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hermansji

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sarà una lunga notte…

Note al tempo che graffia e rifugge dalla gabbia della sua clessidra, vuoi scorrere o trascorrere nel limbo di un’altra bugia? La musica che stilla un tasto bianco dietro uno nero, l’armonia è andata via come i fari di una vettura a rincorrere lo spettacolo d’un giorno che muore. Ma restano lì sempre le stesse domande, sarà che anche questa notte più provi ad allungarla di pensieri e più ti restituisce solo l’eco d’una città mezza assonnata. Ed il tempo brucia, travolge e spuma di marea come uno dei tanti modi per vivere o sopravvivere. Mentre ti guardi indietro e non vedi nemmeno le orme che avresti dovuto lasciare, hai smarrito anche il ritorno? Così rincorri qualcosa e scavi la notte con le unghie. Cerchi un groviglio di emozioni attorno al niente e quel frammento effimero che ti chiama, quella inquietudine viva, quella goccia di sensazioni non sei altro che tu.
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testamento

I discepoli,
osservandolo camminare sul mare,
turbati dissero:
“ma è un fantasma”
e per la paura presero ad urlare.

(Vangelo di Matteo 14,26)

Allora ascoltami, perché in questo lungo silenzio metterò una dose sufficiente di me. Vieni più vicino. Guarda il mondo vivere e pulsare come sempre. Osserva la sua dolcezza e quella nascosta violenza che rende tutto così tragico. Ascoltami, ma senza l’abitudine delle parole. Ascoltami e sentirai questo respiro proprio come il tuo. E poi un crescente dolore, sordo a tutte le premure che ti comprime il petto. Cammina a caso per queste vie, con la sensazione addosso di perderti da un momento all’altro. Respira, respira il mondo attorno ed ascolta. Ti cammina accanto della gioia improvvisa, gente felice che tranquilla mostra le proprie emozioni senza vergognarsene. Senti? Calore inatteso, incomprensibile armonia, tutto nasconde solo il rumore della distruzione, l’andante del mondo, così come è. Non comprendi? Vedi non c’è niente da dire, nessuna cosa che possa essere trasportata dalle parole. Oh non è pudore il mio, nemmeno un trucco per confonderti, è solo una trasparenza. Tutto t’attraversa e niente t’appartiene veramente, dalle il nome che vuoi… ma questa ossidiana è me. C’è voluto tutto questo tempo, mi ha scavato il cuore lentamente ed ora è parte del me. Vuoi restarmi accanto? Vuoi fare una scelta consapevole? Posso darti solo questo, tutto questo frastuono che è in me. No, non c’è un porto di quiete nel mio attracco ma solo il richiamo d’un mare che non ispira fiducia. Quando s’alzeranno le onde all’improvviso tu che farai? Rinnegherai ogni momento trascorso, come un sacrificio inaccettabile. Quando avrai la paura come consigliera, a te cosa resterà? Forse solo le preghiere, ma ci credi poi davvero? Anche gli angeli cadono, sprofondano in un mare di pensieri e nella tempesta è soltanto Dio a camminare sulle acque…
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andante

il silenzio sfilacciato
e nessuna goccia di poesia per calmante
la voce dell’anima che graffia ed urla
ma anche scrivere è di colpo così inutile

l’ossidiana ha germogliato
pur se nella sua cupa durezza
come un’intera orchestra
a provare il tema per l’uscita di scena

“Cio-Cio-San il tuo nome è nel volo
d’una farfalla che giunge al termine della notte”

il tè che s’è raffreddato
questo rimedio dal risveglio che non funziona
a rallentare la malattia donata da Dio all’uomo… la vita

e se s’udisse oltre ogni limite
la vibrazione d’un canto non umano?
la voce d’una foresta in attesa di fiorire
benedetta dalla luna?
forse evaporerebbe la stupidità umana
al sorgere d’una specie
incapace di realizzare il male

vorrei risvegliarmi
con l’antico sogno del sognatore
finalmente avverato
con la rotta compiuta delle navi
verso la promessa quiete

“c’è posto tra le tue braccia
mentre mi incammino nel sentiero di questa notte?”
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radiografie all’anima ebook

Piccolo aggiornamento, da oggi è anche disponibile l’ebook di “Radiografie all’anima“. Per scaricarlo usate questa pagina:
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edith e la distanza

E camminare ma senza la presunzione di arrivare. Seguire la strada e, certe volte, rincorrerla perché non svanisca come un segno sulla sabbia. Finirà che chi possiede le ali non saprà volare, mentre chi sa volare non avrà buone ali. Resti bambina a bordo pista per ascoltare il rumore di fondo, il rombo dei motori che urlano tutta la furia della velocità, poi lasci cadere il diario nero del tuo destino e in piedi, ad occhi chiusi, allarghi le braccia al vento, provi a partire coi piloti e ti sembra che la distanza sia così breve, quasi un soffio ma non sarà così…
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il testo del mio intervento al seminario “Informazione e sviluppo del territorio”

Il 15/12/2009 si è tenuto il Seminario “Informazione e sviluppo del territorio”, organizzato dal Corso di “Sistemi ed elaborazione delle informazioni” del Prof. Attilio Falchi dell’Università degli Studi di Teramo. Ed il Professore mi ha concesso di parlare ai suoi studenti con qualche considerazione su “Blog ed Urban blog”. Segue il testo del mio intervento:

Dal blog all’urban blog.

La blogosfera è talmente varia che fornire una definizione di blog, in grado di calzare a pennello per tutti, è quasi impossibile.

Volendo puntare alle caratteristiche ricorrenti, in ogni tipologia di “diario in rete”, troviamo :

1) una piattaforma di pubblicazione guidata;

2) la facilità con la quale il blogger può gestire i contenuti da inserire sul sito;

3) l’interazione dei lettori e degli altri blogger che, attraverso il passaparola, genera, in tempo reale, discussioni, riflessioni che andranno ad arricchire il contenuto originariamente immesso nel web.

Attorno a questi tre elementi ruotano quasi tutte le tipologie di blog, da quelli personali a quelli politici o aziendali, per finire ai blog che si occupano di attualità ed informazione.

Il successo dei blog nel tempo, nonostante la situazione italiana risulti diversa da quella di altri paesi, è dipeso da numerosi fattori, tra questi segnalerei:

- l’autorevolezza del blogger, dal momento che un blog ha la capacità di creare discussioni, è giocoforza che il contenuto immesso sarà posto sotto la lente di ingrandimento non solo dei suoi lettori ma anche degli altri blogger, che a dispetto della semplicità d’uso del mezzo, sono spesso esperti e professionisti;

- la fiducia, i blog riescono a creare un rapporto con i propri lettori grazie al “passaparola” e a tutta una serie di relazioni, anche di gerarchia, all’interno della blogosfera;

- la percezione che i media tradizionali hanno dei blog, spesso di strumenti di concorrenza per l’incisività e la tempestività con la quale riescono a produrre informazione dal basso, con costi irrisori e senza contare su organizzazioni complesse;

- la capacità del blogger di fare tendenza, di veicolare le opinioni anche politiche come il gusto dei consumi. Ad esempio gli utenti, prima di acquistare, cercano in rete le recensioni dei prodotti e, se le trovano negative, spesso adeguano le loro preferenze;

- il senso di condivisione che facilità l’accesso alle risorse e consente di appagare il bisogno, la fame di conoscenza dei lettori;

- la specializzazione, i blog spesso costituiscono una nicchia all’interno di una informazione troppo generalista.

I blog soffrono anche di numerose criticità ed il quadro complessivo non è roseo, ma di queste, se ci sarà ancora occasione, ne riparleremo.

Dal momento che l’interazione scatenata dai blog costituisce un effetto virale, capace di veicolare l’opinione dei lettori, il binomio “collaborazione”, da un lato, e “condivisione”, dall’altro, alla base del “passaparola”, rafforza la comunicazione orizzontale, l’attenzione e la coesione dei cittadini bisognosi di documentarsi e discutere sui fatti più vicini al loro quotidiano.

Nascono così i blog locali che rivolgono i loro contenuti, la loro informazione a piccole entità, ad un territorio ben preciso, ad esempio una regione o una città.

Osservando meglio all’interno di questo gruppo, troviamo poi altri blog, quelli urbani, che delimitano ancora di più i loro contenuti a singolarità dell’urbe come ad esempio i quartieri.

A ben guardare blog locali e blog urbani, nell’esperienza italiana, coesistono e si confondono per la natura stessa del nostro territorio molto diverso dall’esperienza ad esempio degli Stati Uniti.

Di base poi non differiscono dagli altri blog, si caratterizzano anch’essi per gli elementi che ho individuato prima, ma i contenuti sono maggiormente circoscritti tanto che, attraverso il passaparola, vengono lanciate iniziative incentrate sugli aspetti propri del territorio, si individuano trend specifici e si promuove, attraverso le esperienze personali, anche il marketing turistico ed urbano.

I blog locali e urbani possono essere gestiti da uno o più blogger, anzi la presenza di più autori garantisce, in un certo senso, la varietà di contenuti e la pluralità di opinioni all’interno dello stesso sito, dove, all’opposto, la presenza di un solo autore tende ad uniformarne i contenuti.

Anche il fenomeno dei blog urbani ha subito nel tempo un’ erosione, tanto che si è assistito ad un doppio binario, accanto ai blog più semplici, tenuti in maniera discontinua e amatoriale, se non proprio sperimentale, sono nate delle strutture più complesse, dei network legati ad aziende o professionisti del settore.

Che tipo di contenuti offrono i blog urbani?

A titolo sommario, si può dire che

1. si racconta il territorio, attraverso foto e video che documentano la partecipazione al folclore, alle sagre ed alla vitalità in genere della comunità;

2. si esprimono, attraverso i post, opinioni, consigli, il proprio disappunto;

3. il passaparola amplifica la condivisione delle esperienze positive o negative nella vita dei borghi o dei quartieri;

4. si lasciano tracce del quotidiano, della vita nelle piccole realtà ed il blog diventa un mezzo di riscoperta delle tradizioni e di conoscenza del proprio territorio;

5. si colma il gap nell’informazione pubblica e dell’informazione di servizio, si informa sull’apertura di negozi, sulle condizioni della viabilità, sullo stato degli ospedali, si danno consigli su come comportarsi in situazioni quotidiane, si parla dei luoghi pubblici, delle iniziative intraprese dall’amministrazione locale o che sarebbe opportuno intraprendere;

6. i cittadini riscoprono il loro sentirsi parte di una comunità ed anche i ragazzi si avvicinano al senso delle tradizioni che prima snobbavano;

7. si contestano le inefficienze della Pubblica Amministrazione, si consigliano percorsi per non perdersi nella burocrazia e si supera la complessa macchina pubblica che si esprime anche attraverso siti web difficili da usare.

In sintesi, gli urban blog riescono ad aggregare. Divengono punto d’incontro, informano e promuovono il territorio. Creano l’opinione dal basso con immediatezza e puntualità.
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Come la neve

Tende nere che tengono chiuse la luce che fa troppo male agli occhi della mente, il silenzio che governa anime furenti in questa casa mentre il vento accenna una canzone d’ululati lunari. La magia che erode e porta via ogni idea, i luoghi non sono altrove, è solo l’anima che fa indigestione di sensazioni per questo divora, ancora viva, ogni emozione. Tu sei come la neve, così riposo tra le spine d’un pensiero impuro ma sangue non c’è più. Resta un sottofondo di tormenta che mi sveglia come un canone all’improvviso. L’imperfezione delle stagioni mi toglie l’illusione della quiete, in ogni nascita ed in ogni morte io rivedo la bellezza irraggiungibile, io sento il calore delle metamorfosi. Dai odiami, arriva fino a donami tutta la tua negatività e nasconditi in me, come un peccato assecondami. Sotto la tua neve custodiscimi, riverbera in questo buio della mia anima, come la neve per cristallizzare il nostro allunaggio in punta dita. Ed infettiamoci d’amore mentre sale, all’improvviso, il frastuono di questa città che vuole cedere al silenzio, che vuole scomparire…
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ed è un altro natale

Pulsa elettrico il basso profilo di questa base di pensieri, forse scende la neve, forse va e viene l’ansia che mi trattiene dal rinnovare ogni cosa al suo posto. Questa è la regola generale delle pedine: giocare e sorridere fino a quando durerà la partita.

E spengo gli interruttori per avere la notte anche di giorno, per contenere la luna che m’urla dentro le vene. Imparare dagli errori, solo che al conteggio poi vien fuori che ho imparato a fare altri errori, questa è la vita… la semplice spirale d’una contraddizione.

La discesa lenta verso la quiete, ma non ha un posto per me, mi ha tolto le chiavi quando ho preso ad accelerare, accelerare ed accelerare. Tornare sui miei passi? No, improvvisare. Finché non si sciolga nelle mente questo assalto di dolore, questo urlo che mi strazia col suo morso di sirena.
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Transatlantic – Spinning


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trentatré rintocchi alla luna

Trentatré rintocchi alla luna col morso dei desideri fino al midollo, con la stessa voce degli attimi ma presi all’improvviso. Passi svelti tra le rovine del giorno impuro, bagnata la fronte col battesimo di stelle, respirare ancora qui… senza che si sia attenuato tutto quel rumore che mi aveva condotto a queste briciole di ore. Trentatré pulsazioni che non valgono niente se non per me, che non indicano nient’altro se non a me. Soltanto trentatré voci dissonanti nella mia mente, cantano dolci una vecchia canzone nell’annegare di tutto questo sangue contro il muro del silenzio, contro la vita che s’è voltata dall’altra parte troppe volte. Cantano qualcosa nell’aria ma è la voce della culla, un’antica perturbazione del cuore che m’accompagna. Quanto è grande il nostro cuore? Ci sono stipate tante cose dentro, pronte le valigie come se dovessimo fare quel lungo viaggio che attendiamo. Quanto posto c’è nel nostro cuore? Conserviamo pure le cose che dovremmo dimenticare, passa solo il tempo, il tempo passa e alla mente tornano frammenti del nostro passato. Quanto invecchia il nostro cuore? Forse meno di quanto vorrebbero farci credere.
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Esistono sistemi "morali" nei quali, in caso di dubbio, al soggetto è fornita una giustificazione per operare la scelta. Ed esistono sistemi "immorali" nei quali la necessità diviene l'unico argomento per rendere accettabile la scelta. Poi vi sono sistemi "individuali" dove è possibile lasciarsi guidare dalla coscienza e molto spesso essa risiede nel cuore. L'uomo appartiene contemporaneamente a tutti e tre i sistemi. Così come colui che comprende e determina le decisioni da prendere e quelle che non si verificheranno mai. Accanto alla libertà umana vi é la libertà di Dio.

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