Sei tu che l’hai lasciato? Tu che hai donato questo strano giorno come una coperta? Noi, senza parole, vorremo restare ancora in silenzio. Eppure i nostri candidi cani abbaiano festosi e ci sono accanto, cercando di portar via coi denti i lembi della tua antica paura che pure ci sovrasta.
Sei tu che le hai colpite? Tu che le hai piegate queste case d’Abruzzo? Come un bambino capriccioso che non si è accorto di quanto possano far male le sue piccole mani. Il Gran Sasso ti sta richiamando con la sua profonda voce. Piccolo figlio di questa nostra terra, il Gigante ti sta cercando, come un padre ed una madre, perché si plachi la tua stupida furia.
Ascolta, è nel silenzio l’eco della sua voce. Figlio della terra ascolta la sua ninna nanna ed ubbidisci. Egli è il padre ed anche la madre delle genti d’Abruzzo.
Ascolta quella voce, ti chiama a sé con la sua antica preghiera. E’ ora di tornare a dormire. Le palpebre già cominciano a chiudersi e ti senti così pesante. Ascolta. Presta orecchio sta parlando a te.
Vieni a dormire tremendo figlio. Le sue braccia sono forti e ti culleranno finché il sonno non ti avrà preso. Ascolta.
Autore: hermansji.:. - Resta aggiornato, iscriviti gratis
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