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hermansji

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il grigio scivola nel blu

Il pianoforte suona freddo che nemmeno il vetro riesce a parlarti con la stessa voce oscura e violenta. Le dita che cancellano ogni distanza, il tempo che piega la schiena e cerca di fuggire all’interno di stanze vuote. L’anima che non è voluta nemmeno entrare a buttare lo sguardo contro le pareti di questa carne troppo umana per fare del bene, così attende fuori sorseggiando il suo tè di Darjeeling. Osserva il grigio, senza voce del cielo, con la speranza che venga lentamente sostituito da un’altra miscela, lei adora il blu. Il sangue che scende dalla mente, scivola sotto pelle a raggiungere queste dita che creano, poi, senza nemmeno rendersi conto, distruggono anche tutto… nonostante siano le stesse dita.
Saranno troppo addormentati i pensieri, per accorgersi che degli angeli avevano bussato, prima di intrufolarsi per casa con le zampe dei gatti. Non c’è neanche del latte per placare la loro sete d’amore, così giocano e si rincorrono tra le stanze e per le scale. Hanno giocato anche a strappare le pagine dai diari neri, sul pavimento ci sono solo percorsi di labirinti di carte, frammenti di parole scritte che non conducono più a nessuna frase precisa. Ordine e disordine parlano la stessa lingua e sorseggiano dallo stesso bicchiere, ordine e disordine.
Il pianoforte ha smesso di parlare, ma il silenzio non è tornato a farmi compagnia messo alla porta dal ticchettio nervoso degli orologi disseminati per casa. Stanco mi sono avvicinato all’uscita. Ho intravisto il grigio del cielo scivolare nel blu. L’anima in piedi davanti alla porta, osservava quello spettacolo sorseggiando lentamente il suo tè. Aspettava proprio questo istante anche senza niente di cui parlare, siamo rimasti ad osservare quel curioso mare sospeso sulle nostre teste.
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edith ed il labirinto del respiro

Prendere il respiro, assorbirlo come fosse tutto, sentirlo attraversare la carne e quasi far male. Il petto che si solleva ed il viso che assume quell’espressione severa, una manciata di secondi eppure c’è imbrigliato il senso d’una vita e nessuno riuscirà a computarla per davvero. Così, mentre osservi Edith respirare, le guardi il viso che ami, lo vedi graffiato ed indurito e non puoi, o non vuoi, credere che la tua donna ti stia dicendo d’andar via. Pensi che sia ancora imprigionata nel labirinto del suo respiro, ma lei sta piangendo perché non vuole che tu la osservi, non vuole sentire il tuo calore e ti respinge anche se sta male. Caduta piange e pensa già ad una sconfitta, si vede sola con davanti un futuro da storpia. Anche se ha paura e mette il cuscino sopra per non guardare le gambe spezzate da quell’automobile. Anche se non vuol sentir parlare di cure o di stampelle, anche se è confusa e vorrebbe che il mondo la lasciasse in pace, che tu l’abbracciassi, sta piccola e senza forze col passato davanti agli occhi come un gigante nero che tenta di schiacciarla. Eppure non sopporta i tuoi occhi, che tu possa ricordarla così ferita. Ed urla, urla di andar via. Ma quando esci dalla stanza, senti il cuore lanciare fiamme che non basterebbe un estintore a spegnere. Trattieni l’emozione, trattieni ma anche tu stai respirando con un’espressione dura da intimidire quanti, nel corridoio dell’ospedale, ti vengono incontro per chiederti notizie di Edith. Non riesci a rinunciare è ripeti il suo nome, parli dentro con quella donna troppo orgogliosa e preghi che non ceda. Poi ti fermi di scatto e vorresti tornare indietro a prenderla col tuo amore e donarle il coraggio che è finito ma non puoi, lei non te lo permetterà.
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tecniche di promozione 1.0 di un ebook


Tratto da:
http://www.lafra.it/2009/11/02/tecniche-di-autopromozione-di-un-ebook-20-e-10/


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ospite su radionation

All’incirca verso le 14:00 sarò ospite di MISSION:IMPOSSIBLE su RadioNation, condotto da Marileda Maggi, per parlare di “Radiografie all’anima”.

Il sito di RadioNation:
http://www.radionation.it/
Per seguire lo streaming con Winamp:
http://radionation.it:8080/listen.pls

Per chi si fosse perso la punta:
(appena disponibile aggiornerò il link)
Eccolo: http://blip.tv/file/2860085
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prove di alluvione

In ritardo, prove di alluvione ma è soltanto del malessere, la febbre che non passa e la voce che non c’è. Getti i pensieri con le cose da fare, aspetteranno che tu stia meglio ma poi li riprendi tra le dita, li apri, li chiudi, li riapri e li stropicci finché non torni a pensare che coi progetti puoi giusto farci un gran falò. Ma non ti scalda nulla, nemmeno meno di ieri, perché l’ossidiana è sempre fredda, nera e fredda come tutta la tua anima. Aggiungi, aggiungi altro amore al tuo bicchiere ma ti resta in mano solo un bicchiere trasparente di freddo vetro.
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l’intervento di monique e marta al veneziacamp



Dal blog Terremoto09
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ecco come smetterò di raccontarti qualcosa di me

Ed ecco come smetterò di raccontarti qualcosa di me, non ci sarà bisogno di attendere un istante preciso, nemmeno il calore del sole, sarà abbastanza stupido come una risposta che non ho saputo mai.
Sarà come in quei racconti dove si confondono le fiabe col malessere degli adulti, sarà un bagaglio in cui non c’entrano tutte le cose che vorresti portare con te così t’è toccato scegliere.
Un taglio deciso ma non sarà al nastro di partenza e nemmeno all’arrivo perché avranno spostato la destinazione.
Non avrò nemmeno voglia di chiedere, anche se certi giorni m’è venuto addosso il dubbio che se c’è posto, e posto alla fin fine c’è, dentro a quel nulla che m’osserva oltre la morale ipocrisia dell’aldilà, se spazio c’è, grosso come sono, non riuscirò certo ad entrare in quel brivido d’amore che m’ucciderà.
Allora ecco smetterò di raccontarti qualcosa di me, ma allo stesso modo di come tutto è cominciato, quando ancora leggendo ti domandavi: “ma chi diavolo sei?”. Ti lascerò col sottofondo di tutte quelle domande ancora aperte, come corolle di fiori che ti danno fastidio, non sai se accettare o rifiutare.
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le fotografie raccontano bugie

Ed ora che ci pensi, mentre sei in posa per venire meglio con quel tuo sorriso che nasconde cose, si fermano gli occhi sulle superfici, incrociano anche gli altri sguardi e t’accorgi di non riuscire a tenere dentro di te le moltitudini di pensieri contundenti che vogliono uscire.
Ma è una semplice foto, una semplice foto, un singolo frammento del tempo che ti attraversa, forse può contenere tutta questa inquietudine ma da qualche parte deve poi uscire, sarà sangue, sarà amore oppure solo sesso almeno di buona qualità, sarà solo confusione o che tengono il prezzo del destino troppo alto, sarà.
Così ci pensi e dentro la tua mente tutto sembra muoversi lentamente, come se fosse ancora possibile scegliere, avere il contatto con la cristallizzazione del tempo, osservare l’infinita lentezza d’ogni cosa e leccarsi le ferite come i gatti.
Ma poi finisci per tirare fuori gli artigli, solo che così fai del male per davvero perché ad un certo punto non la controlli più tutta quell’inquietudine, ha preso ad occupare per troppo tempo le stanze libere della tua anima ed ora fa come vuole, come fanno tutti, s’approfitta di te ed a perderci sei soltanto tu.
Così le fotografie raccontano solo bugie, di gente che sorride ma non c’era neanche un perché, non la mostrano mica la parte nascosta di te, quella che urla dentro e che scava per non soffocare dietro ogni dettaglio.
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e più di 50mila avvocati si sentono già traditi

E così si riaffaccia lo spettro della cosiddetta “battaglia per l’albo”, una battaglia tutta intestina nel mondo dell’Avvocatura. Se non avete idea di cosa spinge queste mie riflessioni vi rimando QUI, QUI (o QUI). Battaglie, tra vincitori e vinti toccherà fare la conta dei feriti e saranno più dei 50mila di cui si parla nel giornale. Quando non ero ancora praticante gli Avvocati mi dicevano: – Chi te lo ha fatto fare? Sai a quante rinunce andrai incontro? Se io potessi tornare indietro farei un altro mestiere -. Peccato che io credo ad alcuni valori, la tutela dei quali mi importa. Ed ora invece è tutto così semplificato, non solo dalla palpabile totale mancanza di rispetto verso la nostra professione, per cui tutti si sentono in diritto di mettersi a dare consigli legali. Ma anche per quel senso di abbandono della madre Avvocatura verso i suoi stessi iscritti. “Battaglia per l’albo”, già come se per tanti non fossero troppi i sacrifici, come se fosse d’una facilità estrema schioccare le dita e reinventarsi una “professionalità” nuova, cambiare lavoro e ricostruirsi tutta una vita attorno, già. Peccato che i giovani Avvocati ad un certo punto non si sentano affatto tutelati, anzi si sentano persino abbandonati o traditi da un sistema di valori in cui credere, un sistema che d’improvviso chiude le porte con una tale superficialità.
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epica – unleashed


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Abruzzo Lutto Terremoto 2009


Esistono sistemi "morali" nei quali, in caso di dubbio, al soggetto è fornita una giustificazione per operare la scelta. Ed esistono sistemi "immorali" nei quali la necessità diviene l'unico argomento per rendere accettabile la scelta. Poi vi sono sistemi "individuali" dove è possibile lasciarsi guidare dalla coscienza e molto spesso essa risiede nel cuore. L'uomo appartiene contemporaneamente a tutti e tre i sistemi. Così come colui che comprende e determina le decisioni da prendere e quelle che non si verificheranno mai. Accanto alla libertà umana vi é la libertà di Dio.

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