L’idea di viaggiare a pelo della tua pelle e ritrovare… qualcosa che avevo perso, l’affetto rubato ma tu me lo avevi già donato. E così sei scoppiata a ridere, a ridere di gusto perché non posso mica portar via quello che è già mio. Ma questa idea del viaggio m’è rimasta nei pensieri, come quella di fabbricarmi ali per attraversare l’oscurità d’ogni possibile notte, stillare via da me questo sangue che mi fa così male, brucia e tu non puoi capire il perché. Non c’è una cura e nemmeno la mappa del punto dove s’è interrotto il molleggiare del bilanciere che governa i miei pensieri. Così nessuno ha modo di aggiustare le cose e nemmeno io posso cambiare “lo stato essenziale delle cose”. Tu che osservi il mare farsi calmo, lo consumi con gli occhi e pensi che sarebbe bello avere una piccola barca per cominciare a solcarlo. L’idea del viaggio ha preso anche te, con la curiosità di vedere cosa si nasconda oltre il nostro sguardo. Così mi trascini via dai miei pensieri e mi porti fuori a vedere quante stelle stanno appese a testa in giù nonostante tutta l’oscurità che ci sovrasta. Scegliamo il nostro desiderio ma il mio è troppo stupido perché davvero qualcuno lo assecondi. Vorrei solo trascorrere il mio ultimo giorno in questo mondo potendo dire d’aver finalmente scoperto il senso della parola normalità. Forse c’entra lo stare bene anche così, con gli occhi in fronte al mondo senza temerlo e coll’idea di un nostro comune viaggiare sotto lo sguardo assonnato della notte. E ti rubo un bacio, anche se poi mi dirai che era già mio, ma te lo rubo lo stesso perché certi giorni ho paura di averlo soltanto sognato.
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Autore: hermansji.:. - Resta aggiornato, iscriviti gratis
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