Vengo alle mani con le parole e non è solo per le ragioni della rabbia o perché stringe troppo la maschera della rassegnazione. Questa è la venuta della quinta ora con le ali impure di ogni mio peccato. Non posso stare a guardare così espungo da me tutti gli altri me ed odio ogni cosa che m’appartiene. Io sono e me ne frego di qualunque risultato abbia mai raggiunto. Comunque sono difettoso, penso a tutto quello che non sono riuscito a fare, io sono ed incessantemente devo essere. Questa è la mia quinta ora, la sirena dell’autodistruzione. Giunge qui solo per coccolare me e tu speranza, che stai sempre ad osservare, risplendi per me. Dammi il calore del tuo amore, lo voglio adesso… dallo a me che non sono niente e non ho valore. Fammi escandescenza capace di divorare qualunque agonia della notte ma non farlo per dare qualcosa proprio a me. Fallo perché possa, con le parole, curare e rimarginare le bruciature in quelle anime profonde che non hanno mai meritato l’inferno di questo mondo. Dammi un filo di vita solo per questo, quando avrò raggiunto almeno lo scopo inghiottimi in te.
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