la scrittura della mattina

Pubblicato il 25 agosto 2010 in prosa, riflessioni da hermansji

Durante la giornata ascoltò piuttosto distrattamente
gli altri interventi su argomenti appassionanti
come le proposizioni relative e
la posizione degli avverbi.
Bjorn Larsson,
Otto personaggi in cerca (con autore) –
Iperborea, traduzione di Katia De Marco,
Pag. 61, 2009, ISBN 9788870911718

Mi è capitato tra le dita un vecchio numero di Avidi Lumi, precisamente quello del 14 del febbraio 2002, dove, a pagina 47, il Prof. Dinko Fabris esordiva così: “L’esistenza di un ritratto può dire molto della considerazione di un musicista nei secoli scorsi”. L’articolo, dedicato alla diffusione di David Perez attraverso l’editoria musicale, prosegue poi con l’elencazione di quei musicisti dei quali è stato tramandato il volto, pochi, davvero pochi.

Quelle righe, hanno messo in moto in me la scrittura della mattina presto attorno alla riflessione sul concetto di memoria e di considerazione. Naa, non aspettatevi quel genere di riflessioni, soprattutto perché qui si tenta di chiudere il sipario a causa della troppa stanchezza e delle delusioni, basta, che torni tutto a morire dentro i cassetti.

Mi sono messo a spulciare tra i volumi, a cercare l’eidolon come se volessi rassicurarmi che la memoria conserva per davvero l’immagine, almeno ne era convinto Platone quando scriveva dell’impronta celebrale del sigillo in Teeteto 191 c-e: “Ciò che è impresso noi lo ricordiamo e così lo conosciamo per il tempo che perdura la sua immagine. Ma quello che viene cancellato, quello che non può essere impresso, noi lo dimentichiamo e, alla fine, non lo conosciamo”.

Poi mi è parso di sentire un movimento dentro, come accade quando si ha tra le dita un oggetto vuoto dentro il quale balla qualcosa. Dentro il vuoto causato dalla profondità della mia ignoranza, ballavano le riflessioni attorno al senso di ogni processo di memorizzazione umana.

Mi è tornato in mente che da qualche parte Plotino s’era messo a scardinare il materialismo delle impronte, quella sudditanza della parte spirituale del noi rispetto alle sensazioni impresse nel corpo di cui parlava Platone. In effetti, nell’Enneade, finisce per invertire l’ordine, così il corpo viene dopo dato che la memoria è una proprietà, o meglio una potenzialità, dell’anima.

Peccato che alla fine torniamo al concetto delle impronte e ci resta solo una contrapposizione, ops una seduzione terminologica dove al materialismo mettiamo innanzi uno spiritualismo delle impronte.

Investito dalle preoccupazioni del mattino, dalle discussioni e dalle incomprensioni, ho finito per bruciarle quelle riflessioni restando solo con un post incompiuto e gettato nel vuoto senza eco che è ormai diventato il web.

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altrove?

Pubblicato il 19 agosto 2010 in prosa, riflessioni da hermansji

Devo averlo scritto piccolo, troppo piccolo il mio ultimo pensiero d’amore per te, perché oggi ho l’impressione di avere anche il fiatone. Sarò davvero sveglio? Osservo il mondo ma non mi sento pronto a fare incetta di dettagli. Vorrei, vorrei soltanto restare sotto le coperte con te. Il mondo attraverso gli occhi. Sarò sveglio davvero? Magari solo perché ad immagine e somiglianza di qualche nevrotica divinità? Forse hanno ragione gli altri, possedere il pensiero ci fa stare eretti per dominare anche senza niente da dire… erette scimmieuomo nel vuoto che sorge improvviso e livido di splendore. Smarrisco anche questa stupida riflessione e torno da te, torno a pensare colla voglia di prenderti per fare l’amore e leccarti di dosso ogni pudore. E se fosse tutto qui l’altrove? Se fosse il ritmo del nostro respirare, i tuoi capelli che raccolgo colle mani. Se fosse solo uno stare sopra quel tessuto di parole che restano all’angolo… come se avessimo intrapreso un viaggio senza neppure muoverci. In onda io e te attraverso un flusso di pensieri dove vorrei condurti mia. Ho le dita che raccontano sulla tua pelle, raccontano e descrivono le vie dove restavamo abbracciati mentre Roma ci respirava attorno. Guardami negli occhi mentre ti bacio, guardami perché tutto il resto è solo un punto estremo di questo universo. Il mondo per queste ore non esisterà più. Ecco, questo altrove è per me una nuova nascita in un bozzolo dove siamo semplicemente io e te. Forse è solo che ascolto una canzone che a te piace, una canzone che si chiama “Altrove”. Ti penso così e scrivo piccolo, troppo piccolo altri pensieri d’amore per te.
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attraverso le bruciature

Pubblicato il 19 agosto 2010 in prosa, riflessioni da hermansji

Ed è forse banale, anche così dolce, pensare a come restiamo uniti nonostante la distanza. Così, che sia il web o le ore sempre troppo brevi al telefono, mi sembra di essere sempre accanto a te… uniti attraverso le bruciature di queste nostre vite che si sono per fortuna incrociate.
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dormi, dormi ancora con me

Pubblicato il 17 agosto 2010 in prosa, riflessioni da hermansji

E alla fine di te, trovo il percorso di questo abbraccio che ci conduce a smarrirci appena sollevate le coperte della notte. Dormi ancora con me, condividi altre pieghe di questa vita, proprio quando sarà bruciata anche troppo in fretta colla marcia di questi giorni, mentre ti portavo a conoscere il sapore di Roma. Dormi ancora con me, spiega queste vele di pensiero mentre ti regalo l’ultimo abbraccio prima di chiudere gli occhi accanto al noi. Vieni, vieni Falena a dormire incollata a me. Potrebbe essere anche la notte più breve che l’allungherei continuando a leccare le tue ferite, come ho fatto all’improvviso quando ho lasciato fiorire il primo pensiero dedicato a te. Dormi, dormi ancora con me.
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il web e l’intellettualismo fai da te…

Pubblicato il 11 agosto 2010 in riflessioni da hermansji

Riflettevo.

Frequentare il web rende più sottili le percezioni, come se, dopo tanto tempo, fosse quasi automatico smascherare certe forme di decadenza spacciate per cultura.

Già.

Sembra di sentire i passi di quella danza macabra che consuma le risorse nel web.

Cose rese purtroppo facili proprio dallo stesso eccesso di risorse che “erutta” di continuo in rete.

Per esempio fingersi intellettuali 2.0 oggi è molto semplice.

Per darsi un tono, basta coltivare l’uso della ricerca, sono pressoché sparite le fonti di tutto quello che viene detto e spesso, quando sono indicate, punto a capo… tanto perché qualcuno controlli bisognerà tirar fuori leggi statistiche e aver fede, di solito nessuno lo fa.

Non serve nemmeno conoscere una lingua straniera, dato che è possibile farsi aiutare dai vari servizi di traduzione automatizzata, saranno pure traduzioni approssimative e da rimaneggiare ma il “furbetto” si accontenta perché dalla sua c’è l’astuzia.

Al “rivestito” intellettuale, “coniglio” moderno, serve il giusto, il necessario per afferrare il senso del discorso, il taglia e cuci farà il resto.

Qualche spruzzata di attualità, il sesso, la morte e la religione sono argomenti collaudati tanto da funzionare in qualunque contesto, magari tirando fuori collegamenti più complessi grazie alle buone vecchie “Garzantine”, quella di Filosofia ad esempio.

Riflettevo.

Oggi è fin troppo facile fare gli intellettuali 2.0, senza nemmeno troppi sforzi.

Il web è diventato o è sempre stato peggio della televisione?

Bah
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la superficie

Pubblicato il 11 agosto 2010 in poesia da hermansji

già,
ma il senso di ?
quello che oggi
non è venuto a prendermi
mentre stavo nel più nero del me.
tutto il pianto che
ho messo dentro al bicchiere,
tutto il veleno che
ho preso per distruggere
il bene in me.
sarà
il prezzo di una colpa
qualunque,
sarà
il mio prezzo…
quello sufficiente per esistere.
la superficie,
come avere una forma
e non sentirla combaciare,
perché non è questo il senso compiuto
di una filiale di pensieri che
mi restano a morire
senza sforzarsi d’attraversarmi…
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La carne ha fame #5

Pubblicato il 11 agosto 2010 in collaborazioni, prosa da hermansji

(Fotografia: Elisa Gianola – Tutti i diritti riservati)

Baciami e, aperti gli occhi, affacciati ad osservare fino al fondo i miei. Prendi sulla lingua il sapore di quest’oscurità, scivola dalla mia a cercare di ferire la tua bocca. Suture, tu che lasci la porta aperta e mi vuoi, vuoi che entri, attraverso la tua carne, a tingere anche le mie dita di te, così ti fai penetrare anche nella mente per assorbirmi. Mi inviti, ti lasci godere senza resistenza e vuoi tenermi in te, stringermi nel tuo abbraccio fino a quando il sole non verrà a bruciare questa oscurità.
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Si ringrazia Elisa Gianola per dare corpo alle mia parole…


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quando, quando

Pubblicato il 7 agosto 2010 in prosa, riflessioni da hermansji


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un velo d’ipocrisia

Pubblicato il 7 agosto 2010 in prosa da hermansji


E parli di cose che hanno un velo d’ipocrisia, ma non c’è niente che un respiro a separare il fondo di questo odio tra noi. Le ferite, le suture, il buio dentro la mente che trascina ogni aspetto del cuore. Le storie di ieri, le strade lasciate aperte, il cavo a rubare la corrente per accendere l’inferno di questi occhi che raccontano di ponti per attraversare l’altrove d’un giorno eroso sotto le coperte della notte…
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oggi

Pubblicato il 6 agosto 2010 in prosa, riflessioni da hermansji

Oggi ho fatto altre piccole riparazioni al tuo primo libro di fiabe, era come tenerti con me. Poco dopo, ci stavo ancora mettendo le mani, tu mi hai chiamato. Strane le coincidenze ho pensato. La verità è che dentro la mente ero io a chiamarti per primo, così, coincidenze o no, ho ricevuto un bel regalo. Poi mi son messo a pensare se mi sentirai? Col gran chiasso che fa il cuore quando è lì che batte, batte… batte la marcia e macina le distanze di questi giorni fatti di telefonate che non riescono a stancarci. T’appartiene, è tuo questo senso, questa direzione, il filo teso d’un pensiero di te che s’ostina a guardare il mondo senza dargli nemmeno troppa importanza. La quiete improvvisa senza le mie parole, la felicità viva nei tuoi occhi ancora incollati ai miei mentre riprendevi il treno e continuavamo a fare l’amore attraverso lo sguardo.
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