ο δαίμονα πεταλούδα σκορπιός…

Pubblicato il 12 luglio 2010 in prosa, riflessioni da hermansji

Sempre a metà, colla misura inesatta della distanza che separa la dualità della mia anima e il peso di questa eterna colpa. Descrivi il mondo che vedi perché io sono cieco, ho ferite così profonde che il mio equilibrio è solo una grazia non pervenuta quando come un sussurro lascia queste stanze senza far cadere nemmeno lo stelo d’un fiore. Mi porto dentro uno strano temporale, piove anche di giorno come se fosse abitare una città dove hanno esiliato il sole, quello che non c’è poi ti viene a mancare. E il mondo alla fine scompare, sento ancora il richiamo del fuoco d’ogni nascita e d’ogni morte. Lo sento, mentre tu ti lasci portare fino al termine del piacere, allora, nelle catene del nostro sguardo, il mondo non c’è mai stato. E quello che resta della nostra pelle ancora brucia, come un sordo dolore nelle frequenze di voci che hanno smarrito la loro appartenenza… anche di questo piacere non resterà niente se non il nostro consumarci. Ti stringo a me mentre tu ingoi gli ultimi istanti del mio antico fuoco.
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Dormi ancora?

Pubblicato il 11 luglio 2010 in prosa, riflessioni da hermansji

Dormi ancora? Qui, in questa lenta danza di farfalle scorpione, vieni a svegliarti e combaciare così in profondità col letto caldo dei miei pensieri. Ascolta questa lingua imperfetta che le dita s’ostinano a pronunciare, vieni ad imparare a danzare carnale con me attraverso questa musica lunare che ci chiama nell’onda delle pulsazioni del cuore. Resteremo abbracciati e cogli occhi persi verso il cielo a cercare di trovare le parole quando nuotano dentro al silenzio, nuotano perché non vogliono mai affogare. Svegliati e vieni da me, ti pettinerò piano i capelli con queste stesse dita che ti hanno accarezzato e fatto sentire viva. Ascolta questo abbraccio, s’è alzato improvviso un vento come a voler trasportare via anche tutto quello che ci siamo già detti. Apri la bocca del tuo piacere e assaggia il sapore dei miei baci, governerò un’altra preghiera, una lenta danza di peccato per renderti il volo leggero. Disegnerò un sorriso attraverso la tua pelle come se fosse sparito tutto il rumore del dolore che ci portiamo dentro. Vieni a prendere questo abbraccio per te…
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questo sono io

Pubblicato il 4 luglio 2010 in prosa, riflessioni da hermansji

Lettere di sangue e carne scritte all’improvviso, accarezzate una lettera dietro l’altra ma solo per sentire come suonano poi sulla tua pelle. E questo dolce restare in attesa delle mie labbra, mi fa desiderare d’ascoltare in quanti modi poi il tuo respiro può ancora cambiare.

Cuore floreale ed infezione di scorpione, disegno stanze e apro porte soltanto leccando la tua pelle. Poi torno a bussare per vulnerare quel tuo grido di dolore, per farti aggrappare a me mentre il mare ondeggia irrequieto e specchia nell’oscurità solo queste stelle immorali.

Ma rispondi? Sono solo tante domande quelle che lascio, come rosse sfumature, sulla tua femminilità. Qualche volta restano anche piccoli lividi di piacere, andranno via mentre tutto sarà chiuso dentro il segreto della nostra pelle.

Rispondi? Queste frequenze, il ripetitore sbagliato che ho dentro la mente, l’universo di te che assorbo, rispondimi. Quanto fa male il conto umano da saldare prima che t’offrano un altro bicchiere di questo calore?

Scoprire con te quanto è salato il sapore che abbiamo di noi sulle labbra, mentre si mischia al suono sbagliato che ha ogni addio, e ricorda quanta è amara, inutilmente complicata e stupida la vita.

E se ti amo ti lascerò anche andare via…
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disegni #3

Pubblicato il 2 luglio 2010 in blog, pensieri di carta, riflessioni da hermansji

Descrizione: Qualche volta io e le parole facciamo a botte, così racconto storie ma disegnando. E’ una cosa molto rara, ma capita. hermansji.ittiracconto.com

Description: Sometimes I hate the words, so I tell story but through drawings. It ‘s very rare but happens. hermansji.ittiracconto.com

Titolo: Elisa e Otys – hermansji.:.
elisa e otys - hermansji.:. by hermansji.

Titolo: Nascita – hermansji.:.
nascita -  hermansji by hermansji.

Titolo: Incastri – hermansji.:.
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Titolo: danza al buio ( dance in the dark ) – hermansji.:.
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Altri disegni su Flickr:
http://www.flickr.com/photos/39170118@N02/sets/72157623851554076/


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insonnia

Pubblicato il 2 luglio 2010 in poesia da hermansji


(Fotografia: Aurora – Tutti i diritti riservati)

Come se fosse tutto già scritto, immergere lo sguardo nelle onde del giorno che non mi ricordo più se lo avevo già accettato in dono… oppure no. Cos’altro avrò dimenticato prima di finire in questo ingorgo di pensieri che mi lasciano galleggiare senza un perché ? La stanchezza che ha tatuato la sua volontà su questa pelle pronta anche a migrare dentro il risveglio se solo trovasse un posto comodo per iniziare un altro viaggio. E no, la mente che non vuole saperne, la scelta è restare qui e continuare ad osservare attorno senza dire niente. E no, oggi no.
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la carne ha fame #2

Pubblicato il 30 giugno 2010 in collaborazioni, prosa da hermansji

Continua la collaborazione “sperimentale” con Elisa Gianola.

Lei da corpo alle mie parole.

Buona lettura.

(Fotografia: Elisa Gianola – Tutti i diritti riservati)

La carne ha voglia di labbra che riescano a succhiare via ogni traccia di questo nero oceano d’inquietudine. Ha sete di solcare la pelle colla profondità d’una lingua di pensiero mentre si fa più duro il dolore, mentre le dita afferrano improvvise le tue per ferirsi tra loro come a disegnare contorni erosi di questo calore umano.

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la carne ha fame #1

Pubblicato il 27 giugno 2010 in collaborazioni, prosa da hermansji

Collaborazione “sperimentale” con Elisa Gianola.

Lei da corpo alle mie parole.

Buona lettura.

(Fotografia: Elisa Gianola – Tutti i diritti riservati)

C’è un crocicchio furente di pensieri dentro la mente, come se ribollisse all’improvviso l’anima del mondo ma attraverso i miei occhi. Le dita si trasformano, lente mutano nella piega di quegli oscuri fiori di carne, con le spine sufficienti a penetrare e lasciare lividi sulla pelle della realtà.

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ad immagine di chissà quale Cristo,

Pubblicato il 26 giugno 2010 in prosa, riflessioni da hermansji

Ad immagine di chissà quale Cristo, andando a menadito per percorsi che sfuggono nel dilatare il senso del tempo, tutto ha poi quella sua andatura così urlante mentre si scalda dell’altro caffè. Pigra la fiamma prende a bruciare, attorno ancora pieghe e sintomi, tu che sai oziare anche adagio, tu che hai appesantito l’amore legandolo duro fino a farlo soffrire, io che ho preferito farlo godere senza fretta. Quanti occhi rubati mentre smarrivo l’importanza del ricordare quante volte, quante sante volte altro peccato ha suturato la ferita d’un peccato a cui ho rinunciato. E tu che mi parli ma io non ho nessuna voglia di comunicare, avrei solo dell’altra voglia quella di prenderti per i capelli e consumarti le labbra colle mie fino a sentire il dolore anche solo di aver questo bisogno di te. A fare danni tra le attese e le pretese delle lenzuola, come a pronunciare le preghiere, quello forse sono bravo anche da me o forse devo accettare la tua complicità e farti prendere fiato ogni tanto. Restare qui a vedere il giorno a far da puttana per il mondo, coll’immagine sbiadita di questi dettagli troppo umani che sono andati a frantumarsi in un monte di pegni, il legame sbagliato, l’aborto che non ci siamo mai detti. Aspetta forse con questo caffè, forse ho trovato quel senso buono del tempo… solo che proprio non mi ricordo e, poi, che ci fanno i tuoi occhi ad osservarmi qui?
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godere

Pubblicato il 22 giugno 2010 in prosa, riflessioni da hermansji

E chiedi di godere ma non c’è niente, qui ho solo il fuoco e se ti avvolgessi di me… per quanto riusciresti a trattenere il tuo allunaggio? Vieni tra le mie dita, scivoli fino alle giunture d’ un mondo che in questo preciso punto della notte non esiste più. Vieni tra le mie dita e bruciati, ti ho condotto fino al punto che nemmeno tu ricordi più se è solo questo piacere a tenerti ancora viva o se la morte non è mai esistita. E chiedi ancora di godere avvolta dal fuoco di me… non riesci più a trattenere il tuo respiro e vieni dentro l’odore di questo allunaggio. Ma non c’è niente… niente di più.
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