0,23 secondi di notorietà

Pubblicato il 5 settembre 2008 in abruzzo da hermansji

Ieri, a Pineto, una signora mi ha fermato in pubblica via convinta che fossi uno della televisione. Ho dovuto mettere impegno per rassicurarla che no non mi occupo nemmeno di quel settore. In tutto ciò, non sono riuscito a capire il nome che la donna farfugliava, così mi è rimasto un dubbio atroce: e se non ci fosse nulla di buono in tutto ciò? Forse è venuto seriamente il momento di eliminare quei chili di troppo !!


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Alisei “rewind” le 100 cose per cui ecc. ecc. ecc.

Pubblicato il 18 ottobre 2007 in abruzzo, riflessioni da hermansji

Alisei,dopo essersi opportunamente documentato (su Google) ha pubblicato il suo video di risposta con la giustificazione “le 100 cose per cui ecc. ecc. ecc.” per vostra comodità lo inserisco qui:


Alisei comprendo lo sforzo e l’impegno che metti per apprendere l’arte dell’ironia. Purtroppo confondi l’ironia con il grattare il fondo della comunicazione.
Ti assicuro che sono profondamente diverse.
Per farti un esempio terra terra: l’ironia è come una donna in grado di sedurre anche con poco mentre il fondo della comunicazione è una donna rifatta dalla testa ai piedi.
Ecco perché l’ironia si colloca tra valori sani e genuini mentre il fondo della comunicazione sta avvelenando i mezzi di diffusione del pensiero.
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Abruzzo VS Alisei?

Pubblicato il 15 ottobre 2007 in abruzzo da hermansji

Leggo e quoto la presa di posizione della Redazione di Like TV News sulla vicenda Alisei.
Riporto integralmente:

Dopo le offese alla regione Abruzzo e a Pescara da parte di Fabio Alisei dal blog della community di Radio 105, alisei.blog.105.net Like Tv programma leader nella promozione di eventi in discoteca e non solo invita le discoteche della regione a disdire ogni impegno intrapreso, qualora fosse gia in atto, con il cast artistico dello “Zoo di 105” e a non ospitare più tali personaggi nelle proprie serate e feste.
L’umorismo discutibile di certe persone questa volta ha toccato veramente il fondo.
L’Abruzzo viene descritta come una “regione inutile da asfaltare e piastrellare”, capiamo l’attuale momento di disperazione di certi personaggi in cerca di pubblicità attraverso il “rumore”, ma non è possibile ottenere ciò calpestando l’immagine e la dignità di una regione e dei suoi abitanti.
Adesso si dirà che è uno scherzo, nel caso fosse tale, risulta di pessimo e bassissimo gusto.
Ma altrettanto scherzosa non è la nostra posizione, per tutti i canali di informazione legati al divertimento e collaborazioni aperte con la nostra struttura promozionale, oscureremo qualsiasi discoteca intenzionata ancora ad ospitare tali personaggi.
Oscuramento e rifiuto di ogni collaborazione anche con i locali o organizzazioni che intenderanno avvalersi del marchio di Radio 105 e di tutto il suo cast artistico, fino al momento in cui l’emittente nazionale non formalizzerà attraverso ogni canale mediatico le proprie scuse alla regione Abruzzo e ai cittadini di Pescara.

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Messaggio all’Abruzzo? Piastrelliamolo!!

Pubblicato il 12 ottobre 2007 in abruzzo da hermansji

Si fa un gran parlare del messaggio lanciato da Alisei sul blog di Radio105 francamente credo che la caccia al link d’ingresso ed alla notorietà pompata sia causa di sparate a zero di questo tipo… per vostra comodità riporto il video in questione:

Tutto sommato le giovani attività “imprenditoriali” vanno sostenute. Così propongo ai blogger abruzzesi ed a quanti amano questa terra di inviare una mail a Radio 105 (se non erro dovrebbe essere: diretta@105.net vi prego di correggermi se sbaglio) con :

oggetto: una piastrella dono per il giovane piastrellista Fabio Alisei
contenuto: in allegato troverete la piastrella in questione!! con affetto dal blog (ed indicate la vostra url)

l’url dell’immagine è: http://www.blessure-ed.it/piastrella.jpg

Piccolo aggiornamento: Alisei svela (si fa per dire) a PrimaDaNoi.it le sue motivazioni ossia cavalcare la provocazione (guardate l’incipit del mio post). «Il programma viene ascoltato tutti i giorni da 850 mila persone, e mai nessuno si è ribellato», un alibi? Troppo semplice ed infatti la butta sul meno scontato : «registrerò oggi pomeriggio un videomessaggio in cui elencherò le cento ragioni per cui gli abruzzesi avrebbero ragione di essere arrabbiati…ma non con me». Quasi sulla strada della Santità peccato che sa tanto di trovata per parare i colpi se qualcuno non digeriva la “sparata”. Notorietà e mancanze di idee così si è grattato proprio il fondo della comunicazione… ops c’é sempre la giustificazione le 100 cose per cui ecc. ecc. ecc. :



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fauni ignis – faugni

Pubblicato il 26 settembre 2007 in abruzzo da hermansji

il fuoco dei fauni illumina i sentieri magici nella notte

Aggiornamento: A richiesta di Inenarrabile ed Angie scrivo qualcosina in merito. Forse doveva essere questa la prima parte . Infondo raccontare la fine di qualcosa è un po’ assumersi la responsabilità del suo principio.

Allora vediamo quali sono le coordinate di questo discorso prima che iniziate a strapparvi i capelli. Ho scritto spesso che sono un “fauno” su altri blog. Ora è venuto il momento di confessare il perché. Appartengo alla terra degli abruzzi. Pare anacronistico ma non condivido la separazione storica. Nonostante la mia frequente lontananza e, nello specifico, stante il mio carattere da orso ad un luogo poco noto per le sue tradizioni magiche. Mi riferisco all’antica magia dei latini e dei greci… non certo allo pseudo satanismo odierno alimentato da profonde incomprensioni medievali.

Perché fauni? Innanzitutto perché fauno? Il fauno è una delle divinità più antiche. Associata con la fertilità della terra. Sposo di fauna o bona dea. Collegato alla sacertà dei boschi ed alla sessualità. Venerato dai contadini per la fertilità del raccolto e la sua salubrità. Invocato dai pastori e dai viandanti per domare le belve feroci ed i lupi. Spesso associato al luperco accentuando una sorta di “mannarismo” per cui le belve ubbidiscono al fauno poiché il fauno è una belva a metà. Festeggiato anticamente (ad es. nelle faunalia rustica agli inizi di dicembre) lo ritroviamo perfettamente inserito nell’antico ciclo del solstizio d’inverno e rievocato nel rito dei “faugni” ( video ). Poi convertito dal cristianesimo al culto mariano, come festa dell’immacolata. Il rito, infatti, trova compimento con la messa mattutina. A ben guardare conserva ancora tutti i suoi elementi iniziatici e misterici.

Così i lunghi fasci di canne secche, legate strette, prendono fuoco al principiare dell’8 dicembre. Iniziano i fauni a condurre il dono della luce per allontanare l’ultima coda delle tenebre. La processione di fuoco invoca e corteggia il futuro. Le nuove messi. La femminilità della natura. Si contrappone il caldo al freddo… in alcuni riti di magia naturale applicati all’agricoltura si usa scaldare l’acqua a temperatura costante prima diluire il concime (la temperatura della vita). Il calore è da sempre il fattore evolutivo per eccellenza della vita… e la natura è femmina. Così il fauno la scalda con il suo fuoco sacro ed i moderni fauni da generazioni evocano la nuova nascita. La protezione della natura. L’ubbidienza delle forze, le belve oscure, e l’arrivo del giorno. Il propiziarsi del futuro. Rammento che al fauno “fatuo” è attribuito anche il dono di rivelare gli eventi ancora ignoti.

Per questo il fauno rivive nel sangue di questa piccola comunità e per questo io mi sento un fauno. La devozione mariana non ha tolto nulla della bellezza di questo rito. Forse la consapevolezza di molti, ma infondo la madonna è a sua volta il ventre fecondo per eccellenza e simboleggia la nascita e le speranza nel futuro. Una leggenda antica, un culto inesauribile di significati perché misterico. Si potrebbe scrivere molto, solo la provenienza del nome “hatria” da “hatranus” dio della guerra e del fuoco costituirebbe il primo passo per entrare dentro la leggenda, forse un giorno la racconterò nel mio progetto symphalia.


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gli alberi ci osservano

Pubblicato il 25 luglio 2007 in abruzzo, appelli da hermansji

Questo è lo sguardo di un albero ferito dall’uomo. Vorrei che qualcuno lo ricordasse prima di appiccare un incendio.

blessure01_mini.jpg

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viaggio in seppia

Pubblicato il 29 aprile 2007 in abruzzo, prosa da hermansji

Sono tornato a cercare i luoghi dove giocavamo a cambiare le regole del mondo. Ho i passi stanchi e sulla pelle i ricordi di calde storie. Sono tornato per restituirti le ali di carta che avevi perduto. Sono tornato con la nostalgia di prenderti con le mani le guance e baciarti ancora. Ma non ti ho trovata e le stanze della tua casa sono quelle di un fantasma tenue…

«Guarda qui!!» la tua immagine mi è davanti… apre le mani come tanto tempo fa. E vola la farfalla che avevi tra le dita. «Lo vedi non bisogna accettare nessuna condizione anche in questo corpo siamo crisalidi… e la morte altro non è che un’altra porta. C’è sempre una destinazione» e svanisce tra il fogliame che ha invaso l’ingresso, camminando sulla terra dura e ferita.

Apre il vento e sbatte la piccola finestra. Rammenti la notte come era? Correvo via da casa per lanciare qualche piccolo sasso alla tua finestra e tu che mi aspettavi. Aprivi piano e, alla luce di una piccola candela, mi sorridevi. Rammenti la notte come era? Eravamo così veloci a divorarla nel suo silenzio. C’erano solo i nostri respiri tra le spighe di grano.

«Sei proprio buffo con quell’aria così seria… dolce amore mio !!» la tua voce è ancora qui. Guardo intorno. Non è cambiato niente, a parte la casa che sta rovinando pigra come la campagna. Ma tu dove sei? «Sono qui… non mi vedi? Abitua gli occhi sono qui… la morte altro non è che un’altra porta !! sono qui!!»

Avrei voluto raccontarti di me, della mia vita ora, avrei voluto sapere di te. Se avevi trovato un uomo migliore. Vedere i tuoi figli correre come noi da piccoli. Avrei voluto capire e scoprire nuove cose. Ora mi chiedo solo perché ho saputo della tua morte solo dal tuo fantasma. «Guarda qui!!» mi volto ancora una volta ed apri le tue mani. Ma c’è una margherita tra le tue dita. Non ricordo questa scena. Quando è accaduto? «Lo sai hai sempre la stessa buffa espressione quando provi ad essere serio. Ora devo andare. Ciao. Verrò quando sarà l’ora. Sarò con te per mostrarti la strada. Altrimenti dove andresti? Come faresti senza di me? Tu che hai sempre la testa tra le nuvole».

Già.


Foto (c) Hermans JI

Foto (c) Hermans JI

Foto (c) Hermans JI

Foto (c) Hermans JI

Foto (c) Hermans JI

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Foto (c) Hermans JI

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radiografie all’anima

Pubblicato il 24 aprile 2007 in abruzzo, poesia da hermansji

Lastra n° 1 – Campo Medio

Oggi la terra ascolta
e viene giù il pianto degli dei,
mentre sollevo lo sguardo.
Attendo che mi investa il vento
violato e muto al bacio della pioggia.
«insegnami di nuovo ogni cosa
ed accartoccia le domande sbagliate
seducimi con nuovi veli
tumescenti avrò le labbra ed il cuore
farò posto al peccato di vivere
sarò ancora il demone gentile»
Ed è come attraversare l’aurora,
dondolare tra venire e morire,
forse il confine pulito ove abitano i sogni.
Qui tutto è possibile tra gioia e dolore
lo vuole la mente lo insegnerà anche all’anima.
«solleva tutte le vesti ed assorbimi
svanisci di colpo e poi torna a parlarmi
reclina il capo di tutte le false prospettive
iniettami la cura giusta una goccia per volta
farò posto al peccato di vivere
sarò di nuovo un demone gentile»

Lastra n° 2 – Primo Piano

Sbagliato è il pensiero che mi è appena nato,
perché ho le spine le vedi?
Ho le spine…
stringimi forte e saranno dentro la tua pelle.
Sono bugiardo ed odio
come le foto su di un pianoforte.
Sono stolto…
ed odio come i fiori nei bicchieri.
Così, chiuso come un sughero,
sarà l’ultima volta
che galleggerò
sopra le risposte che non ho mai sentito.
Sono appiccicoso…
ed odio come tutto ciò che arriva per ultimo.
Sono instabile…
ed odio come le valvole ad elio
prima di mordere gli abissi.
Distratto e scavato,
come le frasi sulla sabbia,
perché passando
la marea mi cancellerà…
passando cancellerà
e saranno solo la noia delle tue verginità.
Sono e mi sono rotto di dimostrarlo.
Perché tutto è vero… così falso…
Allora? dai credici
perché non può durare tutta la vita.

Lastra n° 3 – Campo Lungo
ti guardavo ed eri già il mio desiderio
poi hai preso il respiro dentro
l’ho visto scendere lentamente nel tuo petto
mentre ti rompevi di pianto triste
ed i tuoi occhi erano bellissimi
così di tutto quello che avrei voluto darti
alla fine ho scelto solo un fazzoletto
e di tenermi il tuo fragile sorriso bagnato

Lastra n° 4 – Primo Piano

mi hai soffocato tutto il giorno
predicandomi di consunzioni settimanali
anime private di luce e punizioni inflitte con malattie
mi hai descritto tutta la tua bontà e tutto il piacere della giusta causa
c’era persino l’orchestra tutta per me
ma su di una cosa sola che ti ho chiesto
è finito il nostro idillio
possibile non ci sia un posto
nel tuo paradiso
per far l’amore?

Lastra n° 5 – Campo Medio (a m.p.)

non spegnerti… mi senti?
ti sto parlando senza parole
lo faccio con le dita sulla tua stanca pelle
la mente non c’è più dove è andata?
hai lo sguardo d’un bambino ed io non ho il coraggio di sostenerlo
«tutto è possibile…
…sebbene impossibile»

Lastra n° 6 – Primo Piano

Sarà un problema con il bilanciamento del bianco,
oppure è l’otturatore troppo pigro.
Sarà per chissà quale altra ragione,
eppure la mia anima viene bene
solo con le radiografie.
Ed alla lunga si stancherà
anche della popolarità,
come di analizzarsi, stabilizzarsi, sedimentarsi, difendersi e sterilizzarsi.
Un giorno
depositerà la sua planimetria
e sembrerà meno ostile
l’abisso con cui seduce.

Lastra n° 7 – Campo Lungo

Cos’è dolce o cos’è amaro?
Dai… prendi pazienza, fai il nodo al tempo
ma su insegnamelo.
E poi… poi segnami il punto.
Inizierò proprio da lì
a disegnare la mia piccola strada
senza direzione.


Foto (c) hermansji – http://hermansji.it

Foto (c) hermansji – http://hermansji.it

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abruzzo

Pubblicato il 4 aprile 2007 in abruzzo, poesia da hermansji

Palpitazioni. Le tue. Ora le voglio sentire tutte. Guarda come sale la nebbia fino in cima. Nasconde le calli. Come fai tu dentro i tuoi vestiti. Ma l’Abruzzo non cede. E quanto vuole avrà, con tutte le tue voglie. Sorridi? Il gioco è appena iniziato. Lo hai mai sentito il tocco del nostro vento? E’ come la mano che ti regge la testa mentre ti bacio. Accarezza dalla piega delle labbra scivolando sulle guance, dietro le orecchie, lo senti il vento? Ora scende. Lungo il collo, quando sarà sulla tua spalla ti ritrarrai dai brividi. Guarda allora è dimmi cosa vedi. Non è come avere le vertigini? Cerchi rifugio? Ti mostrerò il fuoco dell’Abruzzo. E’ come una lenta processione tattile, prima di aver catturato tutte le tue palpitazioni, quando le avrà come fra queste dita. Allora non smetterai di pensare e di chiedere: abruzzo fammi morire.
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