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l’intervento di monique e marta al veneziacamp
Dal blog Terremoto09
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Autore: hermansji.:. - Resta aggiornato, iscriviti gratis
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Dal blog Terremoto09
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Ed ecco come smetterò di raccontarti qualcosa di me, non ci sarà bisogno di attendere un istante preciso, nemmeno il calore del sole, sarà abbastanza stupido come una risposta che non ho saputo mai.
Sarà come in quei racconti dove si confondono le fiabe col malessere degli adulti, sarà un bagaglio in cui non c’entrano tutte le cose che vorresti portare con te così t’è toccato scegliere.
Un taglio deciso ma non sarà al nastro di partenza e nemmeno all’arrivo perché avranno spostato la destinazione.
Non avrò nemmeno voglia di chiedere, anche se certi giorni m’è venuto addosso il dubbio che se c’è posto, e posto alla fin fine c’è, dentro a quel nulla che m’osserva oltre la morale ipocrisia dell’aldilà, se spazio c’è, grosso come sono, non riuscirò certo ad entrare in quel brivido d’amore che m’ucciderà.
Allora ecco smetterò di raccontarti qualcosa di me, ma allo stesso modo di come tutto è cominciato, quando ancora leggendo ti domandavi: “ma chi diavolo sei?”. Ti lascerò col sottofondo di tutte quelle domande ancora aperte, come corolle di fiori che ti danno fastidio, non sai se accettare o rifiutare.
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Ed ora che ci pensi, mentre sei in posa per venire meglio con quel tuo sorriso che nasconde cose, si fermano gli occhi sulle superfici, incrociano anche gli altri sguardi e t’accorgi di non riuscire a tenere dentro di te le moltitudini di pensieri contundenti che vogliono uscire.
Ma è una semplice foto, una semplice foto, un singolo frammento del tempo che ti attraversa, forse può contenere tutta questa inquietudine ma da qualche parte deve poi uscire, sarà sangue, sarà amore oppure solo sesso almeno di buona qualità, sarà solo confusione o che tengono il prezzo del destino troppo alto, sarà.
Così ci pensi e dentro la tua mente tutto sembra muoversi lentamente, come se fosse ancora possibile scegliere, avere il contatto con la cristallizzazione del tempo, osservare l’infinita lentezza d’ogni cosa e leccarsi le ferite come i gatti.
Ma poi finisci per tirare fuori gli artigli, solo che così fai del male per davvero perché ad un certo punto non la controlli più tutta quell’inquietudine, ha preso ad occupare per troppo tempo le stanze libere della tua anima ed ora fa come vuole, come fanno tutti, s’approfitta di te ed a perderci sei soltanto tu.
Così le fotografie raccontano solo bugie, di gente che sorride ma non c’era neanche un perché, non la mostrano mica la parte nascosta di te, quella che urla dentro e che scava per non soffocare dietro ogni dettaglio.
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E così si riaffaccia lo spettro della cosiddetta “battaglia per l’albo”, una battaglia tutta intestina nel mondo dell’Avvocatura. Se non avete idea di cosa spinge queste mie riflessioni vi rimando QUI, QUI (o QUI). Battaglie, tra vincitori e vinti toccherà fare la conta dei feriti e saranno più dei 50mila di cui si parla nel giornale. Quando non ero ancora praticante gli Avvocati mi dicevano: – Chi te lo ha fatto fare? Sai a quante rinunce andrai incontro? Se io potessi tornare indietro farei un altro mestiere -. Peccato che io credo ad alcuni valori, la tutela dei quali mi importa. Ed ora invece è tutto così semplificato, non solo dalla palpabile totale mancanza di rispetto verso la nostra professione, per cui tutti si sentono in diritto di mettersi a dare consigli legali. Ma anche per quel senso di abbandono della madre Avvocatura verso i suoi stessi iscritti. “Battaglia per l’albo”, già come se per tanti non fossero troppi i sacrifici, come se fosse d’una facilità estrema schioccare le dita e reinventarsi una “professionalità” nuova, cambiare lavoro e ricostruirsi tutta una vita attorno, già. Peccato che i giovani Avvocati ad un certo punto non si sentano affatto tutelati, anzi si sentano persino abbandonati o traditi da un sistema di valori in cui credere, un sistema che d’improvviso chiude le porte con una tale superficialità.
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Un altro mio piccolo contributo al Collettivo Voci di Fatacarabina, questa volta leggo “somatizzare” di Nicoletta/Enne.
Link: Trovate il mio contributo QUI!!
MP3: Download
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Silenzio d’oceano mentre le correnti trascinano e rimescolano tutto. E nella mente pensieri contundenti coll’occasione buona per dare cibo al corso degli eventi, le preghiere a memoria adatte a sciogliere i nodi nelle reti dell’anima. Il retro gusto amaro delle poesie, perché io odio la poesia tanto quanto odia me, colle briciole del tempo che scarseggia porto in tasca i doni della sirena, la furia che incalza invocando l’autodistruzione. Qui, dove si compone e si scompone l’ultimo rintocco di ogni cosa già detta e di ogni vita già vissuta, in questa contraddizione mia è la mente che cancella la distanza col principio della fine, qui il silenzio non arretra ma segna, colle dita nell’aria, il suo vangelo di incomunicabilità.
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Potete leggere il mio secondo contributo al Liblog, sul tema “Impaginazione: riflessioni sulla forma di un libro”, qui:
http://liblog.blogdo.net/articoli/vita-da-autore/.
Ringrazio l’editor Livia Di Pasquale per l’ospitalità!!
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Il 15 Ottobre, alle 11:30 si è tenuta nella Sala Consiliare del Comune di Montesilvano la presentazione del libro “L’Aquila 06.04.09 il catastrofico terremoto delle 3:32″, scritto dalla giornalista Elena Costa.
Il Volume di 324 pagine, raccoglie attraverso un percorso di immagini, prima affidate ai titoli dei giornali, poi alle fotografie dei luoghi, delle persone, degli eventi anche istituzionali trasfigurati dal sisma, e con le 40 testimonianze, di chi ha vissuto il dramma in prima persona, una sorta di “documentario” sul disastro che ha sconvolto l’Abruzzo.

Alla presentazione c’erano, oltre le figure istituzionali, dal presidente della provincia di Pescara, Guerino Testa, al sindaco di Montesilvano, Pasquale Cordoma, al sindaco di Città Sant’Angelo Gabriele Florindi, all’Onorevole Amedeo D’Addario, oltre i numerosi giornalisti ed inviati di televisioni e radio, anche alcune delle aquilane che hanno vissuto sulla pelle il sisma e le cui testimonianze sono state raccolte dall’autrice.
A qualche giorno di distanza, sul canale locale Tele9, nella trasmissione “A tu per tu”, vi è stato uno scambio di opinioni tra i due editori del volume, Pino Costa, in qualità anche di conduttore della puntata, e l’Imprenditore Editore Lino Felicioni:
L’impressione generale che mi ha trasmesso la presentazione è quella di voler continuare a tenere alta l’attenzione generale sul terremoto a L’Aquila e quindi, nel tutto “fa brodo” degli ultimi mesi, dove l’attenzione mediatica sull’Abruzzo è scesa, senza dubbio è ancora utile parlarne nel bene e nel male.
Nello specifico, sfogliando il libro non ho sensazioni negative. A parte la drammatica carrellata fotografica, le 40 testimonianze colpiscono per la loro semplicità e schiettezza. A pelle mi sembra un modo per trasmettere delle sensazioni e consentire al lettore di rivivere l’evento più da vicino ma lasciandogli la possibilità anche di giudicare da solo i fatti.
Parlando con l’autrice, mi ha assicurato che il ricavato della vendita, tolti i costi, andrà tutto proprio ai terremotati. La pagina dove poter acquistare il volume è questa:
http://www.italiaemagazine.it/2009/08/10/il-nuovo-libro-sul-terremoto-in-abruzzo/
Il prezzo di €15 è stato contenuto verso il basso e c’è da crederci tenuto conto che il libro è a colori, tutto stampato su carta pregiata e misura 24 cm x 17 cm per 324 pagine.
Racconta Antonietta a pagina 259: “Durante quelle ore si era parlato di tutto, dai nipotini al cibo, dalle bollette al come fare ad arrivare alla fine del mese, ma il terremoto tornava nei nostri discorsi, ad ogni movimento brusco.”
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Esistono sistemi "morali" nei quali, in caso di dubbio, al soggetto è fornita una giustificazione per operare la scelta. Ed esistono sistemi "immorali" nei quali la necessità diviene l'unico argomento per rendere accettabile la scelta. Poi vi sono sistemi "individuali" dove è possibile lasciarsi guidare dalla coscienza e molto spesso essa risiede nel cuore. L'uomo appartiene contemporaneamente a tutti e tre i sistemi. Così come colui che comprende e determina le decisioni da prendere e quelle che non si verificheranno mai. Accanto alla libertà umana vi é la libertà di Dio.




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