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hermansji

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macchie scure

Ma tu che mi leggi a fare? Dentro questo labirinto di scrittura non puoi trovare altro che frammenti di direzioni. Prova ad alzare il volume dei pensieri. Senti il rumore di queste parole? C’è solo dell’interferenza, è il tuo cuore a contatto con la materia grezza di cui è fatto un mondo così sbagliato. Tu che mi leggi hai scoperto quanto può deluderti l’uomo che è in me? Non sono io ma tu che osservi, sei tu a mettere ordine ed attribuire valore al disordine che mi lascio dietro. Sei tu che vedi il buono e non i frammenti di taglienti sciocchezze che getto via. Perché non mi lasci morire nel confine tratteggiato di questo silenzio? Perché non hai il coraggio di riprendere quello che t’appartiene? Vieni più vicino. Vieni ed ascolta la mia nuda voce. Ascoltala per davvero, senti il picco del rumore di fondo che è in me. No, non è semplicemente questo il punto. Smettila di mentire, smettila di attribuirmi il valore che non ho. Smettila di fare la vittima. Gli uomini non hanno niente dentro ed io non sono diverso da nessun altro, io sono tutto ciò che tu hai già incontrato. Nella mia anima c’è solo l’abisso che trascina dentro le navi che non hanno cambiato rotta quando era il loro momento. Puoi chiamarla incomunicabilità ma sarebbe solo un’altra delle coperte dove nascondere la verità… i pensieri non hanno volto, nemmeno la sostanza della carne ed il calore del sangue.
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venus

qui del posto c’è
tra infezioni di passioni
e ad ogni allunaggio
la pelle non farà più male

forse smetteremo anche di cercare
la spiegazione più ragionevole
il tempo migliore
per possedere lune nuove all’orizzonte

forse troveremo la nostra vera ragione
e ci abitueremo anche a sopportare
la solitudine del nostro restare insieme
come l’intensità del silenzio

qui del posto c’è
anche se non è niente di più
delle luci tenui d’un crepuscolo
che ci annulla in noi
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dalla parte dell’inquietudine #2

Vuoi sentire la voce che non ha voce? Vuoi leggere le parole che non hanno forma? Vuoi sentire la marea ma senza nemmeno una goccia d’acqua a bagnarti? Vuoi restare qui, nel punto esatto dove pulsa ogni dolore del mondo e sentire che lo chiamano in molti modi, qualcuno semplicemente vita? Vado a memoria per avere la pelle di tutte le inquietudini e penetrale penetrare ciò che più voglio rinnegare. L’oscurità, il nome delle stagioni, il sapore agrodolce dell’amore, l’inutile eco delle preghiere, il nome delle malattia, qualsiasi me che respira ma a contatto col freddo d’un colpo in canna…
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entri

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Entri e prendi posto come se fosse tutto qui. Entri e respiri l’aria che respiro io. Entri ed alla fine lascio che tu trovi dello spazio da occupare in questa ossidiana che ho per cuore. Entri e parli, parli senza mai dire quello che davvero vuoi. Entri e rovesci anche il mio liquore preferito. Entri e dici solenne di voler condividere tutto con me, ma la pressione di questa inquietudine la sopporto soltanto io. Entri ma quando comincia a scaldarsi tutto, quando anche le parole bruciano, tu vai via. Entri ma senza disfare le valigie. Entri e prendi a cambiare colore alla notte che ho messo alle pareti, a coprire stelle e pianeti perché tu vuoi il cielo blu, il cielo solo blu. Entri e dici che il mio tridente ti fa paura ma a me non rinuncerò. Entri e cerchi di far spazio buttando via le cose che invece voglio conservare. Entri e, quando hai voglia di far l’amore, allora sono io che entro dentro te e sembri tornare umana. Entri ma solo per uscire sbattendo la porta.
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Ringrazio Jessica Carrieri / Iskah di aver letto “entri” per il Collettivo Voci.

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bruciano

e l’ambulanza si allontana… riflessioni che non servono a niente in tasca, bruciano, insieme a quel buco nero che ho per cuore bruciano…


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nautilus

Il viaggio che sembra non finire, cercare il confine almeno con gli occhi e non trovare altro che strade. Gente in cammino come noi mentre la notte inghiotte piano il cielo. Poi ci prende il sonno e sedotti ci addormentiamo. Al mattino scaldare il motore prima di partire, non siamo noi a scegliere la nostra direzione. E’ l’amore che ci sconvolge, sposta ed ammobilia le pareti del cuore ma come vuole. Avere la voce e prendere le parole, ad una ad una, proprio come vengono dal fiore dell’anima. Riuscire a confidare quello che sentiamo e restare in attesa d’una risposta. Urlare di sangue mentre s’accende il fuoco sotto pelle, possedere e godere al ritmo della vita. Crederci ancora a quel senso di quiete che ti regala l’affetto di qualcuno quando s’addormenta o ti sveglia per affrontare la vita con te. Staccare a morsi i fiori della violenza per tenere l’odio del mondo fuori. Disegnare le stelle quando mancano i riferimenti per attraversare l’oscurità interiore… e conservare il pianto per quando servirà la pioggia. Tenere aperti i sogni per farci entrare il nostro respiro, amare e riprendere il viaggio che non sembra finire.
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stroboscopio parla di me

Ringrazio Noa per le cose che ha scritto su di me, però sono diventato rosso leggendole.
Trovate il suo post a questo link:
http://www.stroboscopio.com/
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canzone per voce sola

Tu che ci vedi, dimmelo, raccontami cosa c’è nella luce che osservi? Tu che sai ascoltare, ti prego descrivimi il percorso che hanno le sensazioni quando entrano inattese in queste stanze fredde. Gettano via tutte queste inutili carte e fanno cadere i ricordi appesi alle pareti. Tu che sai parlare, dimmelo, raccontami cosa c’è al fondo delle parole e perché non sono mai state mie. Tu che hai fede, ti prego descrivimi che cosa vi hai trovato dentro…
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voglio starci dentro

E voglio starci dentro a quest’onda anche se non la comprendo. Tanto alla fine che male c’è se ho smarrito anche me? Se raccolgo nel mio secchiello tutta la sabbia del mondo e m’ostino ad essere un sognatore? Così voglio starci dentro a questo fiume che trascina con violenza e porta via, goccia dietro goccia, trascina ogni cosa. Tanto alla fine che male c’è se ho perso il conto di quante volte ci ho creduto? Creduto che si potesse amare solo per questo, raccogliendo in uno stupido secchiello tutto il bene che manca al mondo ed ostinarsi, come un ingenuo sognatore, a donarlo a chi ne ha bisogno.
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labirinti dell’anima

“Thus I am proposing
that divine conception,
far from having been considered
a non-erotic act,
may have been thought to include
an embodied dimension”

Margherite Rigoglioso

The Cult Of Divine Birth In Ancient Greece,

PALGRAVE MACMILLAN

ISBN-13: 978-0-230-61477-2

Ora è troppo tardi, l’orizzonte ha un sapore amaro e queste dorsali si muovono come serpenti per costringermi a cadere da strade senza senso compiuto a descrivere le loro direzioni.

In tasca altri pensieri che andranno ad impattare per i fatti loro.

Ma non riesco a spegnerli, come non riesco a smettere di ammonticchiare altre parole, così leggere che mi domando come facciano a non farsi male nell’attesa di essere condotte oltre l’orizzonte d’un futuro incerto.

Tardi per dirti che quest’ultima iniezione di buon umore non è servita a fermare l’attesa.

Così tu che plasmi con le dita e con esse governi la spirale di queste inquietudini, tu, fatale alternativa, sei la dea carnale che terrà il mio cuore almeno per questa notte.

Vieni t’attendo, vieni da me.

Brucio più dell’inferno ed ho evocato lo splendore del tuo chiarore lunare per amarti, per lacerare con te la coperta di dolore che s’è fatta normale quotidianità.

Vieni a me con un profumo di cose, con le porte aperte d’un mondo in frantumi di sogni.

Vieni da me, t’attendo in questi labirinti dell’anima.

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Abruzzo Lutto Terremoto 2009


Esistono sistemi "morali" nei quali, in caso di dubbio, al soggetto è fornita una giustificazione per operare la scelta. Ed esistono sistemi "immorali" nei quali la necessità diviene l'unico argomento per rendere accettabile la scelta. Poi vi sono sistemi "individuali" dove è possibile lasciarsi guidare dalla coscienza e molto spesso essa risiede nel cuore. L'uomo appartiene contemporaneamente a tutti e tre i sistemi. Così come colui che comprende e determina le decisioni da prendere e quelle che non si verificheranno mai. Accanto alla libertà umana vi é la libertà di Dio.

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