Lettere di sangue e carne scritte all’improvviso, accarezzate una lettera dietro l’altra ma solo per sentire come suonano poi sulla tua pelle. E questo dolce restare in attesa delle mie labbra, mi fa desiderare d’ascoltare in quanti modi poi il tuo respiro può ancora cambiare.
Cuore floreale ed infezione di scorpione, disegno stanze e apro porte soltanto leccando la tua pelle. Poi torno a bussare per vulnerare quel tuo grido di dolore, per farti aggrappare a me mentre il mare ondeggia irrequieto e specchia nell’oscurità solo queste stelle immorali.
Ma rispondi? Sono solo tante domande quelle che lascio, come rosse sfumature, sulla tua femminilità. Qualche volta restano anche piccoli lividi di piacere, andranno via mentre tutto sarà chiuso dentro il segreto della nostra pelle.
Rispondi? Queste frequenze, il ripetitore sbagliato che ho dentro la mente, l’universo di te che assorbo, rispondimi. Quanto fa male il conto umano da saldare prima che t’offrano un altro bicchiere di questo calore?
Scoprire con te quanto è salato il sapore che abbiamo di noi sulle labbra, mentre si mischia al suono sbagliato che ha ogni addio, e ricorda quanta è amara, inutilmente complicata e stupida la vita.
E se ti amo ti lascerò anche andare via…
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