Ed esistono sistemi "immorali" nei quali la necessità diviene l'unico argomento per rendere accettabile la scelta. Poi vi sono sistemi "individuali" dove è possibile lasciarsi guidare dalla coscienza e molto spesso essa risiede nel cuore. L'uomo appartiene contemporaneamente a tutti e tre i sistemi. Così come colui che comprende e determina le decisioni da prendere e quelle che non si verificheranno mai. Accanto alla libertà umana vi é la libertà di Dio.

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