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hermansji

mermaid

E’ tornato il freddo ed in un certo senso mi sento già meglio senza un perché. Ma c’è poco da spiegare, mi porto dentro la mermaid chissà da quanto tempo. Sarà stato un giorno senza voler dir niente che le ho offerto un passaggio. Vestita in modo semplice con pochissimo profumo sulla pelle, penso di averla trovata attraente anche solo per questo e mi è rimasta l’impressione di un déjà vu. Ora ha tanto freddo da stringersi nelle spalle, lo sguardo pieno di cose che vanno mischiandosi allo strano silenzio non silenzio tra noi. E’ spuntato d’improvviso il sole ed è come se non fosse mai andato via. Però, se ci penso, di cose da non dire le ho sempre avute e nessuno ci ha fatto troppo caso perché “si sapevano già”. Eppure mi sfuggono le parole così non faccio a tempo a chiuderle nelle scatole che già sono per strada a verniciare la città di moltitudini di sogni. Fuori è tutto così immobile, immagino che le fabbriche e le case dovrebbero mettersi in viaggio come i treni smarriti nel nostro dormire. La mermaid ascolta e ride di me mentre cambia stazione alla radiolina da collo alla ricerca di una canzone ancora più stupida. Sbuffa, lancia occhiate e gioca provocante ad attorcigliare il filo delle cuffie con la lingua. Strana la città e bizzarra la vita, le linee che dovrebbero guidarci non indicano mai l’uscita, solo le colpe che non ricordiamo di possedere. Infondo ho sempre avuto la sua compagnia ed è stata con me anche quando hanno tentato di dividerci. La mermaid non mi ha lasciato solo, c’era nei momenti peggiori come in quelli migliori. Mi è stata accanto quando mi negavano il diritto ai pensieri come al nome. E non ha mai permesso che cancellassero quello che realmente sono. Forse è inutile sprecare parole, ci siamo scelti in un giorno senza post-it sul frigo vuoto, la solita pantofola svanita sotto al letto, niente in tv, le strade sporche tra violenza e degrado, soli nel centro d’una stazione ferroviaria. E’ stato così che, mezzi assonnati, ci siamo incamminati sullo stesso binario in cerca di una fine banale. Forse è già iniziato il film che parla di noi mentre il niente sgranocchia popcorn nella sala inondata del solito disprezzo.
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Esistono sistemi "morali" nei quali, in caso di dubbio, al soggetto è fornita una giustificazione per operare la scelta. Ed esistono sistemi "immorali" nei quali la necessità diviene l'unico argomento per rendere accettabile la scelta. Poi vi sono sistemi "individuali" dove è possibile lasciarsi guidare dalla coscienza e molto spesso essa risiede nel cuore. L'uomo appartiene contemporaneamente a tutti e tre i sistemi. Così come colui che comprende e determina le decisioni da prendere e quelle che non si verificheranno mai. Accanto alla libertà umana vi é la libertà di Dio.

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