corpo


Corpo che sembra tutto e non è mai niente di più, una serie imprecisa di coordinate per colpire ed affondare un altro cuore di donna. Sessualità vestita per resistere ai morsi del piacere ed invece è già caduta sotto le mie labbra più e più volte, esausta riposa nel mio letto. Corre il tempo e cresce altra sete, aspetto chissà cosa ed intanto scrivo sul vecchio diario nero una poesia stupida, guardo lei e penso che vorrei svegliarla e leggergliela come un ragazzino ma poi la cicatrice al cuore torna a far male. Anima che ho spogliato con lingua di peccato e dannato a me con caldo trasporto mentre versavo sulla sua schiena il mio liquore di more e lime. Al penetrare eterno della notte penso – domani non resterà più niente -. Tutto è possibile ma non qui e non con me. Lieve consolazione non farà tutto quel freddo che sentiva prima di sorseggiare col liquore di more e lime.
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6 gennaio 2009

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