tutte li fundanelle

Pubblicato il 28 agosto 2010 in abruzzo, poesia, riflessioni da hermansji

Tutte li fundanelle se so’ seccate
pover’amore mè more de sete.

Trummalaririlà, l’amor’è bbelle,
trummalaririlà, ‘vviva ‘ll’amor!

Amore, mi te’ sete, mi te’ sete.
Dov’elle l’acque che mi si purtate?

Trummalaririlà, l’amor’è bbelle,
trummalaririlà, ‘vviva ‘ll’amor!

T’aje purtate ‘na giara de crete
‘nghe ddu’ catene d’ore ‘ngatenate.

Trummalaririlà, l’amor’è bbelle,
trummalaririlà, ‘vviva ‘ll’amor!

(canto popolare abruzzese di anonimo)


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l’architrave

Pubblicato il 25 agosto 2010 in prosa, riflessioni da hermansji

Amore? Amore? Amore… e lo chiami per nome come se fosse la porzione di quella parte che si aggrappa a me e vuoi offrirmela fino in fondo.
Amore, amore, amore… vuoi condividerlo con me per farmi entrare sotto la coperta della dolcezza che abita la tua anima. Notturna mi abbracci per baciarmi oltre quelle porte di dolore che tieni chiuse per non crollare da sola.
Ma non sai che io ti ho ascoltato, non so nemmeno come spiegartelo. Ho percepito qualcosa nel suono della tua voce già dalla prima telefonata, il rumore di quelle lacerazioni che nascondi quasi con vergogna.
Riuscirò a filtrare tutto il rumore di fondo del tuo dolore per ritrovare le frequenze della tua anima? Non lo so, qualche volta mi sento solo un puntino che non può darti la forza che cerchi.
Altre prendo le misure di questa parete di notte, con martello e scalpello ricavo lo spazio per l’architrave e mi sembra quasi di poter riuscire a portare a termine un’apertura che farà entrare il sole di cui abbiamo bisogno.
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altrove?

Pubblicato il 19 agosto 2010 in prosa, riflessioni da hermansji

Devo averlo scritto piccolo, troppo piccolo il mio ultimo pensiero d’amore per te, perché oggi ho l’impressione di avere anche il fiatone. Sarò davvero sveglio? Osservo il mondo ma non mi sento pronto a fare incetta di dettagli. Vorrei, vorrei soltanto restare sotto le coperte con te. Il mondo attraverso gli occhi. Sarò sveglio davvero? Magari solo perché ad immagine e somiglianza di qualche nevrotica divinità? Forse hanno ragione gli altri, possedere il pensiero ci fa stare eretti per dominare anche senza niente da dire… erette scimmieuomo nel vuoto che sorge improvviso e livido di splendore. Smarrisco anche questa stupida riflessione e torno da te, torno a pensare colla voglia di prenderti per fare l’amore e leccarti di dosso ogni pudore. E se fosse tutto qui l’altrove? Se fosse il ritmo del nostro respirare, i tuoi capelli che raccolgo colle mani. Se fosse solo uno stare sopra quel tessuto di parole che restano all’angolo… come se avessimo intrapreso un viaggio senza neppure muoverci. In onda io e te attraverso un flusso di pensieri dove vorrei condurti mia. Ho le dita che raccontano sulla tua pelle, raccontano e descrivono le vie dove restavamo abbracciati mentre Roma ci respirava attorno. Guardami negli occhi mentre ti bacio, guardami perché tutto il resto è solo un punto estremo di questo universo. Il mondo per queste ore non esisterà più. Ecco, questo altrove è per me una nuova nascita in un bozzolo dove siamo semplicemente io e te. Forse è solo che ascolto una canzone che a te piace, una canzone che si chiama “Altrove”. Ti penso così e scrivo piccolo, troppo piccolo altri pensieri d’amore per te.
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questo sono io

Pubblicato il 4 luglio 2010 in prosa, riflessioni da hermansji

Lettere di sangue e carne scritte all’improvviso, accarezzate una lettera dietro l’altra ma solo per sentire come suonano poi sulla tua pelle. E questo dolce restare in attesa delle mie labbra, mi fa desiderare d’ascoltare in quanti modi poi il tuo respiro può ancora cambiare.

Cuore floreale ed infezione di scorpione, disegno stanze e apro porte soltanto leccando la tua pelle. Poi torno a bussare per vulnerare quel tuo grido di dolore, per farti aggrappare a me mentre il mare ondeggia irrequieto e specchia nell’oscurità solo queste stelle immorali.

Ma rispondi? Sono solo tante domande quelle che lascio, come rosse sfumature, sulla tua femminilità. Qualche volta restano anche piccoli lividi di piacere, andranno via mentre tutto sarà chiuso dentro il segreto della nostra pelle.

Rispondi? Queste frequenze, il ripetitore sbagliato che ho dentro la mente, l’universo di te che assorbo, rispondimi. Quanto fa male il conto umano da saldare prima che t’offrano un altro bicchiere di questo calore?

Scoprire con te quanto è salato il sapore che abbiamo di noi sulle labbra, mentre si mischia al suono sbagliato che ha ogni addio, e ricorda quanta è amara, inutilmente complicata e stupida la vita.

E se ti amo ti lascerò anche andare via…
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ad immagine di chissà quale Cristo,

Pubblicato il 26 giugno 2010 in prosa, riflessioni da hermansji

Ad immagine di chissà quale Cristo, andando a menadito per percorsi che sfuggono nel dilatare il senso del tempo, tutto ha poi quella sua andatura così urlante mentre si scalda dell’altro caffè. Pigra la fiamma prende a bruciare, attorno ancora pieghe e sintomi, tu che sai oziare anche adagio, tu che hai appesantito l’amore legandolo duro fino a farlo soffrire, io che ho preferito farlo godere senza fretta. Quanti occhi rubati mentre smarrivo l’importanza del ricordare quante volte, quante sante volte altro peccato ha suturato la ferita d’un peccato a cui ho rinunciato. E tu che mi parli ma io non ho nessuna voglia di comunicare, avrei solo dell’altra voglia quella di prenderti per i capelli e consumarti le labbra colle mie fino a sentire il dolore anche solo di aver questo bisogno di te. A fare danni tra le attese e le pretese delle lenzuola, come a pronunciare le preghiere, quello forse sono bravo anche da me o forse devo accettare la tua complicità e farti prendere fiato ogni tanto. Restare qui a vedere il giorno a far da puttana per il mondo, coll’immagine sbiadita di questi dettagli troppo umani che sono andati a frantumarsi in un monte di pegni, il legame sbagliato, l’aborto che non ci siamo mai detti. Aspetta forse con questo caffè, forse ho trovato quel senso buono del tempo… solo che proprio non mi ricordo e, poi, che ci fanno i tuoi occhi ad osservarmi qui?
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resti o vai via?

Pubblicato il 21 giugno 2010 in prosa, riflessioni da hermansji

E l’hai mai sentita la mia voce quando è trattenuta dentro la mente ed urla muta al punto d’attraversarti soltanto dagli occhi? Tu che hai anche paura, non hai abbastanza calore per avere davvero paura di me… di quello che posso rubarti mentre ti abbraccio e ti lascio ascoltare il battito della vita scorrermi dentro. Così non lasciarti trasportare dove io ti condurrò, perché ti addormenteresti in questo mio desiderio di te, arrivando anche a dimenticare che in realtà sono sempre una creatura a metà, mezza farfalla mezzo scorpione. Non affezionarti a queste mie attenzioni, riprendi il sole con te e portarlo via… lontano da qui. La vita brucia come l’ennesima ferita, contro di essa non puoi opporti come vorresti perché tante cose vanno inghiottite così come le hanno cucinate. Resta aperto quel cassetto dove tengo le parole d’amore che non ho ancora germogliato per te. T’osservo, vedo la tua indecisione, non sai in cosa credere e cerchi di trovare la verità accarezzando gli oggetti che arredano questa stanza, annuso la tua paura…
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avvolgente

Pubblicato il 21 giugno 2010 in prosa, riflessioni da hermansji


(Fotografia di Laura Koan (c) tutti i diritti riservati)

Avvolgente come avere una cosa che brucia dentro e più la smarrisci per non ascoltare più tornerà a stringere. Non mollerà fino a condurti dentro ai nodi della carne, a graffiarti di dettagli perché anche la pelle assorbe per restituire il piacere a modo suo. E di quali confini mi vuoi parlare? Ora che sei qui, semplicemente donna ammalata di febbre di vita, ora che sei scivolata dentro la rete delle perturbazioni che ho preparato con questa corda di pazienza. Vieni a farti sciabordare nella profondità di queste strade di sangue che ci attraversano sotto pelle. Chiamano, invitano a penetrarle per osservare da vicino quanto male possono fare le emozioni quando arrivano a toccarsi colle dita.
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(Fotografia di Laura Koan (c) tutti i diritti riservati)


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soglia di pensieri

Pubblicato il 21 giugno 2010 in prosa, riflessioni da hermansji

Soglia di pensieri da attraversare a filo di parole così logore che non possono rivestire quel che resta di questo giorno. Si apre anche la notte in cerca di carezze, abbottoniamo le ferite, mostriamo lo sguardo che potrebbe bastare per tenerci vivi ed imprigionati a lei fino al prossimo domani. E sarà come succhiarle via tutto l’amore che c’è, finché ci concederà di restarle abbracciati e di spingerle dentro quella fame e voglia di spegnere le fiamme di vita che ci avvolgono. Ci donerà tutto il suo calore, finché ci verrà a mancare la forza e il cuore per desiderarla ancora.
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quanto pesa un’anima?

Pubblicato il 20 giugno 2010 in prosa, riflessioni da hermansji

Quanti intervalli per sentire che la tua mente si schiude, come un fiore coniugato in mille forme della tua femminilità, si schiude semplicemente per lasciarti scivolare tra le mie braccia. Ti contrai come il pensiero nella mia mente e sei dolce ma le tue spine insicure si conficcano più forti nella mia pelle, non vuoi cadere del tutto dentro questo mio oscuro cuore. Espandi il tuo profumo, resti in attesa del mio cercarti e sorridi come se avessi ingoiato nel tuo sguardo solare tutte le notti, tutte le notti che avrò sognato mentre avanzava la marea per annegare dentro ogni teoria sul senso di questa banalità che ci ostiniamo a chiamare vita. E m’osservi, riesci a percepirla la luna attraverso i miei occhi? Riesci a vedermi attraverso l’allunaggio di pensieri che ci rimescola voglie e anche tanta paura di noi? Resti come un giardino fiorito d’improvviso, qui tra le mie dita per ascoltare il nostro respiro che s’annoda a tenere fermo un ostinato aquilone mentale contro il dolore. E domani? Quando saremo al confine dei giorni? Forse ci sembrerà che il mondo sia stato disegnato chissà quando, col tratto violento ma di semplici pastelli… resta ad abbracciami, mentre si riflette lo sbattere d’ala di me nei tuoi occhi, mentre lo scorpione ti mostra il suo calore, prendi il sapore del mio bacio, ci sono così tanti grovigli nella mia mente che ho paura di perdermi. Quanto pesa un’ anima? Giorno dopo giorno, in questa consunzione della nostra carne, in questo migrare nella soluzione finale verso il nostro futuro che altro non è che andare incontro alla fine… voglio conservare tutti i miei sentimenti, finiranno prima o poi, perché non pesano più di quanto possa mai farlo il buio della mia anima. Poi arrivi così vicina alle dosi del mio veleno e ti lasci attrarre da ciò che più ti spaventa di me. Mi prendi la mano e m’inviti a camminare dentro al rovescio della notte, vuoi portarmi ad osservare atti di ribellione che scendono giù dal pianto delle stelle, come aculei rovesciati di noi pronti a mordere tutto e tutti.
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e sei la pelle che vorrei

Pubblicato il 13 giugno 2010 in prosa da hermansji

E sei la pelle che vorrei. Il sapore da leccare di te come se volessi strapparti a forza da questa normalità. Sei, quella tenerezza che ho dovuto scavare per trovarla. Sei accogliente e ti stai bagnando mentre ti lecco i pensieri via, li lecco per condurti dove voglio io. Così sei, sei una donna tutto qui. Eppure è a te che dedico questa marcia di carne, questo pensiero pulsante per accordare il tuo piacere al mio volere. E sei, ora anche questo sei, il raggio d’una ruota che ho dentro la testa, descrivimi la circonferenza del mondo… dimmelo tu cosa c’è oltre il noi, dove è il mondo mentre mi accarezzi le guance e mi chiedi di non smettere? Quanta rabbia che ho già visto, quanto odio ho schivato perché la bestia non si svegliasse… quanta fame di te ma tu non sai quello che ora sei. Ho succhiato la tua pelle e rossi lividi mi sorridono come tanti boccioli di te. Sei, questo sei il calore improvviso che mi accoglie mentre ti penetro e mi abituo a te.
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