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hermansji

e sentirlo

E sentirlo il tempo che attraversa come e quando vuole, sentirlo ma dentro e nel profondo d’ogni respiro come pioggia che non bagna fino all’anima. Il volto dell’incerto, materiale impalpabile di cui son fatti anche i sogni degli altri, le nostre parole nascoste o troppo violente per farsi ascoltare. Curare ma senza cerotti, concedere attenzione ai giorni come se fossero piccoli fiori ai bordi dell’asfalto e la strada ancora brucia davanti agli occhi. Dettagli di fughe improbabili, mostri sotto l’abisso dei pensieri, niente da ricordare o è solo un’altra bugia per cercare di lasciare indietro dolori troppo importanti. No, non ti dirò mai niente di importante, perché quando ci provo diventa tutto banale e restano soltanto i contorni delle parole, non fanno ridere. Perché dici che sono umile? Anche troppo semplice? Allora ti prego smettila, non dipingermi complicato solo perché non riesco a dire scusa troppe volte. Fango addosso e freddo che congela anche i pensieri, tutto così impreciso da assomigliare a quella voglia di avere un’altra voglia indietro e poi un’altra e nessuna. Resto sotto questa pioggia anche se non è razionale, resto a camminare ma senza cercare una protezione e t’ascolto, sento la tua voce dal cellulare che piange e mi chiede anche troppe volte scusa, provo a spiegarti quello che sento ma è tutto così banale anche la città. E sentirlo il tempo che attraversa e si dimena come se soffrisse della nostra stessa agonia, la crisi che attraversa l’Europa, la crisi che strangola le famiglie è la stessa pelle di cui veste questo tempo bugiardo. Curare ma senza cerotti, pulire le ferite che la mietitura di politica ci ha lasciato addosso, noi che siamo immersi in campi di grano coltivati ad ore… “prima crescerete prima morirete” urla ancora il tempo che c’attraversa come e quando vuole. Tutto così vicino, un nuovo inizio nella terra devastata e sporca di sangue, nuova vita in cammino verso il centro di questa nostra civiltà tra inquietudini e macchine. Schiavi dei nostri tormenti, abitudinari e senza l’abitudine che giustifichi tutto questo dispendio di energie per niente. Eppure ancora qui a credere, almeno a credere in noi.
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Esistono sistemi "morali" nei quali, in caso di dubbio, al soggetto è fornita una giustificazione per operare la scelta. Ed esistono sistemi "immorali" nei quali la necessità diviene l'unico argomento per rendere accettabile la scelta. Poi vi sono sistemi "individuali" dove è possibile lasciarsi guidare dalla coscienza e molto spesso essa risiede nel cuore. L'uomo appartiene contemporaneamente a tutti e tre i sistemi. Così come colui che comprende e determina le decisioni da prendere e quelle che non si verificheranno mai. Accanto alla libertà umana vi é la libertà di Dio.

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