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forse le parole ci osservano

Pubblicato il 19 febbraio 2010 in prosa, riflessioni e in , , , , , , da hermansji

(dedicato a J.)

Quando la tensione di parole arriva a mordere improvvisa, se penso a te e provo a riascoltare nella mente la tua voce le dita descrivono un fiore di carta che ho piegato senza nemmeno accorgermene. Forse vorrei riuscire a dirti che non c’è solo oscurità dentro me.

Trovare la maniera per condividere la mia anima con la tua, vedere se c’è un posto al riparo della troppa luce del giorno perché possa mettere radici e continuare a germogliare con te. Forse arrivare anche al punto di farti piangere ma non di dolore, soltanto perché è cresciuta inattesa un’emozione.

Poi, capita che prendo tra le dita il silenzio per farmi raccontare dove vanno a finire le parole quando non riescono a trasportare le cose che vorrei dire. Perché si infilano maldestre sotto l’uscio di una frase sbagliata e continuano a bussare per farsi aprire da te?

Ma poi rinuncio a tutto, smetto di pensare e di scriverci attorno. Ho un groviglio intricato addosso, una sovrastruttura di proiezioni altrui che anche se non raccontano davvero di me, anche se dentro quel groviglio non sto bene, purtroppo lì non devo più rendere conto ed è come avere un frammento di libertà da portarmi in tasca.

E cessa anche quel lento bussare, si trasforma solo nella preghiera di non aprire a me le tue porte. Perché hai ragione tu,
affiorano troppo in superficie le acque di questa oscurità dell’anima. Perché hai ragione tu…

Eppure le parole magari hanno un posto tutto loro, una casa che sembra così familiare anche se non c’hai messo ancora piede. Forse le parole ci osservano al di là delle paure che ci “lucchettano” il cuore e riescono a tornare a parlare di noi quando non volevamo più soffrirne ancora.

Così anche il silenzio possiede una sua ragione, far scendere questa febbre che avvolge le cose che non riusciamo a dire. Accetta in dono questa mia visione. Immagina di alzarti con tanta confusione, di non avere la forza di affrontare il giorno. Ed ora prova a tenere gli occhi chiusi, immagina che sto armeggiando in cucina per portarti una camomilla. Resta così. Persa in ogni singolo rumore. Ora apri gli occhi, guardami non ci sono nuvole all’orizzonte, solo una tazza di camomilla, un caldo mattino e del silenzio. Tutto qui.

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1 Comment

Un commento.

  1. Louie scrive:

    E ci compatiscono.

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