Oggi, il risveglio aveva dita così lunghe da tenere in piedi pure quella sfera che brucia, muore nella solitudine dei pianeti, solo che è inciampato tra le coperte, poi s’è rialzato e le ha trascinate coi piedi, tanto che non le ho più trovate.
Oggi, il risveglio era un fatto personale, come una gatta che s’è scaldata tutta notte, s’è stiracchiata sbadigliando prima di andare via ma non ho ritrovato le ciotole al solito posto in cucina, così ho capito che era andata via davvero.
Oggi, era semplicemente un altro principio, uno dei tanti come un altro conteggio di secondi eternamente in fuga verso il traguardo della notte. Qui dove la vita è tutto un riciclo di cose già dette, un ricatto di buoni propositi e non c’è modo per stare tranquilli.
Oggi, avrò fatto un mio personale olocausto coll’ultimo fuoco della stufa. Messo la riga e tirato la somma per metterci dentro a quel fuoco le cose che sono, quelle che sono stato, ciò che ho amato, quanto avrei voluto condividere ma no, basta… se devo scontrarmi col futuro è inutile portarsi cose così ingombranti.
Oggi, come un altro ieri o l’ennesimo domani, questa vita ha insegnato che la testa dura è solo uno dei miei difetti. Non ci cambierò quei discorsi nati a metà, magari solo perché farei l’inutile sforzo di mettere congiunzioni fra loro senza vedere alla fine nessuna figura uniti i punti.
Oggi, ah già anche oggi era stupidamente , banalmente nient’altro che oggi.
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Autore: hermansji.:. - Resta aggiornato, iscriviti gratis
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