Mettendo le mani avanti… prefazione

Mettendo le mani avanti… prefazione

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A quanti hanno provato a chiedermi che razza di libro sia “Radiografie all’anima” rispondo è solo un romanzo. Non ha molte pretese o forse ne ha perse pure troppe per la strada. E’ il frutto di una lentissima gestazione, spesso sofferta, come guardarsi attraverso i frammenti di uno specchio. Mi sono confrontato con me e con un ritmo narrativo lento e volutamente franto, rotto tra prosa e poesia. Ho abbandonato la mediazione/maschera di un personaggio costruito per condurre le catene del suo ruolo. E sono rimasti solo gli spiccioli delle mie umane nudità.

È in atto, quotidianamente, uno scontro tra anima e corpo. La prima si comporta in modo invasivo, come una malattia, che ci porta ad approfondire l’impalcatura della vita, a contestarne le fondamenta e rintracciare Dio, non solo perché causa principale o ultima del noi, soprattutto perché portiamo in tasca una lettera di ribellione verso tutte le ingiustizie, le sofferenze che si nascondono nella bellezza della vita.

Viene così un giorno trasparente e fragile in cui cadono gli eroi, cadono le saccense, si mettono a nudo le cose per quelle che realmente sono e lo scontro diventa guerra. Il corpo non vuole vedere e si ostina ad andare avanti. L’anima vuole capire, contrastare le contraddizioni e rispondere al fuoco del dolore.

Radiografie è anche un libro che parla di sentimenti contesi dall’anima come dal corpo. Così, in sincerità, nemmeno io so dire che razza di romanzo sia. Forse è un libro da odiare prima che da amare, fatto di una diagnosi con un linguaggio tutto suo. È un romanzo dove tutto è scontato eppure se il lettore abbassa la guardia rischia di venir travolto dalla sue pagine.

Io ed il lettore non andremo mai d’accordo perché ci odieremo e ci ameremo a vicenda. In definitiva lo scopo di un libro, senza pretese o che mente avendone troppe, è quello di mescolare i pensieri di chi scrive e di chi legge. Siamo tutti malati d’anima? Forse vorremmo cercare una cura, oppure è questa dualità il vero dono che dobbiamo a Dio.

hermansji .:.

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