l’architrave

Pubblicato il 25 agosto 2010 in prosa, riflessioni da hermansji

Amore? Amore? Amore… e lo chiami per nome come se fosse la porzione di quella parte che si aggrappa a me e vuoi offrirmela fino in fondo.
Amore, amore, amore… vuoi condividerlo con me per farmi entrare sotto la coperta della dolcezza che abita la tua anima. Notturna mi abbracci per baciarmi oltre quelle porte di dolore che tieni chiuse per non crollare da sola.
Ma non sai che io ti ho ascoltato, non so nemmeno come spiegartelo. Ho percepito qualcosa nel suono della tua voce già dalla prima telefonata, il rumore di quelle lacerazioni che nascondi quasi con vergogna.
Riuscirò a filtrare tutto il rumore di fondo del tuo dolore per ritrovare le frequenze della tua anima? Non lo so, qualche volta mi sento solo un puntino che non può darti la forza che cerchi.
Altre prendo le misure di questa parete di notte, con martello e scalpello ricavo lo spazio per l’architrave e mi sembra quasi di poter riuscire a portare a termine un’apertura che farà entrare il sole di cui abbiamo bisogno.
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la fame della mia anima

Pubblicato il 26 luglio 2010 in prosa, riflessioni da hermansji

Prendo la parte dell’odio che mi appartiene e me la faccio bastare, fino ad alimentare la lampadina mentale che tiene in vita sogni e desideri. Poi vengo a prendere il cibo che alimenta la fame della mia anima, affondo i miei denti nella tua carne e questo abbraccio ha dentro la paura di fare troppo male… le bestie non hanno un cuore, le bestie non hanno che un pozzo nero da osservare attraverso gli occhi.
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saranno anche solo parole

Pubblicato il 25 luglio 2010 in prosa, riflessioni da hermansji


E le parole saranno anche solo parole, assomigliano però a quel letto di pensieri dove prendere sonno o restare svegli come resto io… a pensarti abbracciata a me. Magari anche a riflettere se c’è un prima e un dopo delle parole? Forse saranno le paranoie, forse sarà che ho voglia di sentire il sapore della tua pelle. E ho in mente un fotogramma dietro l’altro di quando la tua bocca si aprirà mentre chiudi gli occhi, mentre attendi di sentire le mie labbra sulle tue a cercare, cercare te. E tu? Dormi, dormi e, quando vorrai svegliarti, vieni da me a scegliere il colore che vuoi dare alle vesti di questi miei pensieri…
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la carne ha fame #3

Pubblicato il 18 luglio 2010 in collaborazioni, prosa da hermansji

Continua la collaborazione “sperimentale” con Elisa Gianola.

Lei da corpo alle mie parole.

Buona lettura.

(Fotografia: Elisa Gianola – Tutti i diritti riservati)

In queste braccia di risveglio, in questo piccolo nido di carne e sangue, mentre colle dita afferro per i capelli e spingo a me questa voglia di te, mi ritrovo a guardarla come se i suoi fossero i miei stessi occhi. Ho la sensazione di possederla ma solo per spingerla al limite anche del godere. La mia anima si sveglia, all’improvviso, avvolta di peccato come un sole rovesciato che inghiotte tutto questo calore. Lo succhia via dai suoi capezzoli ma per restituirlo, solo per restituirlo a lei con dolce ferocia.

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Graffiare il cielo?

Pubblicato il 17 luglio 2010 in prosa, riflessioni da hermansji

Mentre noi abbiamo anche bisogno di dormire, il crossover musicale continua a pulsare dalle casse per annegare la noia del caldo che disegna, disegna i contorni di un giorno che non vuole tramontare. Cosa resta di questo nostro graffiare il cielo a metà? Un groviglio di cicatrici, la superficie delle nostre anime a contatto produce onde di sangue… un mare dove lasciar galleggiare ciò che conosciamo di noi, le prigioni dove teniamo rinchiusa la parte più esposta e vulnerabile dei nostri affetti. Grovigli, grovigli, noi siamo grovigli di vite e di cose non dette… vieni a saldare la tua schiena contro la mia, unisciti a me. E in questo dormiveglia, ti cerco per leccare un altro bacio dalle tue labbra, in questo dormiveglia ho anche voglia improvvisa di sentire il tuo sapore salato, ho voglia della tua femminilità e di succhiarla via con me.
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la carne ha fame #2

Pubblicato il 30 giugno 2010 in collaborazioni, prosa da hermansji

Continua la collaborazione “sperimentale” con Elisa Gianola.

Lei da corpo alle mie parole.

Buona lettura.

(Fotografia: Elisa Gianola – Tutti i diritti riservati)

La carne ha voglia di labbra che riescano a succhiare via ogni traccia di questo nero oceano d’inquietudine. Ha sete di solcare la pelle colla profondità d’una lingua di pensiero mentre si fa più duro il dolore, mentre le dita afferrano improvvise le tue per ferirsi tra loro come a disegnare contorni erosi di questo calore umano.

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la carne ha fame #1

Pubblicato il 27 giugno 2010 in collaborazioni, prosa da hermansji

Collaborazione “sperimentale” con Elisa Gianola.

Lei da corpo alle mie parole.

Buona lettura.

(Fotografia: Elisa Gianola – Tutti i diritti riservati)

C’è un crocicchio furente di pensieri dentro la mente, come se ribollisse all’improvviso l’anima del mondo ma attraverso i miei occhi. Le dita si trasformano, lente mutano nella piega di quegli oscuri fiori di carne, con le spine sufficienti a penetrare e lasciare lividi sulla pelle della realtà.

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un posto del mondo

Pubblicato il 21 giugno 2010 in prosa, riflessioni da hermansji

In quale posto del mondo ti sei messo a cercare la verità anche se non la vuoi ascoltare? E’ viola, non sarà come il cielo, nemmeno come il sangue che ti fa sentire d’avere il mare dentro, non sarà il cuore perché ti eri pure dimenticato di averlo indossato. Sentirsi sbagliato, viola oggi è solo questo … la domanda che attende la sua risposta ma non vuoi introdurla nelle stanze della mente. E allora? Quanti rapporti sbagliati, quanti abbracci di cui senti improvvisamente la mancanza? Quante parole che non torneranno più, quante volte ti è sembrato che le ombre attorno ti sorridessero un po’ conducendo a te la luce rubata al sole? Hai allungato il braccio per ricevere la tua dose di verità sbagliata direttamente dentro le vene indurite come radici. E la voce, quella dentro la mente, quella che pronuncia il suo mostro… ripete il suo mostro mentre le dita di tua madre cercano di non farti ascoltare, ti avvolgono ancora per non farti vedere tutto quell’odio che si rifletteva nella tua rabbia improvvisa, i tuoi occhi larghi e carichi d’odio. Lo stesso odio che ti ha maculato gli occhi e non ti fa più vedere come vorresti, lo stesso odio che ti ha avvelenato l’anima ed è ora quello che tu sei… senza via d’uscita. La casa divisa a metà, un’intera vita divisa a metà, i pavimenti della mente abitati solo da scorpioni. In quale posto del mondo ti sei messo a cercare la verità che ti fa così male?
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quanto pesa un’anima?

Pubblicato il 20 giugno 2010 in prosa, riflessioni da hermansji

Quanti intervalli per sentire che la tua mente si schiude, come un fiore coniugato in mille forme della tua femminilità, si schiude semplicemente per lasciarti scivolare tra le mie braccia. Ti contrai come il pensiero nella mia mente e sei dolce ma le tue spine insicure si conficcano più forti nella mia pelle, non vuoi cadere del tutto dentro questo mio oscuro cuore. Espandi il tuo profumo, resti in attesa del mio cercarti e sorridi come se avessi ingoiato nel tuo sguardo solare tutte le notti, tutte le notti che avrò sognato mentre avanzava la marea per annegare dentro ogni teoria sul senso di questa banalità che ci ostiniamo a chiamare vita. E m’osservi, riesci a percepirla la luna attraverso i miei occhi? Riesci a vedermi attraverso l’allunaggio di pensieri che ci rimescola voglie e anche tanta paura di noi? Resti come un giardino fiorito d’improvviso, qui tra le mie dita per ascoltare il nostro respiro che s’annoda a tenere fermo un ostinato aquilone mentale contro il dolore. E domani? Quando saremo al confine dei giorni? Forse ci sembrerà che il mondo sia stato disegnato chissà quando, col tratto violento ma di semplici pastelli… resta ad abbracciami, mentre si riflette lo sbattere d’ala di me nei tuoi occhi, mentre lo scorpione ti mostra il suo calore, prendi il sapore del mio bacio, ci sono così tanti grovigli nella mia mente che ho paura di perdermi. Quanto pesa un’ anima? Giorno dopo giorno, in questa consunzione della nostra carne, in questo migrare nella soluzione finale verso il nostro futuro che altro non è che andare incontro alla fine… voglio conservare tutti i miei sentimenti, finiranno prima o poi, perché non pesano più di quanto possa mai farlo il buio della mia anima. Poi arrivi così vicina alle dosi del mio veleno e ti lasci attrarre da ciò che più ti spaventa di me. Mi prendi la mano e m’inviti a camminare dentro al rovescio della notte, vuoi portarmi ad osservare atti di ribellione che scendono giù dal pianto delle stelle, come aculei rovesciati di noi pronti a mordere tutto e tutti.
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Etichette

Pubblicato il 16 giugno 2010 in prosa, riflessioni da hermansji

Etichette ma il futuro non riesce a lavarle via e così stingono solo i ricordi, sanguinano come quelle semplici statue del tuo dio universale. Eppure non hai niente da dire, sanguini dalle ferite come me, come tutti noi. Tu non hai nessuna verità che riesca a scaldarti quando arriva l’inverno, quell’inverno oscuro dentro l’anima. Resti da solo colla tua cecità che ti costringe a continuare ad attaccarmi addosso le tue stupide etichette. Quando cadono prendi i chiodi, ti avvicini col tuo martello morale e provi a conficcarmele così.
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