Etichette

Pubblicato il 16 giugno 2010 in prosa, riflessioni da hermansji

Etichette ma il futuro non riesce a lavarle via e così stingono solo i ricordi, sanguinano come quelle semplici statue del tuo dio universale. Eppure non hai niente da dire, sanguini dalle ferite come me, come tutti noi. Tu non hai nessuna verità che riesca a scaldarti quando arriva l’inverno, quell’inverno oscuro dentro l’anima. Resti da solo colla tua cecità che ti costringe a continuare ad attaccarmi addosso le tue stupide etichette. Quando cadono prendi i chiodi, ti avvicini col tuo martello morale e provi a conficcarmele così.
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LD50 #4

Pubblicato il 15 giugno 2010 in prosa, riflessioni da hermansji

Scorpioni che avanzano in cerchio dentro la stella insanguinata nella mia mente. Forse è come dici tu, ho smarrito l’equilibrio quando s’è alzata la marea di incomunicabilità, ha inondato di colpo lo spazio dei ricordi. Scorpioni che mi cullano descrivendo la forma impura del mio tridente, della mia anima imprigionata dentro al cuore d’ossidiana. Scorpioni che mi chiamano dal sonno dei pensieri, mi invitano a danzare con loro e produrre il veleno necessario per sopravvivere alla marea.
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LD50 #3

Pubblicato il 15 giugno 2010 in prosa, riflessioni da hermansji

Oggi non ho niente da condividere, hanno esaurito anche le dosi di mercurio per alimentare queste nuvole argentee che mi porto dentro ai pensieri, osservo il cielo scuro e non mi riconosco. Mi abita nella mente solo il muoversi frenetico delle zampe di cento scorpioni inquieti, ho perso tutte le lacrime… tutte quelle che avevo per te. Ho prodotto veleno a sufficienza per pungere anche questo stupido cielo, per farlo morire definitivamente.
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LD50 #2

Pubblicato il 14 giugno 2010 in prosa, riflessioni da hermansji

Sei nell’aria? Qui dove si è tinto di nero l’orizzonte solo perché gli ho urlato dagli occhi tutta la mia rabbia, perché l’ho mitragliato di pensieri fino ad avvelenarlo di me. Sei nell’aria? Qui dove sembra che ci abbiano soffiato dentro tutte le sette bocche del silenzio… qui che divinità sei? Ora che ci guardiamo negli occhi e la rabbia ci ha svelato le bestie che siamo? Che creatura sei? Io sono il mostro farfalla scorpione che non volevi più vedere, più tenere sulle ginocchia. Sei nell’aria? In questo orizzonte nero, tu sei solo una delle sette bocche del silenzio. Sei nell’aria?
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LD50

Pubblicato il 13 giugno 2010 in prosa, riflessioni da hermansji

Ho fatto a pezzi l’unica ala della mia metà farfalla per non rendermi più vulnerabile a nessuno, ma conservo nel pungiglione il veleno necessario per difendermi e fare tutto il male che posso.
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mi capita poi di pensarci

Pubblicato il 13 giugno 2010 in prosa, riflessioni da hermansji

Mi capita poi di pensarci, perché da qualche parte ho lasciato, incurante dei segnali, ho lasciato il guasto a dire quelle cose di me che vorrei tenere chiuse, a mostrarti anche della dolcezza ed è forse questo che mi fa più paura, lasciarmi andare a lei… Mi capita di aver preso la rincorsa, di combaciare con quella parte così esposta di me, incurante dei segnali, arrivare fino a sfilacciare i fili per generare il corto circuito ed uccidere finalmente la bestia che è dentro la mia ossidiana ma poi ci osserviamo negli occhi. Lei è anche parte di me… Così aspetto che arrivi la notte, che venga su di me con la sua gonna lunga come una tenda e dietro scoprire il sorriso materno della luna. Chiamarla col nome di mia madre e ancora aspettare, quando il mondo smetta finalmente di urlare tutta la sua inutile violenza, per poterla sentire. Concentrarmi in me e trovare le frequenze antiche del cuore. Ripercorrere a ritroso ogni cosa, il numero delle gocce d’olio cadute nel piatto, le ragioni anche sbagliate d’ogni cicatrice e sentire il tridente angioma bruciare, la forza dell’amore materno che mi viene lentamente incontro. Ricordare il canto della culla, le parole di mia madre nel pianto: “Tranquillo, non c’è niente di sbagliato nel tuo sangue, niente di sbagliato in una farfalla scorpione. Ti ho consacrato perché il male non riesca a soffiare dentro di te”. Smarrirmi d’improvviso come se avessi ripercorso con tutte le mie forze questi 33 anni di memorie. Solo per ritrovarmi, per sforzarmi di essere nel momento preciso in cui ho respirato con i miei polmoni ed ho visto la confusione del mondo attorno a me. Ed urla la bestia, urla attraverso di me e mi chiede di trovare le parole per lei, di chiedere a questa luna perché capita che ci sentiamo così soli? Perché non abbiamo mai incontrato l’altra metà di questo nostro essere farfalla scorpione… ma la luna materna ci osserva dolce e torniamo tranquilli.
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e sei la pelle che vorrei

Pubblicato il 13 giugno 2010 in prosa da hermansji

E sei la pelle che vorrei. Il sapore da leccare di te come se volessi strapparti a forza da questa normalità. Sei, quella tenerezza che ho dovuto scavare per trovarla. Sei accogliente e ti stai bagnando mentre ti lecco i pensieri via, li lecco per condurti dove voglio io. Così sei, sei una donna tutto qui. Eppure è a te che dedico questa marcia di carne, questo pensiero pulsante per accordare il tuo piacere al mio volere. E sei, ora anche questo sei, il raggio d’una ruota che ho dentro la testa, descrivimi la circonferenza del mondo… dimmelo tu cosa c’è oltre il noi, dove è il mondo mentre mi accarezzi le guance e mi chiedi di non smettere? Quanta rabbia che ho già visto, quanto odio ho schivato perché la bestia non si svegliasse… quanta fame di te ma tu non sai quello che ora sei. Ho succhiato la tua pelle e rossi lividi mi sorridono come tanti boccioli di te. Sei, questo sei il calore improvviso che mi accoglie mentre ti penetro e mi abituo a te.
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e se

Pubblicato il 13 giugno 2010 in prosa da hermansji

E se ti prendessi per mano? Se fosse solo per tenere la tua mano e sentire quella tua leggera inquietudine tra le dita, immaginare di inseguire il tuo battito attraverso le tue vene fino al cuore, entrare attraverso di te per farne parte? Quanto male ci potremmo fare anche così? E se ti respirassi dentro? Se fosse come soffiare la mia vita dentro la tua, per vedere in quanti modi le nostre anime si complicherebbero l’esistenza fino a raggiunge l’ebollizione per esplodere, entrare attraverso di te per farne parte? Quanto male ci potremmo fare anche così?
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sulla libertà

Pubblicato il 13 giugno 2010 in riflessioni da hermansji

La libertà non esiste, siamo condannati a non esserlo. Da quel poco che ho capito del concetto di libertà, essa è determinata da un confine, esiste solo ogni volta che dall’altra parte c’è qualcosa che ne individua l’ombra, il margine, la fine, il tramonto, la dissoluzione. La libertà allora esiste perché essa è l’opposto di quella claustrofobica morte che tanto ci spaventa. Ma una libertà, intesa come assoluta, tale da fare impallidire le nostre menti perché inconcepibile, vasta, priva di qualunque forma che possa imprigionarla, priva di baricentro, in assenza di un qualunque contorno che la renda anche solo confinabile agli occhi, non esiste già nella mente umana. La libertà non la possiamo nemmeno concepire per quanto siamo parziali, sfumati dentro il nostro corpo che non è niente. Per me parlare di libertà e rapportarla a noi, agli uomini, è una contraddizione in termini, è una pura bugia che gli uomini posso raccontarsi per illudersi di aver capito il concetto di libertà.
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giorno e notte

Pubblicato il 12 giugno 2010 in poesia, prosa, riflessioni da hermansji

(Fotografia: Aurora – Tutti i diritti riservati)

Giorno e notte, colle pagine che hanno quell’odore e quei potrei. Quasi mi saltano sul letto, giocano alle loro battaglie coi cuscini pur di tenermi ancora sveglia colla voglia di sentirle pronunciare da te. Libri a parlarmi dell’amore fatto e disfatto, proprio come questo letto che poi diventa una tempesta di mare. Anche se ho paura la vorrei affrontare, vorrei nuotarci dentro per scoprire se in quelle profondità c’è la quiete che cerco.

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