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hermansji

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o mia divina

O mia divina
col naso tra i tuoi capelli
resto in quiete
e ti sento respirare
odore di familiarità
qualcosa che è come la notte
che mi attende
nella tua bocca
qualcosa per cui anche il giorno
si è messo a tremare
tra nuvole e terra
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qualcuno vorrebbe

Qualcuno vorrebbe, forse, vorrebbe prendere di tutte queste cose almeno l’essenza, i grovigli dei pensieri e sciogliere i nodi. Qualcuno vorrebbe muovere il vento, quando va troppo piano, quando sembra così lieve. E qualcuno vorrebbe, forse anche potrebbe fare di tutto questo mare soltanto il sorso d’un bicchiere. Qualcuno vorrebbe a tutti questi doni, a queste gioie, al peso ed alle distruzioni d’uno sciocco mondo, qualcuno vorrebbe aggiungere dello zucchero, altri del sale e qualcuno lo vorrebbe amaro come viene. Qualcuno vorrebbe chiedere come stai e poi cancellare la domanda scritta nell’aria per non dar troppo fastidio anche così. Qualcuno vorrebbe trattenere il respiro e restare fin quasi ad addormentarsi, nell’apnea d’un oceano di pensieri meravigliosi, qualcuno vorrebbe fuggire tra i tasti d’un pianoforte come per dominare le correnti delle inquietudini. Qualcuno vorrebbe lasciar bussare il giorno per fargli un dispetto e qualcuno vorrebbe farlo accomodare per chiacchierare un po’. Qualcuno vorrebbe osservare fisso l’ombra del destino sul filo dei chissà che corrono senza voltarsi indietro.
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fiaba greve

Nera notte e treno di pensieri altrettanto oscuri, fuori dal finestrino paesaggi incandescenti sotto la furia del temporale. Ma quello che vedi non c’è, quello che vedi è qui perché se ti incammini, quando c’è vento contrario, sul filo della contraddizione potrai trovare la stessa morte ad attenderti col suo sorriso più falso oppure la vita a cacciare il male inoculato inutilmente. Nella miscela c’è anche l’ingenuità d’un bacio intenso ed aggraziato con tutta la sua pulsione di vita e la sua speranza volgare nell’umanità, brindare di calore umano sotto lo sguardo delle imperfette stelle e la quiete della Lunea. Eppure sembra così divino il mondo anche col suo chiasso inopportuno, con quel suo divagare senza mai cambiare le carte segnate dal mazzo. Che poi ti innamori lo stesso, vivi come sempre anche se non hai capito che senso abbia ostinarsi a seguire la via stretta tra cuore e ragione. Non hai ricevuto nemmeno una risposta e non sai dire cosa ci sia d’autorevole in chi racconta banalità attraverso libri, giornali, televisione e web. Dai vieni con me, cammina e seguimi. Vieni, scendi da questo vagone, cerchiamo della verità al di fuori di questi binari. Attraversiamo questa città nascosta, senti l’odore di questi quartieri dormitorio? Osserva il degrado serpeggiare attorno a noi. Dove sono finite le tue domande? Dove è finito il coraggio di opporti a tutto questo? Hai semplicemente paura come tutti, vorresti andare via e non sopporti lo sguardo di drogati e prostitute, sembra che ti giudichino e che quel loro strano silenzio sia come un insulto. Vieni, cammina con me. Noi abbiamo costruito la civiltà di macchina ed essa ha lo sguardo freddo di questa gente che pure abbiamo abbandonato. Dovevamo dire di no, dovevamo urlare il nostro no e non lasciare che a parlare fosse solo la morte. Vieni, immergiti con me in tutti questi volti che c’osservano ed accusano, guarda quello che resta della nostra civiltà. Osservarla decadere come ogni divinità di carne e sangue, sotto queste macerie non batte più un cuore, non troverai un emozione perché avvelenata dal sogno chiamato Europa. Stringiti a me, confidami la tua inquietudine e quel tuo sognare disturbato dalle urla del mondo dimenticato, raccontami di questo sangue versato sotto i tappeti della politica troppo per bene, raccontami di quella speranza che non vuole morire. Dimmi che anche tu vuoi fermare quel treno diretto verso la morte. Dimmi che anche tu vuoi scrivere un lieto fine a questa fiaba greve.
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col senso di nulla

E sono nato stonato per far pace con una verità inseguita e corteggiata con stupore, ma alla fine mi ha lasciato a piedi anche troppe volte. Così ho provato a pulire i becchi delle candele e farla ripartire, ma quando ero convinto che fosse tutto tranquillo s’è fermata subito dopo una curva pericolosa. I was born for a wrong lie, in a wrong side of my wrong life… o sarà stato questo eterno mal di testa che morde e non lascia la presa, sarà che sono rimasto senza nemmeno una parola col senso di nulla. E le ferite in realtà non rimarginano, così nemmeno la quiete è buona abbastanza per passeggiarmi accanto, come la luce che è diventata scomoda e così fastidiosa che devo cercare il buio ad ogni costo.
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radiografie all’anima su google libri

E’ finalmente pronta l’anteprima di Radiografie all’anima su Google Libri:
http://books.google.it/books?id=YnUpQgAACAAJ&dq=hermansji

Vi ricordo che è possibile acquistarlo con uno sconto del 20% fino al 10 dicembre su iBS:
http://www.ibs.it/code/9788861783683/hermansji/radiografie-all-anima.html
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Intervento al seminario l’Elaborazione delle informazioni

Il 26/11/2009 si è tenuto il Seminario “L’elaborazione delle informazioni”, organizzato dal Corso di “Sistemi ed elaborazione delle informazioni” del Prof. Attilio Falchi dell’Università degli Studi di Teramo. Ed a sorpresa il Professore mi ha concesso di parlare ai suoi studenti con qualche considerazione sugli argomenti trattati.
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hai chiesto al mondo di smettere di girare

Dietro la maschera hai nascosto soltanto te, così assorbi il sapore del tuo allunaggio ma affondi nella terra di tutte le illusioni. Ragazza facile o troppo complicata? Chissà, magari troverai anche la risposta in questa notte oscura, per ora tieni soltanto un pianto e lo coltivi in solitudine fino ad annegarci dentro. Ti lasci dietro la loro compagnia, la loro violenza, il loro odore e tutta quella volgarità. Non vanno via i lividi e quel senso di vuoto che cerca di piegarti, ma non è lo stomaco. Vergogna, solo il tempo distillato d’ipocrisia e l’anima infetta di frustrazione perché non è normale, non deve essere normale sentirsi quel vuoto dentro. – Non sono la vostra puttana – lo ripeti e piangi, piangi e senti crescere altro vuoto come se t’avessero tolto qualcosa da dentro. Forse è per questo che chiedi al mondo di smettere di girare ma non vuole risponderti.
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sotto un cielo tenue

Dove non possiamo chiedere non ci ascoltano le risposte. Sebbene della vita sia tutto così breve, a volte ho la sensazione che il cielo sia tenue come i tuoi occhi o che la corolla d’un fiore riesca ad ingoiare il dolore del sole. Prova ad immaginare il mondo come lo vedo, quell’eterno smarrimento e quelle urla che non smettono, la notte che sbanda ma non muore anche se provano a soffocarla. Cercare di parlare con la voce del silenzio che arriva in punta di piedi. Ascoltare l’orrore di questa rivalità di violenza. Gli occhi dei bambini terrorizzati e nascosti sotto le coperte, il sacrificio di gente onesta, il disprezzo distillato con la pietà ma l’unica consolazione è credere che prima o poi tutto cesserà. Lasciarsi andare con quel bisogno di svanire ma non avere neppure il coraggio di premere il grilletto, mentre cadono pensieri con lente gocce di sangue in un catino. Smettere di cercare le risposte perché le cose vanno così, tutto qui. Rinunciare ad avviare la ragione e disattivarne l’opzione dal setup dell’anima. Ma vorrei che il cielo fosse tenue come i tuoi occhi.
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sclero d’autore, il mio terzo contributo al Liblog

Potete leggere il mio contributo al Liblog, sul tema “Sclero d’autore”, qui: http://liblog.blogdo.net/vita-da-autore/sclero-d’autore/
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di troppe una cosa

e le stelle a zonzo nella meta
dei complici e piacevoli inganni
sarebbe anche un miracolo
ma solo a metà
qui c’è il rischio di prendere l’amore
e di lasciare al banco la ragione
perché anche se così piccolo
questo brivido m’ucciderà
e forse saremo di troppe
una cosa ma una sola
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Abruzzo Lutto Terremoto 2009


Esistono sistemi "morali" nei quali, in caso di dubbio, al soggetto è fornita una giustificazione per operare la scelta. Ed esistono sistemi "immorali" nei quali la necessità diviene l'unico argomento per rendere accettabile la scelta. Poi vi sono sistemi "individuali" dove è possibile lasciarsi guidare dalla coscienza e molto spesso essa risiede nel cuore. L'uomo appartiene contemporaneamente a tutti e tre i sistemi. Così come colui che comprende e determina le decisioni da prendere e quelle che non si verificheranno mai. Accanto alla libertà umana vi é la libertà di Dio.

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