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nel salotto di Camu

Oggi ospiti del salotto di Camu sono il blogger Cateno ed il sottoscritto .:. Qualcuno potrebbe gridare al miracolo, qualcuno potrebbe gridare allo scandalo, qualcuno potrebbe gridare e basta. Io posso solo dire che Cateno è una persona squisita, Camu sarebbe delizioso se non avesse quel cane dai modi così incivili, però recupera subito con l’accoglienza del salotto. I divani di Camu sono comodissimi!! Avrei voluto tranquillamente riconciliarmi con il sonno arretrato, purtroppo in America gli “indigeni” sono proprio come nei film, fanno orari così diversi dai nostri, sparatorie in ogni dove, super-eroi che svolazzano fuori dalla finestra ogni santo momento, donne in lingerie (peccato non sempre avvenenti) che ti chiedono zollette di zucchero… uff… altro che recuperare il sonno. Insomma se mi volete male, almeno quanto io ne voglio a voi, o se mi stimate (ma dite sul serio?) potete anche lasciare un numero spropositato di commenti sotto quell’intervista perché così mi ha detto il dottore :)
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foto – un blogger insolito


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provo vergogna

Sono state spese parole per Eluana, anche troppe, e, dal mio punto di vista, senza nessuna cognizione di causa. La scienza è impotente in questi casi e le ipotesi non confortano. Molta della verità emergerà dall’autopsia, il resto resterà parte del mistero stesso della vita. Parole, parole e parole da parte di giornalisti, pure di provata esperienza, di medici che avrebbero dovuto rispettare il parere espresso da altri loro colleghi, di politici con smania di dover necessariamente apparire visibili, di piccoli uomini di una Chiesa sempre più piccola e agonizzante negli scandali. Quello che sento di dover dire, avendo scelto, ben prima d’ora, di non occuparmi della vicenda di Eluana, pur avendo tanto materiale giuridico per spiegare ai cittadini cosa stava accadendo, ecco quello che mi sento di esprimere è molto semplice: una donna è stata liberata dalla tortura della sua prigione. Un’istanza di libertà superiore a cui hanno risposto dei giudici italiani. Liberazione avvenuta in un regime di diritto. Non accettare questo stato di cose significa avere disprezzo per le basi sulle quali si fonda il nostro Stato e significa anche disprezzare la vita come bene. Eluana non ha trovato la pace per il capriccio di qualcheduno o per troppa leggerezza. La sua vita si è spetta, ed anche questa è una tragedia, ma l’evento morte è stato segnato dal raggiungimento di quel confine di impotenza che possiede l’uomo contro il destino e la malattia. Lasciarla morire, come sarebbe accaduto in natura, è stato l’unico modo per liberare questa donna dalla tortura di un’eterna prigione. Provo molta vergogna per quello che ho letto e ascoltato poiché i troppi che hanno parlato di vita e pavoneggiato di combattere in nome di un presunto partito della vita (ammesso che ve ne sia mai stato uno che inneggiasse alla morte) non si sono posti il dilemma se quella donna dovesse essere liberata dalla tortura della sua prigione. Provo vergogna per un sistema che prima consente la tutela di un diritto, dinanzi ad un giudice dello Stato, e poi bypassa, quanto statuito nelle aule di legittimi tribunali, ricorrendo alla urgenza di un provvedimento normativo. Provo vergogna per gli organi di informazione che hanno trasformato il caso di Eluana in una sorta di reality. Come cristiano provo vergogna per il comportamento dei rappresentanti cattolici che avrebbero dovuto dimostrare maggiore interesse per l’anima di una donna e non per l’involucro, ossia il corpo. Provo vergogna per tante ragioni ma sarebbero solo altre parole inutili e vuote.

hermansji .:.


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ringraziamenti e abruzzo blog award

Ieri sul tardi ho rimesso piede in Abruzzo, ringrazio del passaggio da Milano Giorgio e sua moglie. E’ stata una settimana intensissima e ricca di contraddizioni, qualcosa ha già anticipato Enrica nel suo post. Ho avuto il piacere di conoscere Ludovico, di conversare di tante cose con Enrica, essere adorato dalle cane e soprattutto curiosare tra i segreti nascosti della stanza di Tucci.

Ho fatto anche una prima esplorazione di Milano rigorosamente con mezzi o a piedi, abituandomi non solo a tutte quelle contraddizioni tra lusso e povertà, riproposte di continuo di strada in strada, ma anche a quella che mi è sembrata una perfetta organizzazione logistica unita ad una sorta di lentezza, come se a Milano si corra ma si abbia anche tutto il tempo per farlo, il contrario di Roma insomma… persino nei semafori.

Al mio ritorno ho trovato le targhe di premiazione della prima edizione dell’AbruzzoBlogAward. A dire il vero mi sto ancora chiedendo perché mi abbiano premiato e lo dico sul serio. Comunque non posso che gradire la sorpresa e ringraziare.

Così questo blog si è classificato primo per impaginazione, gestione dei contenuti e grafica a giudizio degli studenti dell’Università di Teramo, della facoltà di Scienze della Comunicazione e del corso di Laurea in Scienze del Turismo culturale di Giulianova sotto la guida dei Professori Franco Eugeni, Attilio Falchi e Raffaele Mascella, gli stessi studenti sono anche autori di alcuni blog a carattere turistico, tra questi: FossacesiaTurismo, AlannoTurismo, SanVitoChietino, Mesagne (Br), RipaTeatina, Montepagano, Pineto.

Questo è il video della manifestazione:


ABCDiritto invece, non essendo in concorso, ha comunque ricevuto un premio speciale per la validità dell’iniziativa.

Ci sono state polemiche, anche sul sistema di voto, ma credo che la Redazione del Giornale terrà in considerazione i suggerimenti e le critiche avanzate.

Non mi resta che ringraziare ancora per i premi ricevuti, così come l’intero staff del Giornale d’Abruzzo. Auguro che l’AbruzzoBlogAward cresca nel prossimo futuro fino a diventare l’evento per i blogger abruzzesi ed il binomio con l’Università, dal mio punto di vista, è stata una scelta azzeccatissima.

Riepilogo della premiazione:

Per la sezione “People Jury Award

Primo classificato: Paolo Garrisi

Secondo classificato: Animah
Terzo Classificato: Diario di bordo del capitano Emiliano Bruni

Per la sezione “Università di Teramo Special Award

Primo classificato: hermansji .:.
Secondo classificato: Pensier in eccesso
Terzo classificato: A chiare lettere

Per la sezione “Giornale d’Abruzzo Special Award

Primo classificato: Alessandro Battista
Secondo classificato: La curiosona
Terzo classificato: The Novecento’s Post

Per la sezione “fuori concorso Blogger Special Award

Vasto blog
ABCDiritto

Per la sezione “in concorso Blogger Special Award

Sara Taricani
Vincenzo Di Biaggio
Paolo Gatti


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ringraziamenti

Sono tornato da qualche ora in Abruzzo, dopo uno spostamento per impegni. Faccio un breve post di ringraziamento per l’incoraggiamento a Rick che addirittura mi ha dedicato un intero spazio e proprio ora sto staccando l’assegno… erano due gli zeri vero? ;)

Ringrazio anche le persone (Mitì, Sara, Paolo Bee, Cristiano, Skip), poche ma buone, che hanno commentato sotto quel post e che non aspettano un mio assegno vero? :confuse:
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ps. il post ha carattere volutamente ironico, per ogni dubbio e per sensibilità eccessivamente suscettibili fare comodamente riferimento a questa pagina!!


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(con)tenuti II° parte … litcamp 2007

Eccoci agli ultimi interventi nella sala 1. Dopo esserci riempiti il pancino con i prodotti della san lorenzo , fatta la conoscenza con il progetto altrementi , si riparte con gli interventi :

e) sic scrittura industriale collettiva

Il concetto è quello di creare il primo metodo di approccio per la scrittura collettiva. Ok. Ma quell’ “industriale” è una provocazione spero? Il metodo in parole spicciole “organizzazione ed ottimizzazione”. Tutti devono partire allo stesso modo. Vengono distribuite le schede dei personaggi individuati da un soggetto di partenza. Ogni scrittore “collettivo” dovrà individuare le locazioni. Lo stile narrativo e tutti gli altri attributi rilevanti. Poi il direttore artistico (ma non era collettivo? quindi c’è il capo :) ) segue l’ordine di queste schede ed organizza il materiale (anche modificandolo) in modo da attribuire una coerenza all’insieme. Il frutto sarà la scheda definitiva. E si parte all’editing. E’ all’arrivo il romanzo “industriale”. Ok. Certo il metodo può funzionare. Si applica in sequenze ed otterrò il composito. Il problema ? Questa sarebbe la ricetta per un “buon libro” ? Non credo. E’ qui che si nasconde davvero l’industriale. La scrittura dovrebbe essere si collettiva ma superando le regole, o meglio che ogni scrittore apporti le sue. Senza “editing”. Senza “revisione”. Uno stile diverso per ogni pagina. Qualcosa che non ti aspetti lettera dopo lettera. Ok. Il futuro può attendere. Manca il coraggio di vederlo. Peccato i blog “collettivi” promettono proprio questo. Ma forse qualcuno mente :)

f) alessandro bonino e fincipit

Ci spiega, in modo intelligente, di come se uno comincia a cazzeggiare in rete… vengono fuori un sacco di idee. Arriva il nome giusto “fincipit”: prendi l’inizio di qual cosa e votalo allo sterminio in poche battute. Però fallo morire in maniera intelligente. Il “fincipit”, nato come gioco forse inconsapevolmente è diventato una piccola chiave di volta (a saperlo prendere perché in superificie assomiglia al cazzeggio). Ma a saperlo prendere coinvolge ed arma allo spirito della lettura. Arma nel senso che poi, l’incipit proveniente da un romanzo, da una canzone, oltre a cambiare di logica muore appunto… ma prima di morire l’hai dovuto cercare. E non deve essere banale. Ecco l’effetto. La prima. La seconda lettura. E poi la prima e la seconda scrittura. Tutto si sovrappone. Anche il tempo tra i testi letterari si aggira. Si annulla anche la distanza intimista con lo scrittore “impegnato” e forse questa è la cosa migliore. Tutto torna normale… o quasi :)

g) strelnik

Che ci racconta di come è iniziato e poi si è concretizzato il progetto di ‘a pinokkio’s bloody binary story’. Ossia della totale dissezione di un classico sotto licenza creative commons. Esperimento di riscrittura collettiva.

g) Brunella Flounder

Il litcamp ri-decolla. Esploriamo allora un altro concetto di stanze quelle della babele e scopriamo il progetto buràn. Ma che bello (ops che bella … si la Flounder è una bella donna ma non distraetevi please…) dicevo che bello questo buràn ha una doppia valenza perché non solo porta il messaggio di una scrittura “lontana” ma permettere anche la “sovrascrittura” con l’intervento del traduttore. E’ come se il messaggio venisse “simbolicamente” tramandato. Adattato alla comprensione della nuova lingua. Avete capito? Un motivo in più per visitare buran.

h) Luca Grivet

Presentazione del libro di luca grivet “stampato” a mezzo lulu.

l) sudate carte

Progetto universitario del politecnico di Torino, sulla falsa riga dei concorsi letterari.

m) Enrica Garzilli

Ok. Torniamo a decollare. Potete ascoltare il suo interessante intervento a questa url: http://www.catrame19.it/podpress_trac/web/60/9/litcamp-oriental4all.mp3.

n) Gilgamesh

Che ha provato abilmente a “riassumerci” senza uso di slide lo stato della proprietà intellettuale, tra self-publishing, copyleft, creative commons. Peccato davvero per il tempo. La sua presentazione era interessante e ben definita. Peccato che mi sarebbe piaciuto un bel confronto proprio su questi temi.


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(con)tenuti… litcamp 2007

Ok. Questa è la seconda parte e qui devo parlarvi dei (con)tenuti :) . Tenuto conto che era il primo litcamp, ho apprezzato l’organizzazione e la piccola febbre palpabile nell’aria di riuscire a coinvolgere i mondi, parecchio gelosi dei loro scrigni, della “scrittura” tradizionale e di quella digitale. Ho apprezzato lo sforzo di chi è riuscito a condividere la sua esperienza anche dovendo tagliuzzare qualche cosa alla fine. Ho apprezzato meno le troppe volte che si è detto “free”, perché sembrava tanto “sugar free”. Ed ancora meno in alcuni l’aria di “arrivati” esattamente dove?

Io ho seguito gli interventi nella sala 1…

iniziamo con :

a) lulu

Brave le ragazze che hanno curato l’intervento. Ma l’aver puntato troppo sul “self-markenting” mi è sembrato stonasse con l’ambiente. Parole che viaggiano sfiorando 180.000 copie. Bene. Preciso. L’autore diventa editore di se stesso… ma lulu come descritto non sembra l’alternativa all’editoria più che altro una stampante virutale con annesso spazio visibilità.

b) delymyth

Ok. Cambio di rotta. L’intervento mi è piaciuto. Si inizia a parlare di contrasti. Libri mediali o libri cartacei? Il vecchio sarà superato dal nuovo? La nostalgia dell’animale “uomo”, affezionato al suono caldo del vinile, combatterà l’avanzata dei sogni digitali? Così ecco una piccola e sincera difesa del libro cartaceo. Del rumore della carta sfogliata e dell’odore del libro appena comprato. Contrasti da una blogger che poi sogna “il tutto integrato” e fa un eccessivo uso del desktop rotativo sul suo portatile :) :) … non ti gira la testa ?

c) francesco forlani

Qui cominciamo ad innalzare il livello degli interventi. Forlani spinge l’ acceleratore sui blog collettivi. Il singolo non come fucina delle proprie idee ma inserito all’interno del mondo strutturato, in collaborazione con idee che si annusano già nell’aria. Disponibili a tutti e per questo fonte di ispirazione continua per tutti. La partecipazione come l’essere rete poiché non esiste una vera separazione tra letteratura in rete e letteratura cartacea. Il concetto di rete è la comunità semplificata verso l’azione comune. In questo dunque e’ l’esclusivo ed unico vantaggio del web rispetto alla scrittura tradizionale. La mancanza di vertice, tramutando lo sforzo dei blogger al nuovo, alla costruzione del “nuovo” in termini di solidarietà. Così l’uscita del numero/fascicolo “virtuale” si arricchisce di contenuti vari ed inaspettati. Il contenuto è per tutti diverso… come degli occhi che guardando il medesimo soggetto eppure un soggetto diverso. Questa differenza permette al blog di divenire strumento di lettura.

d) iliad

Non poteva mancare il punto di incontro tra classico e digitale con la presentazione del bel reader della irex technologies. Ho curiosato per bene ed ammetto che l’oggetto in questione mi attrae. Bellissimo il display effetto pagina di libro, con trattamento a/r della superficie e tecnologia adatta per la lettura in qualsiasi condizione di luce. Capacita di memoria di circa 400 e-book “ottimizzati”. Ampliabile via compact flash o mmc. Possibilità di prendere annotazioni e sottolineare le pagine. Connessione wifi. Trasformabile in lettore di mp3. Autonomia di circa 12 ore (un po’ scarsa devo dire).

Continua prossimamente.


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(at)torno ed (in)torno… litcamp 2007

Sono arrivato a Torino alle 7:20 della mattina del 12 maggio, con addosso un po’ della stanchezza tipica del viaggiatore. Per intenderci il mio piccolo viaggio è cominciato alle ore 15 del giorno prima. A farmi compagnia c’hanno pensato Cecilia bartoli, Depeche Mode, Lacuna Coil, Avion Travel.

All’arrivo seguo le indicazioni fornite dal Bravuomo, al fine di deviare ed andare a zonzo per frugare un pochino tra le gonne di Torino. E’ la torinese era addormentata. Non mi son potuto prendere lo schiaffone. Peccato :)

Ed ecco il contrasto ad educarci su come gira il mondo fregandosene delle nostre comode e stupide carriere di carta pesta.

Ridendo e scherzando con la torinese si sono fatte quasi le nove. E’ ora di di curiosare i preparativi del Litcamp

Mi avvio all’ingresso e faccio quello che mi riesce meglio ossia il finto tonto :) . Così invado a modo mio lo spazio del bellissimo Palazzo Granieri.

Oddio devo tornare indietro. Qualcuno bussa al vetro dell’ingresso. E’ un vip della blogosfera… davvero? Quindi esistono !!! Pensavo fossero “esoterici” . Eppure sarà stata la timidezza per la torinese. Ecco, la blogstar con il suo kit tecnologico invidiabile (ovviamente invidiabile per me che ho il brutto vizio di bruciare con il rendering del sequenzer la cpu :( ), con tutto il suo occulto potere sulla materia informatica, possibile che gli resti difficile digitare il codice in sequenza per aprire la porta? Forse le blogstar non leggono? C’è un cartello… dove? Lì sulla pulsantiera… non serve risalire all’algoritmo per creare il seriale. Digiti il codice che trova scritto lì… ok? :) … :( un avvocato fa da usciere … :( … ok ? facciamo pace? ti mando il parrozzo??? :)

gli organizzatori sono gia’ al lavoro…

Torniano al Litcamp, io curioso tra quello che combinano e faccio la conoscenza con il bravuomo e con tony che ha una bella maglietta della mitica metro olografix. Cominciano ad arrivare altre persone e finalmente si arriva al dunque. Nel frattempo sono riuscito a depositare da qualche parte il libro dono che avevo portato (quartine di omar khayyàm). Faccio la conoscenza con Vittorio Pasteris… poi con Effe… con Elena Franco. Incontro Enrica e facciamo lunghissime chiacchierate sarà stata la noia? Faccio la conoscenza con Pandemia, il quale resta un secondo crucciato dalla duplice notizia che sono avvocato e che ho comperato una rivista di hacking. Ma poi si riprende. Scopro che qualcuno si è imbattuto in questo blog ed è sopravvissuto. Infatti non si ricorda nulla di quello che ivi è scritto. Ritengo questa la prova inconfutabile che si tratta di miei lettori :) … nell’ordine sparso … eioGilgamesh … ops… non era cosi’ sparso :)

Sugli interventi scriverò un altro post… domani…


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litcamp 2007

se non ci sono problemi all’orizzonte parteciperò anche io al “litcamp”… quindi metto il bannerino in questo post :)

“Sabato 12 maggio, dalle 10 alle 18, presso il Circolo dei Lettori di Torino situato nello storico Palazzo Graneri della Roccia in via Bogino 9, si terrà “La Rete dei Segni”, primo litcamp (barcamp letterario) italiano sul tema di come cambia la scrittura e l’editoria all’epoca di internet.
L’evento si svolgerà in contemporanea con la Fiera del Libro di Torino per garantire la possibilità ai visitatori della Fiera di partecipare al Litcamp e viceversa.”
Maggiori informazioni qui : http://litcamp.wordpress.com/about/

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Esistono sistemi "morali" nei quali, in caso di dubbio, al soggetto è fornita una giustificazione per operare la scelta. Ed esistono sistemi "immorali" nei quali la necessità diviene l'unico argomento per rendere accettabile la scelta. Poi vi sono sistemi "individuali" dove è possibile lasciarsi guidare dalla coscienza e molto spesso essa risiede nel cuore. L'uomo appartiene contemporaneamente a tutti e tre i sistemi. Così come colui che comprende e determina le decisioni da prendere e quelle che non si verificheranno mai. Accanto alla libertà umana vi é la libertà di Dio.

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