Qualche giorno fa ho ricevuto un gradito presente da parte di Michela e Samuele, i Beinettesi. Ringraziando entrambi del gesto carino ho fatto qualche foto ai miei graditi ospiti:
Pubblicato il 21 febbraio 2010 in blog, poesia da hermansji
e sarà il vero?
quel vento che prende
come bocche di fuoco
un pensiero ma ancora pigro
tu che mi dai fuoco
ma io non sono il vento
e non sono nemmeno quel pensiero
io appartengo
a quello che ho già scordato
la nudità di ogni sostanzialità
l’uomo che coglie e sbaglia
senza la mappa d’un percorso
sono l’orma che in me
ha lasciato il Gran Sasso
la carnalità d’una poesia
quando scava e possiede già
tutto dell’anima
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Pubblicato il 21 febbraio 2010 in blog, riflessioni da hermansji
Interferenze della portante che m’asconde e, poi, riprende ad emettere il suo segnale ma quando sottintende il vuoto, contro cui impatta dolente l’approssimarsi, del tuo stupido giudizio “tecnico” sulla mia mente. Ma davvero vuoi mangiare delle mie parole? O accendere roghi di carta coi raggi del sole? Magari vorresti pure nutrire di te la mia collera arrogante? Oppure solo crescere e correggere quella che è solo una mia attitudine a divellere? No, non hai capito niente… appallottola il tuo giudizio e prendi un grande respiro, non c’è niente da leggere o di cui parlare in questo blog.
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Premetto, però, che non ho una particolare esperienza con questo tipo di reader, quindi le mie valutazioni sono da intendersi strettamente personali ed anche non particolarmente tecniche.
L’iLiad 2 si presenta con un aspetto solido e morbido al tatto, grazie anche al suo particolare rivestimento antiscivolo. Tutto sommato è leggero, circa 430 grammi ed occupa all’incirca le dimensioni di un libro, più o meno 16×22 centimetri con una profondità di 16mm.
Il display, a 16 toni di grigio con risoluzione effettiva di 160 DPI per 768×1024 pixel, garantisce un’ alta leggibilità rispecchiando effettivamente la definizione di “carta elettronica”.
I miei occhi, che risentono molto dell’affaticamento davanti ai monitor, non hanno sofferto nella lettura anche in condizione di luce non proprio entusiasmante.
Le possibilità di leggere i documenti direttamente da chiavette usb o schede MMC / CF, rendono praticissimo l’utilizzo dell’iLiad 2 e gli ebook, in formato pdf, vengono gestiti correttamente, tranne nel caso in cui siano protetti da una password che ne impedisca l’editing e la stampa.
Ho fatto delle prove con Acrobat , Foxit PDF Editor e PDFTK Builder. Applicata la protezione al documento, l’iLiad 2 falliva l’apertura chiedendo di inserire la password per visualizzare il documento, purtroppo questa era stata settata non per la lettura ma soltanto per l’editing e la stampa.
Forse il problema è dovuto al fatto che per ogni pdf letto, l’iLiad 2 crea una cartella corrispondente con dentro altri due file, “manifest.xml” e “scribble.irx”. Questi serviranno ad indicizzare il libro elettronico, a registrare non solo le informazioni generiche come l’ultima pagina letta ma anche gli appunti e le annotazioni prese con il pennino in dotazione.
Stante la qualità del display, purtroppo non a colori, e la dura di circa 15 ore della batteria, per godere appieno della lettura il documento deve essere comunque ottimizzato per le caratteristiche proprie dello schermo. Intendo ottimizzazione nel senso che altrimenti la lettura viene interrotta dal dover usare lo zoom e navigare la pagina, cosa che invece non accade quando il formato della pagina è stato già impostato per rendere al meglio con l’iLiad 2.
Sinceramente non mi ha entusiasmato l’uso del pennino e, per quelle che sono le mie esigenze, avrei preferito più la possibilità di gestire molte delle funzioni direttamente con le dita. Comprendo che la tecnologia della Wacom® sia indubbiamente diversa da quella di uno schermo tattile, ma per l’uso che io farei, di uno strumento come l’iLiad 2, ho più volte sentito una frustrazione pratica, forse anche dovuta a quelle “icone” piccole e poco intuitive che consentono la navigazione dei documenti.
Ringrazio ancora per l’opportunità che mi è stata concessa.
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Pubblicato il 3 febbraio 2010 in blog, poesia da hermansji
Un altro mio piccolo contributo al Collettivo Voci di Fatacarabina. Questa volta leggo la bella poesia “Coriandoli di neve” scritta da Iskah / Jessica Carrieri.
Pubblicato il 25 gennaio 2010 in blog, riflessioni da hermansji
Nel volume Sufism and Jihad in Modern Senegal (ISBN: 9781580462686), il Professor Glover offre un interessante spaccato della storia del Senegal dal periodo pre-coloniale, all’amministrazione francese fino al raggiungimento di una maturità nazionale.
L’attenzione dello studioso è, principalmente, focalizzata ad individuare i modi in cui si siano sedimentate tra loro le influenze date dall’islam, dalle dottrine del sufismo, dai moti di jihad armata in rivolta contro lo strapotere delle autorità coloniali e contro quella visione distruttiva della conquista propria dell’Europa.
Elementi, questi, che hanno costituito, via via, i principali punti di forza per l’espansione della Murīdiyya non soltanto perché principale ordine sufi del Senegal ma anche per la capacità di farsi gruppo promotore e facilitatore di un vero è proprio processo di transizione verso lo stato “moderno”.
Lo stesso autore conia l’espressione “an indigenous form of modernity” per definire il ruolo attivo dell’ordine Murid del Senegal nella costituzione di un’ identità e nel farsi portavoce di una ideologia di riforma e rinascita della storia nazionale.
Glover chiarisce anche come il concetto di “modernità”, applicato alle culture non occidentali, soffra di una sorta di offuscamento e ideologizzazione persino tra gli studiosi, per cui vi è una tendenza a voler per forza leggere la cultura islamica solo attraverso i tratti negativi.
Volendo approcciare l’islam in maniera più “aperta”, è doveroso “correggere” la visione orientalista secondo cui il mondo islamico è stato da sempre refrattario alle innovazioni non partecipando a quella che consideriamo l’età moderna.
All’opposto, secondo Glover, l’esperienza del Senegal dimostrerebbe come l’ordine Murid abbia favorito proprio il cambiamento economico, sociale ed anche il quadro politico nazionale tanto che l’islam, attraverso il sufismo, ha fatto da collante per le radici di un’ intera collettività e da fattore di emancipazione dall’oppressione dell’epoca coloniale.
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