Hexperos – The Garden of the Hesperides 2007 Digipack – Equilibrium Music

Pubblicato il 29 novembre 2007 in blog, recensioni da hermansji

Hexperos

Ho ordinato il 25 novembre scorso il debut degli Hexperos, sul sito dell’etichetta discografica EQVILIBRIVM (casa comune di artisti come Ataraxia, Aenima ed altri) oggi 29 novembre è giunto nelle mie mani dal Portogallo.

Hexperos é il nuovo progetto di Alessandra Santovito (voce e flauto) e Francesco Forgione (contrabbasso,chitarre e tastiere), accompagnati da altri ottimi musicisti quali Francesca Romana Di Nicola (arpa), Domenico Mancini (violino) e Alessandro Pensa (violino).

Potete trovare altre informazioni su di loro:

- sul sito ufficiale e sul loro profilo MySpace;

Il tempo passa come un drago. Sconvolge i sensi e la distanza alle volte ingigantisce tutto con le sue ali feroci ma è un ciclo ed i cicli si ripetono. Entriamo dunque camminando lievemente sulla molle terra. Ecco … siamo finalmente giunti (01. Walking Roots) ed il nostro incedere può rompere il silenzio dell’albero che protende i suoi rami carichi di frutti misterici. Camminiamo attorno alle sue radici. Torna il passato ed inizia il canto (02. Hesperos) intimista nelle pieghe innamorate (thousands of fireflies in my heart… we spent many love hours, from sunset to sunrise, having pizza and red wine for dinner in my small car) e le porte del sogno sono lì appese a quei rami (we shall live forever). Mentre scorre via … lava tutto via e si rinnova di linfa tutto attorno (03. The Garden of the Hesperides) e non siamo più soli. Cantano le ninfe. Non ci resta che contemplarle mentre vegliano la quiete dell’albero e se tornerà la notte (04. The Magnificence of the night) sopra di noi sarà più dolce e carica di segreti (pure night, with shadows of trees like realities of other, da Women in Love by D H Lawrence, Chap. XXIII). Poi (05. Rime Glitters in the Sun) mi sveglierò per respirare ancora (and I ‘m breathing life) e sarà tutto così meraviglioso. Con il bacio del vento (06. The warm Whisper of the Wind) giungono profumi antichi mentre svaniscono veloci e lontani anche i cattivi pensieri colle nubi (through the day and the night). Allora perché mi sembra di soffocare d’improvviso? (07. Artemisia). Ora che ci penso quanto tempo è trascorso in questo giardino? Come sono fatte le ore qui? che sembrano sempre le stesse eppure dentro qualcosa cambia repentino. Mi vuoi ancora accanto a te? Rispondi? Il tuo silenzio è così imperscrutabile come quello dell’albero che ci sovrasta (08. The Call Of The Ibis). Guarda danzano leggere le Ninfe del tramonto. Stringimi il cuore. Di colpo tutto è al contempo così bello e struggente. Contiene in sé un seme di tristezza. Investiga questa terra è così nuda sotto di noi eppure ci nasconde tutto (09. Ritual). Più camminiamo sopra e più scaviamo in cerca di noi. Cosa siamo? Il sopra ed il sotto di questa terra. Quanti hanno i nostri passi? Ora … in questo preciso istante quanti tempi esistono in questo giardino. Eppure non è importante niente ed importante è tutto. Batte il cuore comunque batte (10. Loto Nero). L’unica medicina che ora ho è il ritmo del nostro cuore. Ecco si stringimi a te. Ho tanto sonno ora (11. Nana di De Falla) e le loro voci sembrano dire cose di un tempo… come tornare alla culla ( duérmete … nanita nana duérmete lucerito de la mañana). Ho nostalgia sai… non so di cosa e questo vento porta voci e profumi (12. Winter Rhymes) così diversi tra loro. Sembra voler dire qualcosa ma non ha il coraggio di farlo fino infondo o forse vuole solo giocare. Stringimi a te (13. Ave Maria di Caccini). Si stringe un ciclo e se ne riapre un altro… forse lo stesso (14. Walking Roots II) eppure qualcosa è cambiato. Impercettibile ma è cambiato.

Ho letto le recensioni di questo disco e non concordo. Questo non è un disco scuro (come potrebbe essere Atma Gyan dei Persephone o dei Sopor Aeternus) e neppure conserva qualcosa della creatura Gothica, anzi è molto distante da quella esperienza tanto da non esserne imparentato non solo a livello di suoni (qui, con i debiti distinguo, molto vicini all’ensamble barocco e l’uso delle “voci umane”, ossia gli archi, rimandano chiaramente a quella cultura musicale) ma anche nella scelta dei testi e nel modo di porgere la voce… per non parlare poi del songwriter vero è proprio. Qui non c’é un lamento ma una ricchezza leggera e non sfrontata nella scelta dei suoni. Un’ intimità e maturità artistica che lascia a bocca aperta. L’amore è il tema conduttore dall’inizio alla fine. Apre e chiude il ciclo della vita. Possiede in se tutti i misteri della vita. E svetta luminoso come una stella nella teatralità della notte.

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